Stefania Pucciarelli, la leghista dei forni e delle ruspe, eletta presidente della Commissione diritti umani

Federica Olivo
Stefania Pucciarelli

Pochi giorni fa aveva elogiato l'intervento delle ruspe per sgomberare un campo rom. Nel 2017, invece, aveva messo un mi piace a un commento - postato sul suo profilo Facebook - in cui si leggeva "vogliono la casa popolare, un forno gli darei". Quel like dopo fu tolto ma le valse una querela. Oggi, 14 novembre, la senatrice leghista Stefania Pucciarelli, è stata eletta presidente della Commissione per la tutela dei diritti umani.

La Lega si complimenta con lei attribuendole "uno spiccato senso di responsabilità" e una "comprovata esperienza politica" grazie alla quale, dicono, "saprà attendere ai compiti cui è chiamata dedicandosi con imparzialità, rispetto istituzionale e grande attenzione verso una tematica trasversale e di fondamentale importanza per la convivenza civile delle moderne democrazie", ma sui social è già partita la polemica.

Il presidente dell'associazione 21 luglio, Carlo Stasolla, ricorda la ragione per cui Stefania Pucciarelli è stata convocata il 3 ottobre 2018 in Tribunale. Si tratta, si legge nel post del reato "che riguarda coloro che propagandano "idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi e/o per chi, in qualsiasi modo, istiga a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi". Stasolla poi ricorda una frase detta dalla senatrice pochi giorni prima di essere eletta a successore di Luigi Manconi: "Le ruspe nei campi rom sono da sempre una battaglia della Lega", e ricorda che la sua nomina è arrivata "anche grazie ai voti del Movimento 5 Stelle. "Todo cambia", conclude con amarezza.


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