Stipendi inferiori al lavoro svolto, arrestati 2 imprenditori

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Roma, 6 dic. (askanews) - I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Brindisi, coordinati dalla locale Procura, hanno arrestato (ai domiciliari) due imprenditori - M.V. di 65 anni e S.M.L. di 45 - con l'accusa di estorsione ed auto-riciclaggio. Sequestrati anche beni per 1,2 milioni di euro. In totale sono 7 le persone indagate.

Le indagini nei confronti di una nota società del commercio al dettaglio di mobili per la casa, con sede in Francavilla Fontana e numerosi punti vendita in tutta Italia, hanno svelato "gravi illeciti" di natura penale a carico degli imprenditori: secondo inquirenti avvrebbero approfittato, in una situazione di difficile contesto occupazionale, della situazione di debolezza della maggior parte dei loro dipendenti, imponendo loro trattamenti economici inferiori ai minimi previsti dai contratti collettivi nazionali o comunque non parametrati alle mansioni effettive e alle ore lavorate.

I riscontri investigativi hanno accertato che i due amministratori avrebbero imposto ai loro dipendenti trattamenti retributivi deteriori rispetto al lavoro effettivamente prestato; la sottoscrizione di ricevute di quietanza per somme di denaro contante mai corrisposte o buste paga attestanti il pagamento di somme maggiori rispetto a quelle effettivamente corrisposte; l'indicazione di ferie invero mai godute, falsi verbali di conciliazione in sede sindacale.

Le indagini hanno permesso, inoltre, di appurare che le condotte estorsive sono state commesse in concorso, tra l'altro, con due sindacalisti locali, i quali hanno indotto i lavoratori ad accettare, sotto la minaccia del licenziamento, falsi accordi conciliativi, obbligando gli stessi a rinunciare a retribuzioni spettanti e ad altri diritti tutelati dalla legge.

Uno degli indagati risponderà anche del reato di lesioni personali colpose a seguito di un grave incidente occorso ad un lavoratore in nero, obbligato a dichiarare un falso incidente domestico al Pronto Soccorso.