Stato-mafia, M5S: "Giornata storica". Berlusconi e Fi pronti a querelare pm

Alessandra Lemme
Trattativa Stato-mafia, dopo 5 anni di processo arriva la sentenza

La sentenza di primo grado nel processo sulla trattativa Stato-mafia scatena reazioni e commenti politici su più fronti. Il primo a commentare la decisione dei giudici della prima corte d'assise di Palermo è il leader M5S Luigi Di Maio che scrive su Twitter: "La trattativa c'è stata. Con le condanne di oggi muore definitivamente la Seconda Repubblica. Grazie ai magistrati di Palermo che hanno lavorato per la verità".

Nel pomeriggio arrivano le parole del presidente della Camera, Roberto Fico, che affida a Facebook il suo commento: "Dopo cinque anni il Tribunale di Palermo ha posato la prima pietra su una delle pagine più dolorose della storia di questo Paese, quella di una trattativa fra lo Stato e la mafia sorta dopo la strage di Capaci. La giornata di oggi ha un valore civile e morale straordinario. Perché quando lo Stato riapre le proprie ferite per provare a stabilire la verità, quando giunge a condannare sé stesso, allora riacquista la forza, la dignità e la fiducia dei cittadini. Fare luce sulle pagine buie della nostra storia, ci permette di sentirci Stato, ritrovarci e andare avanti come comunità".

Nelle stesse ore si susseguono le critiche di Forza Italia, a  cominciare dal senatore Maurizio Gasparri che parla di "sentenza sorprendente contro chi ha combattuto la mafia", passando per l'avvocato e parlamentare Niccolò Ghedini secondo il quale la decisione dei giudici è "sconnessa dalla realtà", fino al commento del leader Silvio Berlusconi che, durante una conferenza stampa a Campobasso, si dice pronto a procedere per vie legali contro il pm Di Matteo che accosta il suo nome a quello di Cosa Nostra, evidenziando che Marcello Dell'Utri fece da tramite tra il partito e la mafia."Assurdo e ridicolo accostare il mio nome alla vicenda della trattativa stato-mafia - sottolinea l'ex premier -. I miei governi hanno sempre operato contro la mafia e hanno incrementato la pena del 41 bis".

Ex dc solidali con Nicola Mancino, unico assolto con formula piena, che si dice sollevato dopo anni di "accuse ingiuste". Secondo Pier Ferdinando Casini l'assoluzione dell'ex ministro degli Interni "è una soddisfazione di tutti i democristiani", "ristabilisce l'onore politico a una personalità di primo piano della Dc e ristabilisce la verità nella storia del nostro Paese". Per Pier Luigi Castagnetti, è "un atto dovuto" a "un combattente della mafia che ha sofferto cinque anni".