Stop al bollettino? Perché Galli non è d'accordo

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Massimo Galli (Photo by Alessandro Bremec/NurPhoto via Getty Images)
Massimo Galli (Photo by Alessandro Bremec/NurPhoto via Getty Images)

È necessario sì o no continuare a pubblicare il bollettino quotidiano dei contagi da Covid-19 in Italia? Se ne sta parlando molto in questi giorni e, secondo l'infettivologo Massimo Galli, sarebbe sbagliato non fornirlo più.

"Non c'è niente da nascondere - ha spiegato a 'Zona Bianca' - e credo che la maggior parte degli infettivologi sia d'accordo con me. I numeri possono essere per certi versi parziali, per altri criticabili, ma cambiar marcia adesso non serve a niente, servirebbe solo a dare agli italiani l'impressione che si voglia nascondere qualcosa". Conoscere le cifre giornalieri dei nuovi casi per Galli è importante anche perché "i numeri servono pure per l'organizzazione dei reparti, perché se entri in ospedale per altre cause e poi ti trovano positivo, devi essere gestito come tale e i numeri servono proprio all'organizzazione delle strutture e dei reparti".

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Non la pensa come lui l'infettivologo Matteo Bassetti, che lo scorso 11 gennaio, ospite di Stasera Italia su Rete4, aveva affermato che il bollettino "non dice nulla e non serve a nulla se non mettere l'ansia alle persone, siamo rimasti gli unici a farlo. Che senso ha dire che abbiamo 250mila persone che hanno tampone positivo? Bisogna specificare se sono sintomatici, asintomatici, sono ricoverati, stanno a casa. Sono numeri che ci fanno fare brutta figura col resto del mondo, perché sembra che vada tutto male e invece non è così, nella realtà altri Paesi che hanno molti più contagi di noi cercano di gestirli in maniera diversa. Se continuiamo così finiremo con l'andare in lockdown di tipo psicologico e sociale".

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