Stasera in tv 'Il Collegio 4', le anticipazioni della seconda puntata del docu-reality

Martedì 29 ottobre in prima serata su Rai 2 va in onda la seconda puntata de Il Collegio 4. I giovani allievi seguiranno la prima lezione di Informatica alle prese con computer anni ’80: come se la caveranno senza connessione a Internet e con una memoria di appena 64 kb? I ragazzi si misureranno anche con l’Aerobica, attività molto in voga in quel periodo. I collegiali si recheranno poi sul Lago di Garda nei luoghi in cui Gabriele D’Annunzio ha trascorso gli ultimi anni della sua vita. Sulla tomba del poeta dovranno recitare a memoria 'La pioggia nel pineto': chi sbaglia rischia l’espulsione. Foto: Kikapress/UfficioStampaRai/LetiziaDAmato

  • Serena Grandi: "Mi hanno rovinato la vita, mia grande bellezza è svanita''
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    Serena Grandi: "Mi hanno rovinato la vita, mia grande bellezza è svanita''

    (di Alisa Toaff) "Mi hanno rovinato la vita, la mia grande bellezza è svanita''. Serena Grani ospite oggi a 'I Fatti Vostri' torna a parlare del suo tumore al seno. E rivela: "Volevo fare e ho fatto un intervento estetico alla pancia perché dopo una gravidanza importante volevo sistemarla un po' -ha detto l'attrice- poi hanno deciso di fare un lifting al seno ritardando così la diagnosi perché quando hanno aperto non c'era un fiore ma un carcinoma di 5 centimetri di cui non sapevo nulla. "Erano loro che dovevano saperlo e vederlo non io -ha detto la Grandi- io faccio l’attrice. Nonostante la mia prevenzione, faccio esami ogni anno, non era apparso questo problema e così ho deciso di affidarmi all'avvocato Bruno Sgromo per tutelarmi e ne sono felice''. L'ex regina della commedia sexy degli anni Ottanta e Novanta spiega poi che chi le ha fatto l’intervento al seno che era ''un po' sceso'', ha sottolineato, ha aperto e richiuso ma ''il grasso non scendeva perché c’era il carcinoma che spingeva su''."C'è stata una mancata diagnosi con un ritardo di undici mesi - spiega il legale all'Adnkronos - Lei è andata è andata a fare un intervento di chirurgia estetica che incideva su 5 siti chirurgici ma non hanno fatto degli accertamenti diagnostici preoperatori che solitamente vanno fatti in queste situazioni. Se li avessero fatti si sarebbero accorti che aveva una massa tumorale. L'ha scoperto (Serena Grandi, ndr) undici mesi dopo quando si è recata all'ospedale a Sant'Arcangelo di Romagna a fare un controllo e le dissero che aveva una tumefazione, peraltro al terzo stadio''.  All'ospedale, prosegue il legale, ''sono immediatamente intervenuti, hanno asportato il seno con un intervento molto invasivo: asportazione totale della mammella fino alle ghiandole ascellari. Ora si spera che abbia risolto perché c'è sempre il pericolo di una recidiva''. Da un punto di vista legale "andremo a richiedere il risarcimento del danno che è stato valutato biologico, poi c'è il danno psichico, la perdita di capacità lavorativa generica e il danno estetico che incide tanto per chi lavora nel mondo dello spettacolo''. ''A breve depositeremo gli atti, sono state fatte varie relazioni, ha partecipato un medico legale, un chirurgo, più medici specialisti perché abbiamo voluto fare le cose per bene. La denuncia penale la Grandi non l'ha voluta fare quindi abbiamo chiesto il risarcimento dei danni'', tiene a precisare l'avvocato della Grandi.

  • Il fidanzato di Stefania Pezzopane si è cancellato dai social e ha rivelato di avere dei problemi
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    Il fidanzato di Stefania Pezzopane si è cancellato dai social e ha rivelato di avere dei problemi

    Simone Coccia ha rivelato che starebbe vivendo un periodo complicato ed è tornato sui social per tranquillizzare i suoi fan.

  • Le previsioni di Fauci sul vaccino
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    Le previsioni di Fauci sul vaccino

    Secondo le previsioni di Fauci entro l'inizio del 2021 gli Stati Uniti avranno 200 milioni di dosi di vaccino contro il coronavirus disponibilli.

  • Bolsonaro: "Spiace per vittime di coronavirus, ma moriremo tutti"
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    Bolsonaro: "Spiace per vittime di coronavirus, ma moriremo tutti"

    "Mi dispiace per le vittime di Covid ma moriremo tutti". Così il presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, conversando con alcuni suoi sostenitori davanti al palazzo presidenziale di Brasilia.

  • Coronavirus, presidente virologi: "La variante buona è geneticamente diversa"
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    Coronavirus, presidente virologi: "La variante buona è geneticamente diversa"

    di Paola Olgiati La variante 'buona' del nuovo coronavirus isolata a Brescia non è solo "estremamente meno aggressiva", ma è anche "geneticamente molto diversa". Il suo Rna presenta cioè "mutazioni significative" rispetto a quello dei virus Sars-CoV-2 sequenziati nei mesi più 'caldi' dell'epidemia di Covid-19. Lo annuncia all'Adnkronos Salute Arnaldo Caruso, presidente della Società italiana di virologia (Siv-Isv), che nei giorni scorsi ha comunicato la scoperta di "una variante virale molto meno potente. Mentre a quelle più aggressive bastano 2-3 giorni per sterminare in vitro tutte le cellule bersaglio a disposizione - aveva spiegato - a questa servono almeno 6 giorni soltanto per iniziare ad attaccarle".  Oggi il passo avanti: la 'variante bresciana' trovata dal Laboratorio di Microbiologia dell'Asst Spedali Civili, diretto da Caruso - isolata da un tampone che, a differenza di quelli che arrivano nelle ultime settimane all'attenzione dei centri deputati a processarli, "presentava stranamente una carica virale altissima" pur provenendo da "un paziente completamente asintomatico" - appare anche mutata geneticamente. Prima di dirlo "aspettavamo di confrontarci con i colleghi più esperti in questo campo - precisa l'esperto, ordinario di Microbiologia e Microbiologia clinica all'università degli Studi di Brescia - Ora lo abbiamo fatto e finalmente possiamo riferire di avere ottenuto una sequenza completa fortemente attendibile". Il lavoro "è pronto per la pubblicazione - assicura il numero uno dei virologi - Lo sto inviando a una rivista scientifica internazionale e, come noto, questo è un processo che ha i suoi tempi. Ma fin d'ora, chiunque all'interno della comunità scientifica fosse interessato alla sequenza potrà contattarmi perché siamo assolutamente pronti a condividerla. E' questo che mi aspettavo già al primo annuncio, quando ho informato dell'isolamento della nuova variante: curiosità, non certo polemiche", ragiona lo specialista che ci tiene a evidenziare "quella che per noi è la vera notizia": sapere che esistono varianti più deboli di Sars-CoV-2 "potrà anche aprire la strada alla messa a punto di vaccini attenuati contro Covid-19".  Le differenze riscontrate nella sequenza genetica della variante buona non stupiscono Caruso: "Me lo aspettavo", dice. "Mi aspettavo che ci fossero una serie di variazioni", delle 'novità' nell'Rna virale. "Differenze molto significative - ricorda - del resto le avevamo individuate anche in altri ceppi, pur non modificati nell'aggressività, che stiamo studiando e sui quali pubblicheremo insieme a Massimo Clementi dell'università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Pure Massimo Ciccozzi del Campus Bio-Medico di Roma mi ha confermato di avere visto tantissime interessanti modifiche. Nel mondo sono almeno 7mila quelle ormai note" e "chiunque sappia di virologia - puntualizza l'esperto - sa bene che i coronavirus hanno un'alta potenzialità di mutazione", perché "fanno della mutazione un punto di forza per replicare e propagarsi".  Adesso si tratterà di capire "il perché di queste mutazioni, quali sono quelle importanti ai fini della patogenicità dell'agente di Covid-19 e quanto sono diffuse". Ma le ricerche future potranno anche contribuire ad arricchire l''albero genealogico' di Sars-CoV-2. In gergo epidemiologico si parla di "alberi filogenetici, gruppi all'interno dei quali vengono classificati virus vicini, simili l'uno dell'altro. Il nuovo coronavirus appare essersi differenziato molto recentemente dagli altri" suoi 'cugini' e "rientra in un albero filogenetico a parte in cui sta da solo", almeno per ora. Un domani, infatti, per Caruso non è escluso che i 'rami' del suo albero possano popolarsi di "altri coronavirus molto molto simili. Parenti stretti", si spera non 'esplosivi' come il loro capofamiglia. "Staremo a vedere". Il presidente Siv-Isv ribadisce come la variante meno cattiva del nuovo coronavirus sia stata "un ritrovamento fortunato, possibile grazie a un tampone a carica virale eccezionalmente alta per questa fase epidemica". Ma si può ipotizzare che altri tamponi, quelli "a titolo virale troppo basso per consentire un isolamento e un sequenziamento virale completo", in realtà possano contenere anche loro questa variante buona? La domanda è legittima, conferma Caruso. "In passato - ragiona infatti l'esperto - le analisi condotte hanno riguardato tutte tamponi molto ricchi in virus, eseguiti su pazienti che da Covid-19 hanno ricevuto l'insulto più forte, sperimentandone la maggiore aggressività. Abbiamo così trovato virus simili tra loro".  In altre parole, in qualche modo finora "l'analisi è stata falsata" da un limite tecnico che a livello internazionale ha portato gli scienziati a "selezionare" e quindi a vedere "le varianti verosimilmente più aggressive". Ora, però, gli studi in corso sull'isolato bresciano potrebbero "aprire finestre inedite": riuscendo a individuare specifici punti chiave della sequenza genetica virale, "con metodologie diverse - prevede lo specialista - potremo azzardare ipotesi sulla base del sequenziamento di piccoli frammenti del virus", scoprendo elementi "che potrebbero avvicinarsi al nostro isolato o eventualmente ad altri che emergeranno in questo momento di così debole circolazione virale".  Infine la prospettiva vaccino, ossia l'idea di arrivare anche contro Covid a "futuri vaccini attenuati come quelli che vengono utilizzati efficacemente per esempio contro il morbillo o la rosolia. Sapere che vi sono varianti attenuate di Sars-CoV-2", dunque "che abbiamo i potenziali per la sua attenuazione - afferma Caruso - significa che un domani potremo sperare di sviluppare una variante virale estremamente attenuata, talmente tanto da poter essere usata come vaccino". Dalla ricerca sul virus, le armi per vincerlo.

  • Calabria, abrogata all’unanimità nuova legge sui vitalizi
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    Calabria, abrogata all’unanimità nuova legge sui vitalizi

    Il Consiglio regionale della Calabria, con un voto all’unanimità, ha abrogato la legge 10/XI con la quale, il 26 maggio scorso, erano state apportate, sempre all'unanimità, modifiche a due articoli della Legge Regionale 13/2019 per via delle quali sarebbe bastato un solo giorno da consigliere regionale per far sì che, se anche il politico fosse decaduto, avrebbe comunque avuto l'opportunità di maturare il "trattamento di fine mandato", che molti ritengono essere un vero e proprio vitalizio, pagando i contributi per i successivi cinque anni, così da poter godere dello stesso privilegio di chi rimane in carica per l'intera legislatura.  Dopo un dibattito di circa un’ora e mezza, dunque, l’assise regionale calabrese ha posto fine a una vicenda che era rimbalzata sullo scenario politico nazionale con prese di posizione critiche anche da parte di Luigi Di Maio e Matteo Salvini. L’annuncio che le nuove norme sarebbero state abrogate al più presto era stato dato nei giorni scorsi anche dalla governatrice Jole Santelli.

  • Anonymous svela un retroscena sulla morte della Principessa Triste
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    Anonymous svela un retroscena sulla morte della Principessa Triste

    Lady Diana è stata assassinata? Un documento di Anonymous confermerebbe il controverso rumor sulla scomparsa della principessa.

  • Jeremias, i messaggi sono indirizzati all'ex cognato?
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    Jeremias, i messaggi sono indirizzati all'ex cognato?

    Jeremias Rodriguez è rimasto accanto a Belen e sembra che sui social se la stia prendendo con Stefano De Martino.

  • Morgan ancora una volta contro la sua ex, figlia di Dario Argento
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    Morgan ancora una volta contro la sua ex, figlia di Dario Argento

    Morgan di nuovo contro Asia Argento: il musicista ha rivelato alcuni retroscena sulle loto liti all'interno della sua autobiografia.

  • Coronavirus: vittime, contagi e tutte le novità sulla Fase 2
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    Coronavirus: vittime, contagi e tutte le novità sulla Fase 2

    Gli aggiornamenti in tempo reale sull'emergenza coronavirus in Italia.

  • Borracce, lo studio: rilasciano metalli nell’acqua
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    Borracce, lo studio: rilasciano metalli nell’acqua

    Le borracce in acciaio e alluminio rilascerebbero nell’acqua quantità di metalli, ftalati e bisfenolo A ai limiti di legge. E’ quanto emerge da una ricerca del Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive dell’Università La Sapienza di Roma, commissionata da Fondazione Acqua. Lo studio della Sapienza, primo nel suo genere perché incentrato sul rilascio chimico-fisico di elementi dalle borracce, mentre sino ad ora erano stati valutati solo gli aspetti batteriologici, è stato condotto su 20 tipologie di borracce differenti, acquisite tramite i principali rivenditori e sul mercato elettronico, e ha permesso di ottenere più di 24.000 risultati analitici, che hanno consentito di valutare (mediante simulazione d’uso con un’acqua test demineralizzata) le possibili cessioni di 40 elementi inorganici (metalli, semimetalli e non metalli) e di 7 composti organici (6 ftalati e Bisfenolo A). I risultati ottenuti hanno mostrato assenza di cessione di composti organici dalle borracce in plastica e, al contrario, fenomeni di cessione di elementi inorganici da tutte le borracce testate. Si parla di fenomeni molto variabili tra le diverse tipologie di borracce e spesso caratterizzati da cessioni multielemento anche di alluminio, cromo, piombo, nichel, manganese, rame, cobalto, ecc.  Va chiarito che la quantità di metalli, semimetalli, non metalli, ftalati e bisfenolo A rilevati non superano i parametri imposti per legge. Tali cessioni, però, si sommano ai metalli spesso presenti nell’acqua potabile di rubinetto con il rischio, per chi usa abitualmente le borracce, di oltrepassare facilmente le soglie considerate sicure per la salute. Secondo quanto rilevato dal Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive dell’Università La Sapienza di Roma, inoltre “la variabilità riscontrata nella cessione di elementi chimici è con tutta probabilità da attribuire sia alla qualità del materiale di fabbricazione che alle modalità di lavorazione. La presenza di metalli estranei quali Cromo, Bismuto, Manganese, Bario, Rame, Zinco, ecc. nelle cessioni di borracce in Alluminio fanno supporre che il materiale di fabbricazione possa derivare anche da processi di recupero/riciclo, elementi critici se condotti senza le dovute attenzioni necessarie per garantire la conformità a quanto previsto dalla normativa vigente sui materiali destinati al contatto con alimenti (cosiddetti MOCA)”. “Nell’ultimo periodo stiamo assistendo ad una campagna di demonizzazione della plastica con particolare riferimento alle bottiglie, a favore delle borracce -commenta il Presidente della Fondazione Acqua, Ettore Fortuna. Non solo andrebbe spiegato ai consumatori che le bottiglie in pet sono riciclabili al 100% ritornando ad essere nuove bottiglie dopo il loro recupero e riciclo, ma soprattutto se si parla della salute delle persone è fondamentale dare loro le corrette informazioni per poter scegliere consapevolmente”. Un altro aspetto emerso dallo studio è la non piena conformità delle borracce analizzate ai Regolamenti CE e alle norme nazionali sui MOCA. Infatti, visto che l’acqua destinata al consumo umano è un alimento a tutti gli effetti (Reg. CE 178/2002 - art.2), anche i materiali e gli oggetti destinati al contatto con l’acqua, come appunto le borracce (i cosiddetti MOCA) devono rispettare specifici criteri, nell’ottica del mantenimento delle caratteristiche organolettiche e nutrizionali dell’alimento stesso e di sicurezza igienico-sanitaria del consumatore. Tra le borracce esaminate, solo alcune presentavano il simbolo previsto o le indicazioni di impiego ed elementi utili per la loro identificazione ai fini della necessaria rintracciabilità, un fatto che dovrebbe renderle inadatte alla vendita sul mercato.

  • Di Maio: "Italia oggi si rialza anche grazie ad amici come la Francia"
    Politica
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    Di Maio: "Italia oggi si rialza anche grazie ad amici come la Francia"

    "L'Italia oggi torna a camminare sulle sue gambe e se oggi l'Italia si rialza è anche grazie a Paesi amici come la Francia". Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio in una conferenza stampa con il collega francese Jean Yves Le Drian, sottolineando come la sua visita a Roma, nel giorno dell'apertura delle frontiere, rappresenti "un ulteriore attestato di vicinanza da parte francese". "L'Italia per rilanciare anche la propria economia interna ha scelto come data di apertura quella odierna ma ci aspettiamo reciprocità da tutti Paesi Ue - ha scandito Di Maio - siamo stati i primi a essere colpiti dalla pandemia ma oggi i nostri dati sono più confortanti di quelli di tanti altri Paesi". "Quello che ci aspettiamo - ha insistito il titolare della Farnesina - è prima di tutto la reciprocità e rispettiamo che il 15 giugno sia diventato il D Day del turismo europeo, perché come diceva Le Drian i tempi con cui siamo entrati in questa pandemia sono stati diversi. Oggi l'Italia riapre e riapre soprattutto la mobilità fra le regioni, che era fondamentale per poter ospitare persone che venivano da altri Paesi europei". E "miriamo al fatto che il 15 giugno ci sia reciprocità nel senso che altri Paesi consentano ai cittadini italiani di poter andare lì ed ai cittadini europei che vengono qui di poter tornare nei propri Paesi senza fare la quarantena".  "Noi siamo sempre stati trasparenti - ha rivendicato Di Maio, ringraziando il collega di Parigi, perché la Francia non ha mai chiuso le frontiere con l'Italia per "il suo spirito di amicizia e disponibilità" - Italia, Francia e Germania si sono distinte in questa emergenza per l'accuratezza con cui hanno informato i proprio partner". Il titolare della Farnesina ha inoltre riaffermato di "credere fortemente nello spirito europeo", nella convinzione che "ogni approccio individualistico possa recare un danno all'immagine stessa della Ue e alimentare un clima di tensione interno che va contro il principio di un rafforzamento della nostra comunità".  Il ministro degli Esteri ha poi sottolineato che sul turismo "occorre definire criteri e regole uniformi per la mobilità via aria, via terra e via mare per garantire viaggi sicuri e senza interruzioni". Di Maio ha anche detto che l'Austria è disponibile "ad un confronto tra i ministeri della Salute sui dati epidemiologici", al termine del quale "potrà essere più chiaro il punto della riapertura" con l'Italia. Il ministro degli Esteri ha avuto un colloquio con il collega di Vienna, dopo che l'Austria ha fatto sapere che da venerdì avrebbe riaperto i confini con i Paesi vicini, ma non con l'Italia.  Dopo aver ribadito che i corridoi turistici rappresentano "una discriminazione" e ricordato che "non dobbiamo crearne di impliciti, per cui si sconsiglia un viaggio in un Paese e si consiglia in un altro", Di Maio, parlando dell'Austria, ha spiegato: "Conveniamo sul fatto che dopo un confronto tra i ministeri della Salute sul dato epidemiologico dell'Italia potrà essere più chiaro il punto della riapertura, perché l'Italia potrà mostrare i propri dati e dimostrare che la situazione oggi nelle nostre regioni è migliore di alcune parti dell'Europa".  "Ho registrato disponibilità a fare confrontare i nostri ministeri della Salute sui dati epidemiologici - ha detto ancora il titolare della Farnesina - ed il ministro austriaco (Alexander Schallenberg) mi ha chiamato per dirmi che la decisione non è definitiva, ma che nei prossimi giorni torneranno sul tema della riapertura con l'Italia". A fine giornata in un post su Facebook Di Maio ha scritto: "È stata una giornata molto intensa. Ho accompagnato il ministro francese Le Drian a conoscere la nostra Protezione civile. Ho avuto modo di sottolineare l’immenso lavoro portato avanti dal dipartimento diretto da Angelo Borrelli e ho ringraziato anche il commissario Domenico Arcuri per aver gestito questa emergenza con grande impegno. Subito dopo al ministero degli Affari Esteri abbiamo fatto il punto su importanti dossier internazionali, come i flussi turistici e il conflitto in Libia. Il collega Le Drian mi ha confermato che non ci sarà nessun blocco verso l’Italia". "Abbiamo chiuso la giornata in un ristorante al centro di Roma, da 'Luciano cucina italiana', uno dei tanti vanti del nostro Paese. Lo chef, Luciano Monosilio, è considerato il re della carbonara. L’Italia va vissuta e amata. Il nostro Made in Italy è motivo d’orgoglio per tutti noi. Ricordiamocelo sempre", ha concluso.

  • Burioni: "Trovare superdiffusori per diminuire isolamento sociale"
    Salute
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    Burioni: "Trovare superdiffusori per diminuire isolamento sociale"

    Diverse analisi epidemiologiche "hanno confermato che un piccolo numero di individui è responsabile per la grande maggioranza dei casi. Sono i superdiffusori. Isolare questi terribili 'superspreader' consentirebbe di controllare eventuali 'ritorni di fiamma' dell’epidemia, senza misure estreme di isolamento sociale che hanno un effetto drammatico, non solo sull’economia, ma anche sulla qualità della vita delle singole persone". Lo spiega il virologo Roberto Burioni in un articolo pubblicato sul sito 'MedicaFacts' fondato proprio dallo scienziato per la divulgazione scientifica e la lotta alle fake news.  "Una quantità spaventosa di malati di Covid-19 non ha trasmesso la malattia a nessuno! - ricorda Burioni - Certo, sono numeri piccoli e devono essere presi con prudenza, ma altre analisi epidemiologiche hanno confermato che un piccolo numero di individui è responsabile per la grande maggioranza dei casi". Sono i superdiffusori. Per spiegare questo fenomeno il virologo applica la legge di Vilfredo Pareto all'emergenza Covid-19. "L’ingegnere ed economista del secolo scorso sosteneva che la maggior parte degli effetti è dovuta a un numero ristretto di cause - evidenzia Burioni -, e potrebbe essere così anche per quest’epidemia. I contagi potrebbero essere imputabili a pochi superdiffusori". "Vilfredo Pareto studiando la distribuzione dei redditi, si accorse che in Italia il 20% delle persone possedeva l’80% delle terre. Questa osservazione - ricorda lo il virologo - ispirò la 'legge di Pareto', che in maniera empirica stabiliva che la maggior parte degli effetti è dovuta a un numero ristretto di cause". "Non mi spingo in territori che non mi competono (sperando nel contributo di esperti che vogliano chiarirci meglio le idee), ma la legge di Pareto sembra funzionare molto spesso - rimarca Burioni - il 20% dei venditori fa l’80% delle vendite, l’80% dei ricavi delle compagnie aeree e ferroviarie deriva dal 20% delle tratte più remunerative e via dicendo. Non so se questi esempi che ho trovato in Rete siano corretti, ma è poco importante ai fini di quello che voglio raccontarvi in questo articolo: nel caso del coronavirus, certamente, la maggior parte delle infezioni è dovuto a poche persone, i temibili 'superspreader', ovvero 'superdiffusori'". "Ne abbiamo già parlato, ma un recente lavoro svolto a Hong Kong ha stabilito che su 349 casi locali, ben 196 erano dovuti a sei (ripeto, 6) eventi di superspreading. Addirittura, una sola persona sembra averne infettate 7 - conclude Burioni - Proprio in questo studio si evidenzia come il 20% dei casi, tutti legati a eventi di riunione sociale, erano responsabili dell’80% dei contagi. Insomma, pare che per il Covid-19 Vilfredo Pareto ci avesse visto giusto".

  • Alessia Marcuzzi parte per le ferie, ma il marito non c'è
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    Alessia Marcuzzi parte per le ferie, ma il marito non c'è

    Forse per lasciarsi i pettegolezzi alle spalle, Alessia Marcuzzi è partita per Ponza. Ma non c'è ombra del marito Paolo.

  • Proteste Usa, il dramma di Bastianich: "Hanno rubato tutto"
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    Proteste Usa, il dramma di Bastianich: "Hanno rubato tutto"

    L'imprenditore Joe Bastianich vittima di un saccheggio da parte dei manifestanti Usa per la morte di George Floyd.

  • Notizie
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    Putin dichiara stato di emergenza per petrolio nell'Artico

    In un fiume 20.000 tonnellate di petrolio

  • Gattuso: scomparsa la sorella di soli 37 anni
    Sport
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    Gattuso: scomparsa la sorella di soli 37 anni

    Rino Gattuso sta vivendo un lutto impossibile da accettare: sua sorella Francesca è morta a soli 37 anni.

  • Daniele Novara dice no a mascherina e distanziamento per bambini
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    Daniele Novara dice no a mascherina e distanziamento per bambini

    Per il pedagogista così è impossibile fare scuola o centri estivi

  • La difesa del giovane che ha preso a calci un animale
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    La difesa del giovane che ha preso a calci un animale

    Dopo aver preso a calci un riccio, il 14enne denunciato dai Carabinieri si è difeso e ha affermato di essre dispiaciuto per quanto accaduto.

  • Chi votò per la Monarchia: i personaggi noti
    Politica
    notizie.it

    Chi votò per la Monarchia: i personaggi noti

    Non tutti volevano la Repubblica. Molti personaggi noti, e insospettabili, votarono a favore della Monarchia.

  • Scienza
    AGI

    Scoperta in Messico la più antica struttura monumentale dei Maya

    AGI - Si chiama Aguada Fénix, è la più antica e più grande struttura monumentale della civiltà Maya e si trova nel sottosuolo di Tabasco, in Messico. Questa la scoperta riportata sulla rivista Nature dagli archeologi dell'Università dell'Arizona, che hanno raccolto dati con un sondaggio aereo utilizzando il metodo Light Detection and Ranging o Laser Imaging Detection and Ranging (LIDAR), un telerilevamento laser che riproduce una mappa 3D della superficie sottostante. "Abbiamo sempre pensato che la popolazione Maya si fosse evoluta gradualmente, con piccoli villaggi emersi durante il periodo pre-classico medio, dal 1.000 al 350 a.C., ma il nostro studio ribalta questo modello", dichiara Takeshi Inomata della School of Anthropology presso l'Università dell'Arizona. Il sito, secondo i ricercatori, sarebbe costituito da una piattaforma elevata che misura 1.413 metri da nord a sud e 399 metri da est a ovest, con nove strade rialzate che si estendono dalla piattaforma.“Grazie alla datazione al radiocarbonio, abbiamo stabilito che la piattaforma risale al periodo tra il 1.000 e l'800 a.C., il che la rende la più antica struttura monumentale della civiltà Maya trovata finora”, prosegue il ricercatore, aggiungendo che Aguada Fénix presenta diversi elementi di discontinuità rispetto alle strutture rinvenute in altri siti del Messico. “Il metodo LIDAR permette di determinare la distanza di un oggetto o di una superficie utilizzando un aereo o un drone che sorvolano l'area di interesse e scansionano la zona grazie a impulsi laser, in modo che i segnali di rimbalzo generano quella che viene considerata una nuvola di dati, che viene poi elaborata al computer in un modello che riproduca il terreno”, continua Inomata, precisando che questa tecnica consente di realizzare una specie di mappa topografica della superficie, distinguendo elementi antropici da strutture geologiche. “Le immagini LIDAR ricostruite dopo un singolo volo aereo possono fornire più informazioni di quante potrebbero derivare da decenni di indagini archeologiche convenzionali. Sono stati necessari solo tre anni per mappare la struttura di Aguada Fénix, un decimo del tempo che avremmo impiegato con l'archeologia tradizionale”, commenta ancora Inomata. “Speriamo che il nostro lavoro possa gettare nuova luce sulle funzioni dell'architettura pubblica della civiltà Maya e aprire la strada a ulteriori studi”, conclude il ricercatore.

  • Gerò contro Simona Ventura? La figlia Caterina allontanata da lui
    Spettacolo
    notizie.it

    Gerò contro Simona Ventura? La figlia Caterina allontanata da lui

    Gerò Carraro ha cresciuto la figlia di Simona Ventura come fosse la sua, ma da oltre un anno non avrebbe modo di vederla.