Stop attività chirurgica a Trieste e Gorizia, solo urgenze. Agenas: "Terapie intensive al 18%"

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TOPSHOT - Medical staff members tend to a Covid-19 patient at the intensive care unit of Cremona hospital, in Cremona, northern Italy, on January 11, 2022. - Italy's Prime Minister Mario Draghi put the pressure back on the unvaccinated on January 10, 2022, calling them the cause of
TOPSHOT - Medical staff members tend to a Covid-19 patient at the intensive care unit of Cremona hospital, in Cremona, northern Italy, on January 11, 2022. - Italy's Prime Minister Mario Draghi put the pressure back on the unvaccinated on January 10, 2022, calling them the cause of

Attività chirurgica sospesa nelle province di Trieste e Gorizia a causa della pandemia. Lo comunica l’Asugi-Azienda sanitaria universitaria giuliana isontina in una nota, precisando che lo stop partirà da oggi e che verranno sospese anche le operazioni in regime di libera professione a causa del costante flusso di pazienti Covid e non Covid presso i Pronto Soccorso. A essere garantite saranno invece le operazioni di urgenza ed emergenze chirurgiche, traumatologia e la chirurgia oncologica indifferibile. Verranno inoltre sospese tutte le attività di ricovero programmato dell’area medica.

Intanto sale al 18% (+1%) in Italia l’occupazione delle terapie intensive (era all′11% il 24 dicembre) e, a livello giornaliero, cresce in 11 regioni: la PA di Trento arriva al 31%, sale del 4% in Abruzzo (al 18%) e del 3% in Sicilia (20%) e Umbria (16%). Ma cresce anche in Calabria (20%), Campania (12%), Lombardia (17%), Piemonte (24%), Puglia (10%), Sardegna (14%), Toscana (21%). È quanto emerge dal monitoraggio Agenas dell′11 gennaio. Il tasso cala in Friuli (al 21%) e PA Bolzano (17%). Stabile in Basilicata (3%),Emilia Romagna (17%), Lazio (21%), Liguria (20%),Marche (22%), Molise (5%),Val d’Aosta (18%),Veneto (20%).

Arriva al 27% (+1%) a livello nazionale, la percentuale di posti letto nei reparti ospedalieri di area non critica con pazienti Covid. In 24 ore, il tasso cresce in 13 regioni: in Valle d’Aosta, con +8%, arriva al 54% e in Calabria tocca il 38%. Aumenta anche in Abruzzo (al 26%), Basilicata (21%), Emilia Romagna (24%), Lazio (25%), Lombardia (31%), PA di Trento (24%), Piemonte (33%), Puglia (17%), Sardegna (13%), Sicilia (32%), Veneto (25%). Questi i dati Agenas aggiornati all′11 gennaio. Tasso stabile in Campania (25%), Friuli (28%), Marche (25%), Toscana (22%).Cala in Liguria (38%), Molise (13%), Bolzano (15%), Umbria (30%).

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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