Stefania Craxi racconta il padre Bettino a Domenica In

La figlia di Bettino

Stefania Craxi racconta suo padre Bettino a Domenica in: “A me non è mancato il padre – spiega -. È stato un padre grandissimo, nel modo più grande in cui i padri possano esserlo, con l’esempio”.

Stefania Craxi a Domenica In

Poi – continua la figlia – è stato un padre molto difficile, era difficile il suo ruolo, era difficile perché aveva un tratto di durezza caratteriale, che hanno descritto erroneamente come arroganza, che in realtà nascondeva una enorme timidezza, un timore dei sentimenti e degli abissi di tenerezza. So che è strano a dirsi – continua – ma mi ricordo, da bambina, degli episodi in cui si trasformava”. Stefania non nasconde di essere stata una figlia molto gelosa: “Era facilissimo sedurlo, io ero gelosissima di mio padre. Gli piacevano i bambini, i giovani. Era curioso dell’umanità, ascoltava gli altri. Mia madre? Ha avuto il grande merito di farci fare una vita normale – entra nel dettaglio Stefania Craxi parlando della vita privata del padre -. Ho difeso mio padre perché è stato Craxi nella storia di questo Paese, non in quanto padre”.

Stefania Craxi ricorda il padre Bettino a venti anni dalla sua scomparsa: “Ha dato fiducia e potere a uomini che non lo meritavano”. La figlia ha presentato “Bettino Craxi: Parigi-Hammamet” il libro scritto da Bettino: “Troverete anche previsioni sul destino dell’Italia. L’ha scritto negli ultimi anni. Aveva scelto questa chiave”.

Il regista Gianni Amelio ripercorre l’ultimo periodo di vita di Bettino Craxi nel suo ultimo film Hammamet. Pierfrancesco Favino è stato scelto per interpretare il famoso leader politico.

  • Alena Seredova è incinta: “Quando l’amore regala la vita”
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    Alena Seredova è incinta: “Quando l’amore regala la vita”

    Con un tenero scatto via social Alena Seredova ha rivelato di aspettare un figlio da Alessandro Nasi: per lei si tratta del terzo.

  • "Mamma sto benone ma mandami da mangiare", lettera dal lager
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    "Mamma sto benone ma mandami da mangiare", lettera dal lager

    di Ileana Sciarra L'Alzheimer ha cancellato i ricordi e forse anche l'orrore di chi è stato deportato in un campo di concentramento. Giuseppe Realmuto venne colpito dalla malattia ad appena 60 anni, ma la memoria dei giorni da soldato trascorsi al fronte, a 'resistere', e da prigioniero in un campo di concentramento tedesco con la 'colpa' di aver combattuto la Germania nazista è impresso nelle lettere che inviava alla sua famiglia. Realmuto è tra i 600mila soldati italiani che hanno 'resistito' ricordati dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo discorso al Quirinale per il 'Giorno della memoria'. E' scomparso nell''88, ma domenica scorsa la Prefettura di Palermo ha consegnato alla sua famiglia la medaglia d'onore. Il pronipote, 6 anni, l'indomani ha raccontato a scuola di quella medaglia: ''Maestra, mio nonno era un eroe!". Dal lager dove era rinchiuso Realmuto scriveva alla sua famiglia tacendo l'orrore che viveva e che vedeva attorno a sé. "Sono prigioniero dal 27 settembre - si legge in uno stralcio della missiva datata 20 dicembre 1943 in possesso dell'Adnkronos - e ringrazio il buon Dio godo di ottima salute. Mamma, siccome il comando tedesco mi diede il permesso di potermi inviare dei pacchi, prego al più presto di spedirmelo e cercare di inviarmi cose da mangiare e 'sicarette', però prima di tutto roba da mangiare".  Realmuto aveva fame e tanta. Quando tornò a casa nel '45 - a Baucina, paesino alle porte di Palermo - era ridotto una larva, pesava appena 40 kg. Dei giorni all'"inferno" non voleva parlare, solo il nipote più grande ne custodisce i racconti, dalle bucce di patate che era costretto a mangiare ai compagni che vedeva morire attorno a sé.  "La Giornata della memoria quest'anno è stata per la nostra famiglia più importante del solito - spiega all'Adnkronos la nipote, Valentina Pinello - E' il ricordo e il riconoscimento della partecipazione di mio nonno alla guerra e alla resistenza che l'Alzheimer aveva cancellato e che adesso la medaglia ci ha in parte restituito".

  • Il relitto del Titanic urtato da un sottomarino
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    Il relitto del Titanic urtato da un sottomarino

    Il relitto del Titanic è stato urtato da un sottomarino, ma l'incidente, avvenuto lo scorso anno, è stato tenuto segreto. A riportare la notizia è il Telegraph, che ha avuto accesso ai documenti relativi ad un procedimento penale in corso negli Stati Uniti. A scontrarsi a 3.800 metri di profondità nell'Atlantico del Nord con il relitto del più celebre transatlantico della storia è stato un mezzo sottomarino da 35 milioni di dollari, noleggiato dalla Eyos Expeditions, un tour operator con sede nell'Isola di Man, che organizza viaggi avventurosi per aspiranti (e ricchi) esploratori.  I fatti risalgono allo scorso luglio, quando a causa di "correnti intense e altamente imprevedibili" il pilota del sottomarino ha perso il controllo del mezzo, urtando il relitto. A bordo si trovavano anche scienziati della Newcastle University e si trattò del primo contatto con il relitto del Titanic in quasi 15 anni. La spedizione fece anche notizia, quando al suo ritorno rivelò tra l'altro che la famosa vasca da bagno del capitano era scomparsa all'interno del relitto, sempre più deteriorato. Al Telegraph il capo della spedizione, Rob McCallum ha confermato che ci fu un "contatto" con il Titanic, sulla fiancata di dritta, a causa delle forti correnti oceaniche, ma che i danni apportati al relitto furono di lieve entità.  La vicenda della collisione è emersa nell'ambito della battaglia legale in corso per decidere il futuro del Titanic, ad oltre un secolo di distanza dall'inabissamento del transatlantico. Il mese prossimo la Rms Titanic Inc, società Usa specializzata nel recupero di relitti, chiederà ad un giudice di un tribunale della Virginia il permesso per recuperare dal relitto alcuni manufatti, tra i quali un telegrafo Marconi definito la "voce del Titanic".  La società statunitense è dal 1994 l'unica entità legalmente autorizzata a rimuovere oggetti dal sito, ma finora non aveva mai espresso il proposito di avvalersi di questo diritto. Ad opporsi alla rimozione di manufatti del Titanic è la National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa), l'agenzia meteorologica statunitense, a sua volta responsabile della protezione dei relitti che giacciono in profondità. La Rms Titanic Inc ha fatto la prima mossa, contestando la giurisdizione della Noaa sul relitto del Titanic Nella complicata vicenda legale, la Rms Titanic Inc ha accusato l'agenzia Usa e la Eyos Expeditions di avere nascosto per mesi la notizia della collisione con il relitto. Di qui, la richiesta di fornire spiegazioni al tribunale. La prima udienza del caso è fissata per il 20 febbraio. Se la Rms Titanic avrà la meglio, l'azienda ha già annunciato che prevede di prelevare i primi manufatti dal relitto a partire da questa estate.

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    Stefano e Belen lasciano l’Italia? La risposta della coppia

    Dopo i guai giudiziari sembra che Belen e Stefano abbiano deciso di lasciare l'Italia, e avrebbero già deciso dove trasferirsi.

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    Federica Fumagalli è la fidanzata di Luigi Berlusconi, ultimogenito di Silvio e Veronica Lario. Cosa sappiamo di lei?

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    Tra Cerro al Lambro (Milano) e Lodi Vecchio. Bruciate 13 auto

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    Laura Chiatti ha rifatto il proprio seno? E' stata la stessa attrice a chiarire i dubbi dei fan in merito alla questione rispondendo alle domande.

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    Codice della strada, ecco cosa cambierà

    Si torna a parlare di limiti di velocità a 150 km/h in autostrada, divieto di fumo per chi è alla guida e niente smartphone

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    La polizia ha bloccato Tina Cipollari e le altre persone che erano con lei durante una festa in limousine per i quartieri di Napoli.

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    Nuova Mercedes Classe S, la prima foto senza camuffature

    La mascherina è tutta nuova e ci sono luci led che abbracciano il paraurti

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    Gf Vip, la dichiarazione di Antonio Zequila a Clizia: le parole

    Attimi di romanticismo tra Antonio Zequila e Clizia Incorvaia al Grande Fratello Vip: il gieffino si è dichiarato.

  • Roma Capitale, "svista del Comune, celebrazioni con 1 anno d'anticipo"
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    Roma Capitale, "svista del Comune, celebrazioni con 1 anno d'anticipo"

    "Alla luce delle numerose chiamate da parte di ignari cittadini e di alcune agenzie stampa alla nostra segreteria per richiedere la prenotazione dei biglietti e conferme dell’evento", il Comitato Roma 150 ribadisce di essere "completamente estraneo all’organizzazione del Concerto per l’apertura delle Celebrazioni dei 150 anni di Roma Capitale. Concerto organizzato dal Comune di Roma in collaborazione del Ministero della Difesa, con la presenza del Capo dello Stato ed in diretta tv, alle 17.55 del 3 febbraio p.v. Non possiamo però esimerci dal rimarcare la irritualità della scelta, forse dettata da eccessiva fretta, per la data del 3 febbraio 2020, essendo ben noto - o almeno così dovrebbe essere nel Paese che ha dato i natali a Machiavelli, Vico e Gramsci - che la 'storica' data della proclamazione di Roma Capitale avvenne con legge n. 33 del 3 febbraio del 1871 e non nel 1870. Dunque o la settimana prossima si festeggeranno per motivi ignoti ai più i 149 anni di Roma Capitale tenendo a mente e nel pallottoliere la data del 1871, oppure i 150 anni dal 3 febbraio 1870". "Nella seconda ipotesi, non meno infelice della prima, non possiamo però esimerci dal far rilevare che nell’atlante storico italiano e internazionale, al 3 febbraio 1870, l’Imperatore dei francesi Napoleone III era ancora saldamente sul trono insieme, di là fiume Tevere, al Papa Re Pio IX. Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi avevano ancora una condanna a morte sul capo; il progetto di Italia 'unita' era in realtà quello di dividerla in tre secondo gli accordi di Plombiéres del 1858: con l’Idea di un protettorato francese per il Regno del Nord avente Milano come sua Capitale. Il 3 febbraio 1870 il Presidente Americano Ulysses S. Grant ratifica il XV emendamento alla Costituzione. È garantito il diritto di voto a tutti i cittadini americani, a prescindere dal credo, dal censo o dal colore della pelle".

  • Estorsione mafiosa, arrestata l'ex consigliera regionale del Lazio
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    Estorsione mafiosa, arrestata l'ex consigliera regionale del Lazio

    Ma il movimento di "Cambiamo! Con Toti" nega che la Cetrone abbia ricoperto incarichi nazionali e regionali.

  • Il governo giallorosso potrebbe fare la stessa fine di quello gialloverde?
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    Il governo giallorosso potrebbe fare la stessa fine di quello gialloverde?

    Il governo giallorosso destinato a subire la stessa parabola discendente del precedente governo gialloverde? All'indomani del voto in Emilia Romagna e Calabria, con la debacle subita dal Movimento 5 stelle, è questo l'interrogativo che aleggia nei palazzi romani, anche se, nel day after, nessuna nelle forze che sostengono l'esecutivo Conte II mette in discussione la tenuta del governo e la sua prosecuzione, a partire dallo stesso premier, che nega qualsiasi spinta verso l'instabilità. Al contrario. E anche per i pentastellati - in pieno caos e a rischio lotta interna per la nuova leadership, dopo le dimissioni da capo politico di Luigi Di Maio \- pur interrogandosi sulle prossime mosse, e sulla possibilità di abbandonare una volta per tutte la fatidica 'terza via', resta il punto fermo della necessità che il governo vada avanti.Nessun riposizionamento - ad oggi - nemmeno dal Pd. Che, anzi, intende spingere sull'acceleratore, stringendo sui dossier in campo e chiedendo al premier una fase due in cui i temi al centro dell'agenda vengano ricalibrati. Insomma, l'auspicata - da Matteo Salvini \- spallata al governo non c'è stata. Ma, sicuramente, dopo il voto di ieri sono mutati e soprattutto si sono invertiti gli equilibri interni alla maggioranza. Tanto che il numero due del Nazareno, Andrea Orlando, osserva: "È giusto che oggi si usi questo risultato per modificare l'asse politico del governo su molte questioni. Ad esempio il M5s, dopo questa severa sconfitta, dovrebbe rinunciare a un armamentario che non paga elettoralmente e che rende difficile l'attività di governo".E c'è chi, nei commenti dei giallorossi sul governo e sulla maggioranza, coglie già i primi sintomi del virus pre-crisi che colpì la precedente maggioranza gialloverde. Ancora una volta al centro di tutto il ribaltamento degli equilibri interni di forza e l'erosione di consenso dei 5 stelle. Certo, Matteo Salvini e Nicola Zingaretti sono quanto di più lontano e diverso possa esistere. Ma il cammino, secondo osservatori non solo del centrodestra ma anche della stessa maggioranza, potrebbe portare a una identica meta: la fine del governo (anche se non in tempi brevissimi). Un copione già vistoPrendendo ad esame il parallelismo tra le parabole dei due esecutivi, infatti, sembra assistere al ripetersi di un copione già visto: una forza vittoriosa, che si allea con l'altra forza vincente ma non in grado di governare da sola. Durante il cammino il 'potere' contrattuale del partito inizialmente più forte si arresta, mentre cresce quello della seconda forza politica. Nessuno, almeno ufficialmente, chiede il rimpasto, ma una netta ricalibratura dei temi in agenda. La stabilità della maggioranza e del governo traballano fino alla crisi, determinata dalla forza inizialmente seconda, che nel frattempo ha acquisito sempre più consenso.Andiamo con ordine nel parallelismo: il 4 marzo del 2018 il Movimento 5 stelle esce vittorioso dalle urne. È il primo partito in Italia. Ma da solo non ha i numeri per governare. I pentastellati, per far nascere un governo, guardano a destra, e precisamente alla Lega di Matteo Salvini, che ha ottenuto il suo primo grande risultato: è la forza più consistente nel centrodestra. Dopo tre mesi di tira e molla, nasce il governo Conte I, a forte trazione pentastellata.Un anno dopo si vota per le europee: la Lega esplode, toccando vette altissime. Primo partito in Italia con oltre il 34%. Per contro, il Movimento 5 stelle subisce una dura frenata e incassa il primo crollo: perde quasi 10 punti percentuali, fermandosi al 17%. Nessuno dei due 'contraenti' chiede un rimpasto. Ma un cambio di rotta sì. E Salvini, che prima partiva 'svantaggiato' rispetto alla 'potenza' pentastellata, alza l'asticella. Ma allora (come oggi con il Pd), i grillini replicarono: i numeri in Parlamento non sono cambiati. Iniziano così i forti attriti, le rivendicazioni, i controcanti, le bandierine.La storia è ormai nota. Salvini decide che è l'ora di mettere la parola fine al governo e in piena estate dice basta, convinto che si torni a votare. La mossa del leader leghista si rivelerà però un azzardo. I 5 stelle si rivolgono a sinistra, e accettano - molti dei big di allora, a partire da Di Maio, controvoglia - di far nascere un governo con il Pd (e Leu e, dopo la scissione renziana, con Iv). Anche nel Conte II i 5 stelle vantano numeri più consistenti in Parlamento rispetto ai nuovi alleati. E provano a dettare l'agenda di governo, dopo aver 'imposto' il premier, lo stesso che guidava l'esecutivo gialloverde, Giuseppe Conte. "Il Pd non è subalterno a nessuno"Ma alla prima prova delle urne, le elezioni in Umbria lo scorso ottobre, la scena si ripete: il Movimento subisce un nuovo tracollo (mentre trionfa l'ex alleato Salvini), incassando solo il 7%. Sconfitto anche il Pd. Tramonta l'alleanza locale tra i giallorossi. Ma è solo l'inizio. Ieri, 26 gennaio, nuova debacle grillina. Ma questa volta il Pd vince, stoppa la cavalcata salviniana e torna ad essere primo partito in Emilia e in Calabria. L'indomani del voto, il Pd si appresta a 'battere cassa' (sulla stessa falsa riga della Lega dopo le europee): i dem precisano subito di non chiedere poltrone, di non mirare a posti e ruoli. Ma l'agenda va ridefinita sulla base di nuove priorità, è la linea dem. A partire da una netta e marcata discontinuità con il precedente esecutivo.Dice ad esempio il vicesegretario Orlando: il problema del rapporto con l'alleato di governo "non è quello degli organigrammi e delle nomine. Se in una situazione di incertezza come quella che precedeva il voto in Emilia Romagna era consentito un traccheggiamento, qualche oscillazione, questo risultato ci spinge ad accelerare sulle questioni che devono distinguere di più questo governo da quello precedente".Aggiunge il leader dem, Zingaretti: "Non userò mai la parola imporre e non pretenderò mai che qualcuno degli alleati venga meno alle sue posizioni. Quello che noi auspichiamo è una maggiore collaborazione. Ha prevalso a volte una volontà polemica, ma il voto ha privilegiato la forza di un partito responsabile, tranquillo, che non è vero che non ha identità e contenuti ma si mette a disposizione della sfida". Insomma, mette in chiaro il segretario, "il Pd non è subalterno" a nessuno. Nelle prossime settimane, a partire dalla verifica di governo, si capirà se i parallelismi con la precedente maggioranza aumenteranno o saranno destinati a scomparire.

  • Gf Vip, lite tra Adriana Volpe e Rusic: “La maestra falla con Magalli”
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    Gf Vip, lite tra Adriana Volpe e Rusic: “La maestra falla con Magalli”

    Volano scintille tra Adriana Volpe e Rita Rusic al Grande Fratello Vip: la produttrice ha accusato la collega di averla mandata in nomination.

  • Sex Toys, nasce un progetto tutto Italiano: il nuovo Network Love Deal.
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    Sex Toys, nasce un progetto tutto Italiano: il nuovo Network Love Deal.

    Il primo incontro ha registrato il tutto esaurito. Tantissime le novità presentate dal brand italiano dedicato alla cura del benessere sessuale e del corpo.  Roma, gennaio 2020 - Lo scorso sabato 25 gennaio presso le sedi di MSX Distribution a Guidonia, in provincia di Roma, si è tenuto l’evento inaugurale del nuovo brand Love Deal. Il nuovo marchio unisce le potenzialità della piattaforma e-commerce con un innovativo canale di vendita. Alle spalle del progetto c’è l’azienda leader di settore in Italia nel mercato dei sex toys: MSX Distribution.  All’evento hanno presenziato, oltre ai soci e ai collaboratori dell’azienda, i nuovi incaricati del Network, chiamati Love Dealers. Cospicua è stata anche la partecipazione di semplici curiosi o interessati alla nuova idea di business proposta con il progetto Love Deal.  I lavori della giornata di sabato si sono aperti con una panoramica sul mercato dei sex toys, sulla sua continua evoluzione e sull’aumento esponenziale del fatturato annuo. Contemporaneamente è stato proiettato il video di presentazione aziendale, che ha introdotto ai presenti la vision e la caratteristiche del brand. Successivamente si è svolta una presentazione dettagliata dei prodotti oggetto delle vendite, che potete trovare al sito www.lovedeal.it .  La vendita dei prodotti avviene attraverso il format già sperimentato con successo degli incontri a tema, con un numero di partecipanti che può variare da 3 a 6. Questa metodica è stata individuata dall’azienda come il luogo più proficuo e intimo dove sessualità e business possono incontrarsi.  Oltre a un’opportunità di guadagno infatti, Love Deal si propone anche come portatore di un messaggio importante: quello del benessere sessuale come componente fondamentale delle vita di ognuno.  L’evento non è stato solo conoscitivo, ma anche un momento di confronto in cui nella pratica gli incaricati hanno ricevuto nozioni base sul sistema di Network e sui vari step da seguire per aumentare le provvigioni ed ampliare il loro business in autonomia, ma sempre avendo alle spalle il supporto aziendale. Inoltre sono state fornite delle linee guida per un utilizzo ottimale delle piattaforme Social al fine di incrementare il proprio business.  La giornata si è conclusa con una breve intervista al CEO di MSX Distribution Simone Bonura, attraverso la quale gli invitati hanno potuto conoscere il percorso personale, imprenditoriale e la vision innovativa dell’azienda.  La prima Convention nazionale è prevista per i giorni 23 e 24 maggio, sempre a Roma, per lanciare le altre novità che Love Deal ha in serbo per il 2020.  LOVE DEAL: Love Deal è l’occasione per avviare una carriera di successo indipendente, supportato da professionisti della vendita e della comunicazione. Un love shop online a tua completa disposizione, un ampio catalogo di prodotti selezionati e un’opportunità di guadagno semplice e immediata. Leader nella produzione e nella vendita di love toys, abbigliamento intimo e cosmetici Love Deal è un brand di proprietà di MSX Distribution, azienda punto di riferimento del mercato dal 2005 in Italia ed Europa.  Una compagnia solida, con esperienza decennale nella produzione, nella vendita e nella logistica. Una garanzia reale di eccellenza e affidabilità dalla formazione al management. Sito web: www.lovedeal.it

  • Morto per il mancato ricovero: per i medici era “solo un’influenza”
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    Morto per il mancato ricovero: per i medici era “solo un’influenza”

    "Solo un'influenza", avrebbero detto i medici al parrucchiere romano colpito da una broncopolmonite. A 47 anni è morto a causa del mancato ricovero

  • Marito sviene in sala parto, la moglie scatta selfie /Foto
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    Marito sviene in sala parto, la moglie scatta selfie /Foto

    Lui sviene in sala parto, la moglie -sdraiata- lo fotografa divertita. L’emozione di diventare genitore ha colto di sorpresa un neo papà: mentre la compagna dava alla luce il loro primo figlio, l’uomo ha perso i sensi in sala parto. La donna, come ricostruisce notizie.it, non si è persa d’animo e ha catturato l’esilarante momento in un selfie. Pubblicato sui social, lo scatto ha conquistato innumerevoli commenti scherzosi. La foto è stata pubblicata su Instagram: un uomo steso a terra circondato da medici. Si tratta di un neo papà che si è fatto prendere dall’emozione della nascita del primo figlio. Stava assistendo la moglie nel momento del parto, ma è stato lui ad aver bisogno di soccorso. L’uomo ha perso i sensi in sala parto e il selfie lo ritrae circondato dagli ostetrici divertiti dall’ironia della situazione. La foto è stata scattata dalla moglie stessa, che dopo aver dato alla luce il bambino, non ha perso l’occasione di farsi beffe del “debole” partner. Pubblicato sui social, lo scatto ha attirato innumerevoli commenti. Gli utenti hanno colto l’ironia del momento, facendo battute sull’episodio. “Doveva assistere se stesso” recita un commento. “Povero ragazzo, non aveva idea di cosa sarebbe successo” continua un altro. E ancora: “Lo mostreranno al figlio quando sarà più grande”. Una donna coglie poi il punto della situazione: “Questa foto spiega il motivo per cui siamo noi a dare la vita, siamo senza dubbio più forti“.

  • Giulia De Lellis senza veli: la foto infiamma i social
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    Giulia De Lellis senza veli: la foto infiamma i social

    Uno scatto di Giulia De Lellis ha fatto impazzire i fan: l'influencer si è concessa un bagno notturno completamente senza veli.

  • Schianto in galleria all’altezza di San Teodoro sulla 131 dcn: muore 24enne
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    Schianto in galleria all’altezza di San Teodoro sulla 131 dcn: muore 24enne

    Tragico incidente stradale nella notte fra martedì e mercoledì 29 gennaio: un giovane di 24 anni ha perso la vita in uno schianto in galleria.

  • Non gli aprono conto corrente, lancia molotov contro banca
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    Non gli aprono conto corrente, lancia molotov contro banca

    Un uomo ha lanciato una bottiglia incendiaria contro l'ingresso dell'agenzia della Banca popolare dell'Emilia Romagna di Vibo Valentia, dandosi poi alla fuga. Tratto in salvo dai Vigili del Fuoco l'unico dipendente presente in quel momento nell'istituto di credito.

  • Virus Cina, oltre 130 morti. "Picco tra 10 giorni"
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    Virus Cina, oltre 130 morti. "Picco tra 10 giorni"

    Sale il bilancio delle vittime da coronavirus di Wuhan. Stando agli ultimi dati diffusi dalla Commissione sanitaria nazionale di Pechino, i morti sono 132 e i casi di contagio 6.078 a livello nazionale. In conseguenza della diffusione del nuovo virus, la British Airways e la Lufthansa hanno sospeso tutti i voli diretti per la Cina continentale. la compagnia britannica ha anche sospeso le prenotazioni sul suo sito fino a marzo, a seguito delle disposizioni del Foreign Office che ha messo in guardia contro i viaggi esortando a limitarsi "ai soli viaggi essenziali".E, sempre in risposta alla diffusione del coronavirus, gli stabilimenti di produzione della Toyota in Cina rimarranno chiusi fino al 9 febbraio, secondo quanto ha annunciato la casa automobilistica giapponese.Anche Starbucks prende provvedimenti: la catena statunitense di coffee shop ha chiuso "più della metà" dei suoi 4.300 negozi in Cina a seguito dell'epidemia e ha avvertito che la situazione del gigante asiatico avrà un impatto sui conti annuali, anche se ha espresso la sua fiducia che ogni potenziale effetto sia "temporaneo". Inoltre la società, ha detto il responsabile dello sviluppo internazionale di Starbucks, John Culver, sta valutando la situazione con le autorità cinesi ogni giorno. EMIRATI ARABI - Intanto il ministero della Salute degli Emirati Arabi Uniti ha reso noto che quattro cittadini cinesi di una stessa famiglia sono state contagiate dal nuovo coronavirus. Lo riporta l'agenzia di stampa Wam, citando una nota del ministero della Sanità di Abu Dhabi. La Wam ha quindi precisato che si tratta di turisti provenienti da Wuhan, dove è stato riscontrato il primo caso, e che sono arrivati negli Emirati il 16 gennaio. ''La situazione sanitaria generale non è motivo di preoccupazione'', ha aggiunto il ministero. E mentre l'Italia è al lavoro per un ponte aereo per i connazionali che si trovano a Wuhan, anche l'Australia sta mettendo a punto le operazioni di evacuazione dei propri cittadini.  AUSTRALIA - Ad annunciarlo è stato il premier Scott Morrison, precisando che verrà creata una zona di quarantena sulla Christmas Island, nell'Oceano Indiano, per ospitare tutte le persone evacuate per il periodo di 14 giorni previsto come tempo massimo di incubazione: "Puntiamo in particolare ai componenti più vulnerabili di quella popolazione, i bambini, soprattutto neonati". Già 400 cittadini australiani si sarebbero registrati chiedendo di essere evacuati da Wuhan e dalla zona circostante. Cinque persone, 4 uomini e una donna, studenti universitari, sono sotto trattamento ricoverati in ospedali australiani per il coronavirus. Sono tutti in condizioni stabili. FILIPPINE - Anche il governo di Manila è pronto a rimpatriare i cittadini filippini dalla città di Wuhan e dalle altre zone della provincia cinese maggiormente colpita dalla diffusione del nuovo coronavirus. Il Dipartimento Affari Esteri di Manila ha annunciato in nottata che i filippini che desiderino rientrare verranno rimpatriati nel rispetto delle norme cinesi sul contenimento della malattia e del necessario periodo di quarantena, una volta ottenuto il via libera delle autorità di immigrazione. Sui 300 filippini residenti nella provincia di Hubei, compresi i 150 a Wuhan, 50 hanno espresso il desiderio di rientrare, ha reso noto il governo di Manila. "Ci sono due velivoli charter in standby, pronti a partire per prelevare i nostri cittadini dopo la luce verde delle autorità cinesi". GIAPPONE - Intanto 5 dei 206 cittadini giapponesi evacuati dalla città cinese di Wuhan sono stati ricoverati in ospedale con sintomi della malattia. A renderlo noto è stato il governo nipponico, precisando che in quattro dei cinque pazienti sono insorte febbre e tosse ma che le loro condizioni non appaiono così gravi. Il quinto, ha riferito l'agenzia Kyodo, è stato trasferito in un altro ospedale di Tokio.

  • Tortelloni al prosciutto crudo richiamati: possibile contaminazione microbiologica
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    Tortelloni al prosciutto crudo richiamati: possibile contaminazione microbiologica

    Il Ministero della Salute ha disposto il ritiro dal mercato dei tortelloni al prosciutto crudo Fior di Pasta venduti dalla catena Penny Market.

  • Forte terremoto nei Caraibi fra Cuba, Cayman e Giamaica
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    Forte terremoto nei Caraibi fra Cuba, Cayman e Giamaica

    Il sisma di magnitudo 7.7 registrato a 10 Km di profondità

  • Abusi sessuali su due fratelli, 9 religiosi indagati
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    Abusi sessuali su due fratelli, 9 religiosi indagati

    Cinque sacerdoti, un frate e altri tre religiosi, risultano indagati nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Prato per presunte violenze sessuali nei confronti di due fratelli, entrambi minorenni all'epoca dei fatti contestati. Ne dà notizia oggi il quotidiano "La Nazione".  Gli abusi sessuali, secondo quanto ipotizzano gli inquirenti, si sarebbero consumati per anni fra le mura delle sedi di Prato e di Calomini (Lucca) dell'ex comunità religiosa 'I Discepoli dell'Annunciazione', soppressa ufficialmente un mese e mezzo fa, con decreto emesso dalla Congregazione per gli Istituti di vita consacrata della Santa Sede, per una serie di problemi fra i quali "forti perplessità sullo stile di governo del fondatore e sulla sua idoneità nel ricoprire tale ruolo".  Il vescovo di Prato, monsignore Giovanni Nerbini, di fronte alla diffusione della notizia di avvisi di garanzia ha espresso, con una nota, "piena fiducia nella magistratura e continua a offre agli inquirenti la fattiva collaborazione della Diocesi". "Le ipotesi di reato sono gravissime e addolorano l’intera comunità diocesana pratese", sottolinea il comunicato diffuso dalla Curia. Lo stesso vescovo lo scorso dicembre si era recato, di propria iniziativa, in Procura per riferire suo fatti a sua conoscenza dopo le denunce presentate alla Diocesi nei mesi scorsi. "Non nascondo il mio dolore e la mia viva preoccupazione e vorrei sperare che gli addebiti mossi non risultino veri, ma voglio chiaramente dire - afferma mons. Nerbini - che il primo interesse che la Chiesa di Prato ha è quello della ricerca della verità. Per questo auspico che la Magistratura, nell’interesse di tutti, possa portare quanto prima a termine le indagini". La vicenda aveva avuto inizio nel giugno dello scorso anno quando all'allora vescovo di Prato, monsignore Franco Agostinelli, era stata presentata una denuncia da parte di un giovane il quale raccontava che diversi anni prima - all’epoca lui era minorenne - aveva subìto abusi sessuali e psicologici all’interno della comunità in questione. Della notizia il vescovo aveva dato immediatamente comunicazione alla Congregazione per la Dottrina della Fede, la quale nel settembre scorso aveva disposto la celebrazione di un processo amministrativo penale.  Il vescovo attuale aveva così immediatamente provveduto all'apertura del procedimento - tuttora in corso - secondo le norme del diritto canonico. Senza attenderne le conclusioni, il vescovo diocesano si era recato lo scorso dicembre, di propria spontanea iniziativa presso la Procura della Repubblica di Prato. Fin da subito il vescovo aveva accolto e ascoltato il denunciante. Qualche settimane fa la Diocesi aveva dato notizia della soppressione, voluta dalla Santa Sede, dell'associazione: questo provvedimento, assunto dalla Congregazione vaticana per la vita religiosa prima e indipendentemente dell'avvio del procedimento penale canonico e delle indagini da parte della Procura pratese, è basato, come già reso noto, "su gravi mancanze riguardanti il carisma e lo svolgimento della vita religiosa all'interno della comunità, oltre che dal venir meno degli aderenti". Tra i nove indagati figura anche il fondatore della comunità religiosa, don Giglio Gilioli, 73 anni, sacerdote veronese trasferitosi a Prato da oltre dieci anni. Le indagini sulla comunità religiosa che doveva accogliere e fare crescere i ragazzi, aiutarli, sostenerli, tirandoli fuori dalle difficoltà, avrebbe fatto emergere, invece, un inferno di perversione e violenza nei confronti dei minorenni ospitati. Questo almeno ipotizza la Procura pratese che ha messo nel mirino nove componenti dei 'Discepoli dell'Annunciazione', realtà di ispirazione mariana, soppressa ufficialmente dal Vaticano nel mese di dicembre dopo poco più di 14 anni di attività, a seguito di una visita canonica voluta dalla Santa Sede.  Su quel'ex confraternita formata da sacerdoti, religiosi e consacrati, nata a Prato per volontà del fondatore don Giglio Gilioli. Secondo i ragazzi, già ascoltati dagli investigatori, c’erano violenze ripetute e inenarrabili, anche in gruppo, per anni e anni. Sono due le vittime accertate finora, ma potrebbero essercene altre, almeno stando a quanto fanno emergere le testimonianze dei due fratelli, che sembrano inoltre suggerire la presenza di altri adulti, le cui identità sono ancora in corso di accertamento, in occasione degli episodi di violenza.  L’inchiesta sarebbe partita proprio dalle dichiarazioni rese dai due fratelli a distanza di alcuni anni dalle violenze, ma anche da altre persone ascoltate dagli uomini della squadra mobile della questura di Prato. Per una delle vittime i fatti risalirebbero al periodo che va dal 2008 all’estate del 2016 e gli abusi si sarebbero consumati sia nella sede di Prato che in quella di Calomini, in provincia di Lucca.  Otto dei nove indagati si sarebbero approfittati del ragazzino, abusando delle sue condizioni di inferiorità fisica e psichica, e costringendolo a compiere e a subire atti sessuali, anche con più persone. L’altro fratello, invece, sarebbe stato oggetto di violenze sessuali da parte di due degli indagati. Anch’egli minorenne all’epoca dei fatti, sarebbe stato costretto a compiere e a subire atti sessuali all’interno della sede dei "Discepoli dell’annunciazione" in un lasso di tempo che va dal 2009 al 2012.  Gli episodi sarebbero stati confermati dalle stesse vittime, ritenute credibili dalla Procura. I magistrati nel disporre le perquisizioni personali a carico dei nove religiosi e una serie di accertamenti approfonditi nelle tre sedi dell’ex associazione religiosa (a Prato, ad Aulla e a Calomini), non esclude la possibilità di trovare documenti cartacei e informatici - comprese registrazioni audio e video - capaci di testimoniare quelle violenze.  L’inchiesta è solo all’inizio e potrebbe approdare a sviluppi clamorosi: forse nuove vittime, forse nuovi aguzzini. Quel che è certo che a dicembre il Vaticano c’era andato giù pesante nelle motivazioni che accompagnavano il provvedimento di chiusura della congregazione religiosa. Indicando "forti perplessità sullo stile di governo del fondatore e sulla sua idoneità nel ricoprire tale ruolo". Ma anche "limiti nel reclutamento e nella formazione dei membri" e "deficienze nell’esercizio dell’autorità".