Stomatite aftosa: i sintomi, le cure e rimedi

Stomatite aftosa

La stomatite aftosa è una patologia a carico del cavo orale che sembra colpire in misura prevalente soggetti giovani (al di sotto dei trent’anni) con evidenti segni di regressione nei pazienti più anziani. In campo medico la stomatite indica un processo infiammatorio a carico della mucosa orale causata da batteri, virus oppure agenti micogeni come nel caso del mughetto tipico della prima infanzia. Con il termine aftosa si fa diretto riferimento alla presenza di afte (lesioni ulcerose biancastre del cavo orale) che possono comparire indifferentemente sulla lingua, nella bocca oppure sulle gengive.

Volendo semplificare, dunque, possiamo definire la stomatite aftosa come un’infiammazione del cavo orale (acuta, ma talvolta anche cronica) contraddistinta dalla presenza di una o più afte. La patologia non è contagiosa, ma può essere molto dolorosa per il paziente che fatica ad alimentarsi correttamente ed è talvolta associata a malesseri secondari come febbre e ingrossamento dei linfonodi.

Stomatite aftosa: cause e fattori di rischio

L’individuazione delle cause specifiche che conducono alla stomatite aftosa sarebbe importante per determinare con precisione una strategia di intervento mirata, ma, ad oggi, sono ancora sconosciute. Alcune tra le ipotesi maggiormente accreditate ritengono che la formazione di afte, con il conseguente processo infiammatorio, sia dovuto ad uno scompenso del sistema immunitario; non è infrequente, infatti, la comparsa di afte in seguito a periodi di stress o come conseguenza di lunghe terapie antibiotiche specie se ripetute nel tempo. Altri fattori di rischio individuati fra le origini multi fattoriali della stomatite aftosa:

  • alcune patologie come la celiachia, le infiammazioni intestinali o il Lupus;
  • intolleranze e allergie alimentari;
  • alimentazione sregolata;
  • cattiva igiene orale che porta alla proliferazione di batteri.

Autorevoli studiosi, inoltre, hanno evidenziato un carattere fortemente ereditario nell’insorgere della patologia.

I sintomi

La manifestazione più evidente della stomatite aftosa, ovviamente, sono le ulcere biancastre che si formano nel cavo orale. Sono piccole e dalla caratteristica forma ovale con una preferenza per la mucosa interna delle labbra. Prima di essere visibili, possono essere dolenti oppure precedute da bruciore diffuso. Le ulcere guariscono solitamente in maniera spontanea, ma nei primi giorni sono molto dolorose e impediscono un’alimentazione corretta. In taluni casi, soprattutto in caso di lesioni più grandi e durature nel tempo, non è raro riscontrare un malessere generale, un rialzo febbrile anche consistente e un ingrossamento dei linfonodi. La stomatite aftosa, purtroppo, può essere recidivante e, per questa ragione, non sono esclusi più episodi anche nel breve periodo.

Stomatite aftosa: cure e rimedi

Nel perdurare dell’incertezza sulle cause che conducono alla patologia la terapia medica verte esclusivamente sulla riduzione del dolore e su un miglioramento dell’igiene orale. Molto diffusi sono i cosiddetti rimedi naturali per il trattamento delle ulcere. Assai consigliate sono le applicazioni ripetute, mediante bastoncini di cotone e direttamente sulla ferita, di gel a base di aloe vera e tea tree oil che favorirebbero la riduzione del fastidio e la guarigione della piaga.

Alcuni infusi lenitivi a base di malva e rabarbaro sono indicati per lenire il male, mentre una bustina di tè nero sull’ulcera aiuterebbe a disinfettare l’area. Per i più piccoli, infine, è consigliabile l’assunzione di liquirizia soprattutto mediante masticazione della radice pura. Altri piccoli accorgimenti riguardano l’alimentazione durante il processo infiammatorio; naturalmente necessario evitare cibi irritanti e piccanti, mentre sono da preferire alimenti che aiutano a rinforzare il sistema immunitario o a riequilibrare la flora batterica.