Stilista impiccata, Cassazione: mancano prove univoce sul fidanzato

Red
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Image from askanews web site
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Milano, 25 mar. (askanews) - Il "quadro indiziario" raccolto dalla procura di Milano "non conduce a univocamente ad un giudizio di alta probabalità di colpevolezza" di Marco Venturi, l'uomo indagato per l'omicidio della sua fidanzata, la stilista 37enne Carlotta Benusiglio, trovata impiccata in un parco di Milano nel maggio 2016. Lo scrive la Corte di Cassazione spiegando i motivi per cui, l'11 febbraio scorso, fu dichiarato "inammissibile" il ricorso del pm milanese Gianfranco Gallo contro il mancato arresto di Venturi per omicidio volontario. Secondo i giudici in ermellino del Palazzaccio di piazza Cavour, le prove finora acquisite dal magistrato non bastano "a provare oltre ogni dubbio" la responsabilità di Venturi, come già stabilito in precedenza dal Tribunale del Riesame di Milano e dal gip del capoluogo lombardo.

La stilista milanese venne trovata morta la mattina del 31 maggio 2016, impiccata a un albero dei giardinetti di piazza Napoli, elegante zona semicentrale di Milano. Fu la soprattutto posizione in cui era posizionato il cadavere ad alimentare i sospetti dagli inquirenti milanesi: il corpo della vittima era infatti appoggiato al tronco dell'albero, con la sciarpa stretta attorno al collo e legata e un ramo, ma i suoi piedi toccavano terra. Secondo quanto ricostruito dal pm Gallo, (ora trasferito alla procura di Roma), che chiuse le indagini dopo 4 anni, Carlotta fu strangolata da Venturi "per futili motivi" al culmine di un litigio finito in tragedia.

La coppia, sempre stando al capo di imputazione firmato dal pm Gallo, aveva trascorso insieme la serata fino a quando l'uomo, "con un dolo d'impeto, stringendole al collo una sciarpa oppure con il proprio braccio, strangolava la Benusiglio" che "decedeva subito dopo per asfissia meccanica da strangolamento". A quel punto, "allo scopo di conseguire l'impunità" Venturi "simulava un'impiccagione, sospendendo parzialmente e, tramite la sciarpa, il cadavere della Benusiglio a un albero del parco sito in piazza Napoli allontanandosi subito dopo". Secondo la perizia disposta dal gip durante le indagini, invece, la morte della stilista sarebbe dovuta "con un grado elevato di probabilità" al "suicidio compiuto dalla stessa"

Una conclusione dunque opposta rispetto a quella pm Gallo che, nonostante il risultato della perizia, chiese comunque l'arresto di Venturi, incassando tre no consecutivi: prima dal gip, poi dal Tribunale del Riesame e, infine, dalla Suprema Corte. Dopo il trasferimento del magistrato a Roma, il fascicolo di indagine è stato "ereditato" dal pm Francesca Crupi che nelle scorse settimane ha chiesto il rinvio a giudizio di Venturi per omicidio volontario. Sarà un gup a pronunciarsi sulla richiesta della procura al termine dell'udienza preliminare che prenderà il via a luglio prossimo.