Stati Ue concordano posizione comune su nuove norme per colossi tech Usa

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Bandiere dell'Unione europea davanti alla sede della Commissione Ue a Bruxelles

di Foo Yun Chee

BRUXELLES (Reuters) - I Paesi Ue hanno concordato una posizione comune su nuove regole per limitare il potere dei giganti statunitensi del settore tech e costringerli a fare di più per controllare i contenuti illegali sulle piattaforme.

Tuttavia, i dettagli finali devono ancora essere definiti con i legislatori europei, che hanno proposto regole più rigide e multe più alte.

Infastidita dalla lentezza delle indagini antitrust, il capo della concorrenza Ue, Margrethe Vestager, ha proposto due pacchetti di regolamenti noti con il nome di Digital Markets Act (Dma) e Digital Services Act (Dsa), che prendono di mira Amazon, Apple, Google e Facebook.

Il Dma contiene una lista di buona pratiche e divieti per i gatekeeper online -- aziende che controllano i dati e gli accessi alle piattaforme -- e prevede multe di fino al 10% dell'utile complessivo.

Il Dsa costringe i colossi tech a fare di più per affrontare la questione dei contenuti illegali sulle piattaforme, grazie a multe previste di fino al 6% dell'utile complessivo in caso di inadempienze.

La posizione comune adottata dai Paesi del blocco riprende i punti principali proposti da Vestager, con alcune modifiche, e prevede che sia la Commissione europea ad avere la responsabilità di fare rispettare le nuove norme, nonostante la proposta iniziale francese prevedesse di conferire maggiore potere ai regolatori nazionali.

I negoziati verranno probabilmente avviati il prossimo anno e l'adozione dei regolamenti è prevista invece per il 2023.

"Il Dma da noi proposto mostra la volontà e l'ambizione di regolamentare le grandi aziende tecnologiche e si auspica possa stabilire un trend a livello mondiale", ha detto in una nota Zdravko Počivalšek, ministro sloveno per lo Sviluppo economico e la tecnologia.

I cambiamenti concordati dai Paesi del blocco prevedono inoltre nuovi obblighi per le aziende tech, che evidenziano il diritto degli utenti finali di annullare l'iscrizione ai servizi principali delle piattaforme, accorcia le scadenze e migliora i criteri per la designazione dei gatekeeper.

Il Lussemburgo, dove si trova la sede europea di Amazon, ha accolto con favore l'accordo che conferisce agli enti regolatori dei singoli Stati il poter di far rispettare il Dsa alle aziende che abbiano sede nei loro Paesi.

"Il Lussemburgo è lieto che in generale il Paese in cui l'intermediario ha la propria sede rimanga responsabile dell'applicazione delle regole armonizzate della Dsa, in particolare grazie a una più stretta cooperazione con gli altri Stati membri e la Commissione -- tranne nel caso di aziende davvero molto grandi", si legge nel comunicato di Lussemburgo.

(Tradotto in redazione a Danzica da Michela Piersimoni, in redazione a Roma Francesca Piscioneri, michela.piersimoni@thomsonreuters.com, +48 587696616)

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