Stati Generali, Fofi: sanità deve cambiare. Se non ora quando?

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Roma, 22 giu. (askanews) - "Ringraziamo il Presidente del Consiglio e il Governo per l'incontro avuto nel corso degli Stati Generali dell'Economia. E' il concreto riconoscimento sia del formidabile impegno delle professioni sanitarie in questa emergenza, nell'ospedale e nella comunità, sia dell'importanza di tutto il comparto sanitario nella vita, anche economica, del Paese" . Così Andrea Mandelli, presidente della FOFI, commenta l'audizione della Consulta delle Professioni Sanitarie svoltasi ieri a Villa Pamphili. Nel suo intervento Mandelli ha ricordato i sanitari vittime della COVID-19, tra i quali 15 farmacisti, per sottolineare che da questa tragedia occorre trarre insegnamenti e stimoli importanti.

"Sono convinto che nulla potrà essere come prima, a cominciare dalla sanità italiana, e questo significa innanzitutto rinforzare l'assistenza nel territorio attraverso la collaborazione interprofess ionale, come indicato recentemente anche dal Rapporto 'Realising the Potential of Primary Health Care' dell'OCSE" spiega Mandelli. "La farmacia dei servizi, il cui modello è stato messo a punto dalla Federazione e di cui riprenderà presto la sperimentazione interrotta dalla pandemia, è la chiave per offrire alla prima linea dell'assistenza strumenti che sarebbero stati utili a risolvere molti dei disagi per i pazienti che si sono presentati nella fase acuta dell'emergenza. Basti pensare alla telemedicina. Altri due punti per noi fondamentali - aggiunge - sono la semplificazione (la lotta alla burocrazia) e la digitalizzazione della sanità. Fascicolo sanitario elettronico e Dossier farmaceutico sono già stati strutturati e resta soltanto da "azionare l'interruttore". Per quanto riguarda la necessità di semplificare le procedure amministrative, ho ricordato che il Testo Unico delle leggi sanitarie, promulgato nel 1934, ha di gran lunga superato l'età pensionabile, ed è ora di mettere mano a questa materia".

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