Stefano Esposito: "Caro Di Maio, quella leggina l'abbiamo abrogata insieme"

Giuseppe Colombo

La caccia aperta dai 5 Stelle ai conniventi politici di Autostrade per l'Italia ha puntato dritto al Pd. Coperture e favori, secondo Luigi Di Maio, hanno permesso ai Benetton di fare il bello e il cattivo tempo in cambio di finanziamenti per le campagne elettorali. Stefano Esposito, ex senatore e relatore del nuovo Codice degli appalti, si fa carico della difesa del Pd renziano e dell'ex ministro Graziano Delrio. Una difesa che poggia su due considerazioni. La "leggina" citata da Di Maio per accusare i dem è stata abrogata all'unanimità in Parlamento, anche con il voto favorevole dei 5 Stelle. Ancora: i dem si sono fatti promotori del nuovo Codice e hanno dato filo da torcere ai concessionari. "Di Maio dimostra di non conoscere le norme, direi che a questo punto i Benetton, Gavio e Toto possono dormire tra 25 guanciali", afferma Esposito in un'intervista a Huffpost.

Di Maio ricorda di una leggina del 2015 "che prolungava la concessione ad Autostrade in barba a qualsiasi forma di concorrenza". Al governo c'era il Pd.

"Peccato che l'articolo 5 dello Sblocca-Italia, di cui parla Di Maio, fu abolito nel 2016 con il nuovo Codice degli appalti. La nuova norma prevede che le concessioni a scadenza e le nuove concessioni devono essere messe a gara europea. Ma abbiamo fatto di più".

Cioè?

"Inserimmo la norma dell'80-20, per cui si possono riservare in house solo una quota del 20% delle opere da realizzare, in modo che la smettessero di fare il giochetto di affidare i lavori senza gara. Quella è la vera mangiatoia per i concessionari autostradali, altro che i pedaggi. Peccato che i sindacati fecero la guerra a quella norma, al fianco delle aziende".

Poi infatti la norma però cambiò nell'ultima legge di bilancio.

"Autostrade e Gavio ci dichiararono guerra. Li avevamo colpiti nel posto dove loro facevano gli utili più importanti".

Perché decideste di annacquare le percentuali?

"Si decise per il 60-40 perché Gavio e Autostrade minacciarono ottomila...

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