Stellantis, guerra a costi in Italia parte dai bagni - sindacati

di Giulio Piovaccari
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Logo Stellantis presso la fabbrica di Hordain

di Giulio Piovaccari

MILANO (Reuters) - La campagna di Stellantis per ridurre i costi ha portato a tagli nei servizi di pulizia e nel numero di bagni a disposizione negli stabilimenti italiani, dove la produzione è sotto esame a causa di costi più elevati.

Lo riferiscono i sindacati. L'azienda non ha commentato.

Carlos Tavares, Ceo di Stellantis, si è impegnato a non tagliare posti di lavoro o chiudere stabilimenti in seguito alla nascita del gruppo, con la fusione tra la francese Psa e Fiat Chrysler.

Ma la casa automobilistica ha promesso oltre 5 miliardi di euro di risparmi ogni anno in seguito alla fusione.

Tavares ha rilevato costi di produzione in media più alti in Italia rispetto agli altri Paesi in cui la casa automobilistica opera, come Francia o Spagna.

Davide Provenzano della Fim ha detto che Stellantis sta prendendo provvedimenti nello stabilimento Mirafiori di Torino, dove vengono assemblati i modelli di 500 elettriche, riducendo il numero di servizi igienici a disposizione dei dipendenti, i turni di pulizia, le temperature dello stabilimento e riorganizzando i servizi di trasporto.

"Questo succede durante il Covid-19, quando il numero dei bagni a disposizione dovrebbe aumentare, invece che essere ridotto", ha detto Provenzano.

Stellantis presenterà il piano industriale a fine 2021 o a inizio 2022.

Edi Lazzi della Fiom ritiene che i provvedimenti volti a ridurre i costi in italia siano iniziative personali della gestione locale più che parte di una più ampia strategia del gruppo.

"Le misure sono una goccia nell'oceano", ha detto.

Le misure di contenimento dei costi sono state registrate anche in altri stabilimenti italiani.

Nicola Manzi della Uilm ha detto che Stellantis ha ridotto i servizi di pulizia di circa il 35% nello stabilimento di Atessa, il primo sito europeo per la produzione di camion. Manzi ha specificato tuttavia che i servizi di disinfezione per il coronavirus e il numero di servizi igienici disponibili non hanno subito modifiche.

"Stiamo operando quasi a capacità piena, sarebbe difficile ridurre il numero di bagni qui", ha detto.

La maggior parte degli stabilimenti italiani ha subito ulteriori riduzioni di capacità a causa di un calo della domanda provocato dal coronavirus.