Stipendi dei politici italiani, quanto guadagnano al mese?

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Quanto guadagna un politico? Le cifre dai consiglieri ai parlamentari
Quanto guadagna un politico? Le cifre dai consiglieri ai parlamentari

Quanto guadagna un politico è sicuramente tra gli interrogativi che i cittadini italiani si pongono più spesso quando si parla della vita pubblica del Paese. Una domanda che ritorna ciclicamente nel dibattito nazionale con toni più o meno indignati, spesso accomunando chiunque ricopra una carica pubblica sotto l’indistinta etichetta di privilegiato, ma per la quale occorre fare dei netti distinguo a seconda che si parli di un parlamentare della Repubblica con indennità e benefit o di un semplice consigliere comunale che molte volte non percepisce nessuna remunerazione.

Quanto guadagna un politico?

Partendo dagli eletti nel Parlamento italiano possiamo vedere ad esempio come un senatore guadagni al mese 14.634,89 euro lordi, comprensivi di indennità, diaria e rimborsi forfettari. Cifra leggermente inferiore per un deputato che guadagna invece 13.971,35 euro lordi al mese, tenendo sempre presente che i parlamentari hanno diritto a una serie di benefit per quanto riguarda ad esempio le spese telefoniche o quelle dei trasporti che risultano gratuite.

Per quanto riguarda invece i membri dell’esecutivo vi è una differenza tra i ministri che sono stati anche eletti in Parlamenti e quelli che invece sono stati chiamati nel governo senza essere né deputati né senatori. Per i primi va infatti ricordato che dal 2013 non ricevono più il doppio stipendio, ma soltanto l’indennità della Camera di appartenenza. Un ministro eletto senatore guadagnerà quindi 14.634,89 euro al mese e un ministro deputato 13.971,35 euro, mentre un ministro non parlamentare riceve 8.863 euro lordi al mese.

Il presidente del Consiglio

Il capo dell’esecutivo guadagna invece 114mila euro lordi all’anno, che corrispondono a circa 80mila euro netti all’anno e 6.700 euro netti al mese. Se poi il presidente del Consiglio risulta essere anche parlamentare (l’attuale premier Giuseppe Conte ad esempio non lo è), riceverà l’ulteriore indennità prevista per tale carica.

Rimane infine il presidente della Repubblica, che percepisce 239mila euro lordi all’anno.

I presidenti e i consiglieri di Regione

In merito ai presidenti delle regioni italiane invece, la Conferenza delle Regioni ha stabilito un tetto massimo di 13.800 euro lordi al mese per gli stipendi, che viene attualmente rispettato da tutti coloro che ricoprono la carica. Poco sotto la soglia massima vi sono infatti il presidente del Lazio Nicola Zingaretti, quello del Veneto Luca Zaia, della Puglia Michele Emiliano e della Calabria Jole Santelli, mentre con 13.764 euro abbiamo il ligure Giovanni Toti e con 13.245 il lombardo Attilio Fontana.

Con 10.240 euro c’è poi in presidente della Campania Vincenzo De Luca mentre il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini riceve soltanto 9.758 euro lordi, a cui per va aggiunta l’indennità da presidente della Conferenza Stato-Regioni. La stessa Conferenza delle Regioni ha inoltre stabilito anche un tetto massimo per le indennità dei singoli consiglieri regionali, il cui stipendio non può superare gli 11.100 euro.

Sindaci e consiglieri comunali

In ultimo arrivano infine i sindaci e consiglieri comunali, i cui stipendi sono però proporzionati alle dimensioni del comune in cui svolgono le loro funzioni. In una grande metropoli come Roma ad esempio, il primo cittadino percepisce un stipendio che arriva a 9.762 euro lordi al mese, che scende a 7.800 euro per i comuni superiori ai 500mila abitanti, a 1.450 euro per quelli da mille a 3mila abitanti e infine a 1.290 per i comuni sotto i mille abitanti.

Proporzionato anche il compenso dei vicesindaci, che ricevono il 15% dell’indennità prevista per il sindaco nei comuni con meno di mille abitanti, il 20% nei Comuni fino a 5mila abitanti, il 50% in quelli fino a 10mila abitanti, il 55% in quelli fino a 50mila e infine il 75% in quelli con oltre 50mila abitanti. I singoli assessori invece possono andare da un massimo di 2mila euro al mese nei comuni capoluogo di provincia fino a 250 euro dei comuni con meno di mille abitanti. Analoghe proporzioni anche per i consiglieri comunali, che nei comuni più grandi arrivano a percepire fino a 1.200-1.500 euro lordi al mese a seconda delle presenze, fino ai piccoli comuni dove generalmente non percepiscono alcuno stipendio.

Il gettone di presenza

I consiglieri comunali hanno però diritto a un gettone di presenza, che varia anche qui a seconda delle dimensioni del comune. Si va infatti da un gettone pari a 36 euro a seduta per i comuni da 30mila a 250 mila abitanti, a 22 euro per quelli da 10mila a 30mila e infine a 18 euro per quelli da mille a 10mila.