Stephen Hawking, un'altra idea dell'universo

É stato un genio, della grandezza di Albert Einstein e Isaac Newton , ma non arroccato nei meandri del suo infinito sapere. Aveva scelto di metterlo a disposizione, di renderlo fruibile. Il suo libro Breve storia del tempo, dal Big Bang ai buchi neri , pubblicato nel 1988, ha venduto 12 milioni di copie .

Un raffinato divulgatore, capace di mescolare l'arguzia alla modestia. Si riteneva solo uno tra quelli che hanno contribuito a dare forma alla nostra visione moderna dell'Universo.

"Probabilmente il più importante e conosciuto dei miei contributi è stata la mia scoperta che i buchi neri non sono proprio del tutto neri ma possonobrillare come i corpi caldi. Ora tutti sono d'accordo sul fatto che i buchi neri possono emanare la radiazione Hawking ".

Aveva ereditato nel 1979 la cattedra alla Facoltà di Matematica dell'Università di Cambridge , fondata nel 1663 da Henry Lucas e occupata anche da Isaac Newton. Affetto dall'età di 21 anni da una malattia degenerativa, l'atrofia muscolare progressiva, non aveva rinunciato agli studi e neppure al profitto. Nel 1985 aveva subito una tracheotomia che lo aveva privato della voce . Non della capacità di esprimersi, grazie a un sintetizzatore collegato a un computer.

Al rigore scientifico della ricerca accompagnava il piacere della divulgazione popolare. Un genio con il senso dell'humor , insignito di decine di premi.Tra i tantiil "Principe delle Asturie", nel 2005, a Oviedo. "Viviamo in un mondodove la vita è possibile per gli uomini, penso che avremmo potuto scegliere un ambiente migliore".

Aveva una fiducia cieca nella scienza, nel sapere, nella ricerca. E nello spazio. " Credo che l'umanità non abbia un futuro se non va nello spazio . Per questa ragione credo che i programmi spazialipresenti e futuri potranno permettere all'uomo di vivereun giorno al di fuori della Terra".