Stati Uniti: "La Russia mira a fabbricare prove sulle morti in prigione"

Funzionari statunitensi affermano di ritenere che la Russia stia lavorando per fabbricare prove riguardanti l'attacco mortale della scorsa settimana, avvenuto nella prigione di Olenivka, Ucraina orientale, a 20 km da Donetsk.

Mosca starebbe cercando di piazzare false prove per addebitare la colpa alle forze ucraine.

L'attacco ha provocato 53 morti e oltre 70 feriti.

Il ministero della Difesa ucraino dichiara di avere prove che i separatisti sostenuti dal Cremlino sono collusi con il Servizio federale per la sicurezza russo (FSB), agenzia successiva al KGB, e il gruppo di mercenari Wagner.

Inoltre, i funzionari russi potrebbero persino piazzare ad arte munizioni da missili di artiglieria HIMARS, come prova che i sistemi forniti dagli Stati Uniti all'Ucraina sono stati utilizzati nell'attacco.

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Volodymyr Zelensky ha parlato di "un attacco terroristico organizzato dalla Russia", il ministero della Difesa della Federazione Russa ha invece accusato Kiev di aver colpito Olenivka.

Di contro per il procuratore generale ucraino la Russia potrebbe aver usato armi termobariche nell'attacco, poiché l'analisi delle immagini satellitari mostra danni dall'interno al tetto della caserma e non ci sono danni sugli altri edifici.

I rappresentanti della Croce Rossa, intanto, esortano a fornire alle famiglie informazioni complete sui loro cari ed insistono sul diritto d'accesso senza ostacoli ai prigionieri di guerra in detenzione.

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha annunciato un'indagine conoscitiva, che esclude risvolti penali.

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