Stati Uniti, operatrice sanitaria morta dopo aver lavorato per quindici ore

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Infermiera muore dopo turno di 15 ore, si era appena ripresa dal Covid
Infermiera muore dopo turno di 15 ore, si era appena ripresa dal Covid

Tragedia negli Stati Uniti, dove un’infermiera di Phoenix appena rientrata da un periodo di malattia post Covid è morta dopo un massacrante turno di lavoro di 15 ore in ospedale. La 49enne Pamela Cooper aveva infatti terminato le sei settimane di ferie retribuite che gli spettavano per legge ed era stata costretta a ritornare sul posto di lavoro nonostante non si fosse ancora pienamente ristabilita. Le troppo ore di lavoro accumulate al rientro hanno dato il colpo di grazia al suo organismo già fortemente debilitato e ora i familiari hanno chiesto danni alla città per 35 milioni di dollari.

Usa, infermiera morta dopo turno di 15 ore

Stando a quanto riportato dai quotidiani statunitensi, l’infermiera era rimasta a casa per sei settimane dopo aver contratto il Covid, ma una volte finite le ferie retribuite ha dovuto tornare a lavorare presso il 911 per mantenere i propri famigliari che avevano perso il lavoro.

La città di Phoenix solitamente chiede agli operatori del 911 di lavorare per ore extra in modo tale da coprire le linee di emergenza in caso non ci dovessero essere abbastanza persone disponibili. L’unica eccezione è nel caso un lavoratore stia male, in quel caso dovrebbero essere rimandati a casa. Una situazione che rispecchia esattamente quanto accaduto alla 49enne Cooper, come mostrano anche i messaggi che quest’ultima ha inviato al suo supervisore durante quella che è stata la sua ultima giornata di lavoro.

Nello scambio di messaggi, il supervisore chiede infatti a Cooper di poter lavorare fino alle 23:30, al che l’infermiera risponde: “Potrei morire, ma va bene”. A quel punto il supervisore replica: “Per favore non farlo, non durante il mio turno”. Alla fine del turno l’infermiera è stata portata d’urgenza in ospedale, dove è morta il giorno successivo. Il marito Joel ha dichiarato: “Avrebbero potuto mandarla a casa quando non si sentiva bene perché questo è il protocollo. […] L’hanno sovraccaricata di lavoro”.