##Stidda in provincia di Ragusa, sequestro beni da 5 milioni

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Palermo, 11 feb. (askanews) - La Direzione Investigativa Antimafia di Catania ha sequestrato beni per 5 milioni di euro ad un imprenditore di 71 anni attivo nel settore del recupero e della trasformazione di materie plastiche nella provincia di Ragusa.

Il Tribunale di Catania - Sezione Misure di Prevenzione, valutati gli elementi forniti dalla DIA e dalla Procura etnea, ha ritenuto sussistente la pericolosità sociale dell'uomo considerato contiguo alla Stidda, operante nel territorio vittoriese, sin dagli anni 90.

Le indagini hanno fatto emergere come l'uomo si fosse prestato per offrire rifugi e covi per i latitanti, mettendo a disposizione la propria casa per le riunioni tra gli esponenti dell'organizzazione mafiosa vittoriese e quelli appartenenti ad altri clan.

Numerosi collaboratori hanno chiarito come egli si fosse arricchito utilizzando il denaro frutto delle estorsioni gestite dal gruppo "Dominante-Carbonaro" che, decimato dalle sentenze di condanna e paventando provvedimenti restrittivi, aveva affidato il proprio "capitale" a soggetti insospettabili, affinché lo reinvestissero in attività economiche apparentemente lecite.

I proventi sono stati quindi investiti in aziende operanti nel settore della raccolta, lavorazione e riciclaggio della plastica.

Il 71enne è stato definitivamente condannato nel 1994 a 4 anni di reclusione per concorso in associazione mafiosa. La sua figura inoltre è emersa nuovamente grazie all'Operazione "Redivivi" culminata nel 2015 nell'arresto di 17 persone, ritenute appartenenti al clan mafioso "Dominante-Carbonaro", affiliato alla Stidda vittoriese.

Attraverso l'intimidazione sistematica esercitata dal clan, i raccoglitori di materie plastiche venivano indotti a desistere dal prelevare i teloni di plastica dismessi dalle serre sbaragliando ogni tipo di concorrenza a vantaggio esclusivo delle aziende dell'uomo.

Ancora più recentemente, nell'ottobre scorso, l'imprenditore è stato nuovamente tratto in arresto nell'ambito dell'operazione "Plastic Free" della DDA etnea, sempre nei confronti dello stesso clan stiddaro.