Stefano Bonaccini, chi è il nuovo Presidente della Regione Emilia Romagna

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È Stefano Bonaccini il vincitore delle elezioni regionali in Emilia Romagna 2020. Secondo le proiezioni basati sui primi risultati reali il governatore uscente ha infatti sconfitto la candidata del centro destra Lucia Borgonzoni, al termine di un’aspra battaglia in cui in palio non c’era soltanto il destino della regione rossa per eccellenza ma anche il futuro dello stesso governo Conte II.

Chi è Stefano Bonaccini

Nato a Modena, classe 1967, Stefano Bonaccini vanta una lunga carriera politica. Nel 1990 è stato nominato assessore alle politiche giovanili nel Comune di Campogalliano. Cinque anni dopo, nel 1995, è divenuto segretario del PDS della città di Modena. Dal 1999 al 2006 ha ricoperto la carica di assessore – sempre nella propria città natale – con delega ai lavori pubblici, al patrimonio e al centro storico. Con la nascita del PD, nel 2007, è stato eletto segretario provinciale dem di Modena.

La sua carriera politica è continuata con la nomina a consigliere comunale della città di Ghirlandina nel 2009 e, l’anno successivo, con quella a consigliere regionale dell’Emilia Romagna. È stato un sostenitore di Pierluigi Bersani fino alle primarie del 2014, quando si è schierato a favore di Matteo Renzi.

In seguito alle dimissioni del governatore Vasco Errani (travolto dall’indagine Terremerse), Bonaccini ha scelto di correre alle primarie del centrosinistra per la scelta del candidato alla guida del palazzo di viale Aldo Moro, trionfando con il 61% dei voti e battendo Roberto Balzani, ex sindaco di Forlì. Uscito vincitore anche dalle elezioni del 2014, è stato eletto governatore con il 49% delle preferenze, contro il 30% dell’avversario Alan Fabbri (Lega).

Le vicende giudiziarie

Nel 2013, Bonaccini è stato assolto dall’accusa di abuso d’ufficio. Nel settembre 2014, il governatore uscente dell’Emilia Romagna è stato indagato per peculato nell’ambito dell’inchiesta sulle “spese pazze” dei gruppi consiliari della Regione, ma il 24 dello stesso mese la Procura della Repubblica di Bologna ha chiesto l’archiviazione del procedimento.