Stella McCartney spiega la sua idea di moda meno inquinante

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Roma, 4 nov. (askanews) – Impegnata per l’ambiente, la stilista Stella McCartney difende a Glasgow, dove è in corso la Cop26 sul clima, la sua visione di una moda meno inquinante, più rispettosa della natura e del mondo animale.

McCartney, seconda figlia dell’ex Beatle Paul, è una vegetariana convinta e da 30 anni lavora nella moda senza ricorrere a cuoio o pellicce. In un’intervista con Afp presso il Kelvingrove Museum and Art Gallery di Glasgow, che espone dei materiali innovativi, prodotti a basse emissioni, che la creatrice inglese usa da anni per la sua griffe, McCartney spiega la sua visione di futuro nel settore, per una moda etica, durevole ma anche redditizia.

“Speriamo, sicuramente, che queste siano soluzioni sostenibili e che dobbiamo semplicemente portarle all’attenzione mondiale. Dobbiamo far sapere alla gente che centinaia di milioni di animali vengono uccisi ogni anno per la moda, il cuoio, la pelle, le colle animali. E questo distrugge il nostro ambiente”.

“Soprattutto lavoro sodo per creare dei prodotti ben concepiti che sono presi e confezionati in un modo consapevole ed etico. Sono qui alla Cop26 per tentare di mostrare ai media del mondo e ai leader mondiali che possono veramente influenzare la politica, fornirci degli incentivi finanziari interessanti per incoraggiare pratiche migliori nella moda”.

Il suo obiettivo, ha sottolineato, è dare informazioni che aiutino le persone a prendere decisioni migliori sui loro consumi. Secondo la stilista inglese c’è molto “greenwashing”, ambientalismo di facciata, perché a molti brand semplicemente la questione ambientalista non interessa.

“Ogni secondo, l’equivalente di un camion pieno di vestiti viene sepolto o bruciato – ha ricordato – la gente indossa abiti ‘fast fashion’ tre volte al massimo prima di buttarli. E questo crea più di 500 miliardi di dollari di rifiuti”, ha denunciato.

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