Stop mascherine se vaccinati in Usa, cosa dicono gli esperti

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Negli Usa arriva lo stop alle mascherine per chi è completamente vaccinato, secondo le nuove linee guida dei Centers for Disease and Prevention. "La scienza è chiara - hanno fatto sapere nella giornata di venerdì i Cdc - se siete completamente vaccinati, siete protetti e potete cominciare a fare le cose che avevate smesso di fare a causa della pandemia". Quindi, a due settimane dalla seconda dose del vaccino, non c'è bisogno di indossare la mascherina, né di osservare il distanziamento sociale. Salvo, proseguono le nuove linee guida dell'agenzia federale, dove è prescritto da leggi e regolamenti, come sui mezzi di trasporto, negli ospedali e in altre istituzioni. Cosa ne pensano gli esperti?

"Anche in Italia, già da subito, bisognerebbe dire che i vaccinati possono evitare di mettere la mascherina" dice all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova. "Poi c'è il passaggio successivo - insiste - che è quello di levare l'obbligo di mascherina quando avremo raggiunto 30 milioni di vaccinati, che avverrà tra 2 settimane, per tutti almeno all'aperto".

La posizione Usa "non è una novità - sottolinea l'infettivologo - Il Cdc si era già espresso più di un mese fa sul fatto che tra vaccinati la mascherina potesse essere tolta e che per i vaccinati si potesse non fare la quarantena né i tamponi di controllo, nel caso si venisse a contatto con un contagiato - ricorda Bassetti -. Mi pare sia una decisione di assoluto buonsenso e mi auguro che presto un po' di buonsenso possa essere ripristinato anche nel nostro Paese". Quanto alla trasmissibilità del virus da vaccinati ai non vaccinati, l'infettivologo chiarisce: "I dati scientifici ci dicono che, anche se tu da vaccinato dovessi fare l'infezione, la tua carica virale è del 90% inferiore rispetto a quella che ha un soggetto non vaccinato. Quindi la capacità di trasmettere il virus è veramente infinitesimale. Non possiamo dire che è zero, ma è molto vicina allo zero".

Diversa la posizione della microbiologa Maria Rita Gismondo, che invita alla prudenza dopo l'annuncio dei Cdc americani: "Abbandonare le mascherine è ancora prematuro". E "dobbiamo ricordarci che il vaccino protegge dalla severità della malattia, ma non dall'infezione - dice all'Adnkronos Salute la direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell'ospedale Sacco di Milano - quindi il virus continua a circolare". Prima di 'archiviare' le mascherine, avverte, "io penso che sia prudente aspettare ancora un po' perché si abbassi questa circolazione".

"In Italia ancora non è il momento" è la posizione espressa da Fabrizio Pregliasco, virologo dell'università Statale di Milano. "Un'indicazione di ritorno alla vita normale - sottolinea - è un'indicazione applicabile negli Stati Uniti che sono molto più avanti di noi con le vaccinazioni. Per noi il fatto che c'è ancora una circolazione elevata del virus, anche se in calo, comporta un rischio perché c'è una certa percentuale di inefficacia della vaccinazione e quindi - ragiona il virologo - la probabilità di incocciare in un soggetto positivo e di non essere protetti è ancora un elemento di rischio da valutare". Inoltre, "in questa fase c'è una probabilità anche per i vaccinati di contrarre la malattia, anche se in forma non grave".

Per il virologo Francesco Menichetti, primario di malattie infettive all'ospedale di Pisa, "quella che avviano gli Stati Uniti è una gigantesca sperimentazione sul campo. Bisogna essere ottimisti, bisogna però tenere conto che loro hanno vaccinato 10 volte di più di quanto non abbiamo vaccinato noi" dice all'Adnkronos Salute. "L'iniziativa degli Stati Uniti - sottolinea Menichetti - si basa sul presupposto che il vaccino abbatta efficacemente la trasmissione del virus; cioè, non solo prevenga la malattia ma abbatta il contagio o comporti un contagio non clinicamente significativo. E' un presupposto plausibile - ammette il virologo - seppure non ha quelle evidenze così incardinate e consolidate che sarebbero necessarie". Per questo, aggiunge, "è una decisione che secondo me è discutibile".

"Anche chi è vaccinato contro Covid-19 ha una probabilità intorno al 10-15% di potersi reinfettare. E anche se la malattia sarà totalmente asintomatica o pauci sintomatica, c'è il rischio di trasmettere il virus ad altri" ricorda poi Massimo Ciccozzi, responsabile dell'Unità di Statistica medica ed Epidemiologia della Facoltà di Medicina dell'Università Campus Bio-Medico di Roma.

Per l'epidemiologo, "il dato americano che ha portato a dare nuove linee guida - ovvero il 36,3% della popolazione che ha completato la vaccinazione anti-Covid, ovvero 267 milioni con una sola dose e 119 milioni con due - non è una grande percentuale di sicurezza. A me sembrano numeri non molto grandi per poter dire alle persone 'toglietevi la mascherina' e non a caso - osserva - hanno dettato regole ulteriori", come quelle di mantenerla nei luoghi dove è prescritto da leggi e regolamenti, come sui mezzi di trasporto, negli ospedali e in altre istituzioni. Dunque, secondo Ciccozzi, "è plausibile togliere la mascherina in quei posti all'aperto, come parchi, giardini dove si può, e si deve, mantenere la distanza, quindi - ammonisce - non assolutamente in strada, perché sappiamo che il virus si trasmette a distanza inferiore a 1 metro e mezzo".

Quanto all'Italia, l'epidemiologo ricorda "che non abbiamo assolutamente una copertura vaccinale sufficiente a rivedere le regole. Forse l'avremo a fine estate, ma sempre tenendo conto che il rischio di reinfettarsi, anche per i vaccinati, esiste. Quindi anche da noi consentendo di togliere la mascherina solo all'aria aperta e mantenendo il distanziamento sociale".

Silvio Garattini, fondatore e presidente dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri Irccs, invita invece a considerare il filtro su naso e bocca una 'eredità buona' della pandemia: "In certe occasioni potrebbe essere un'abitudine da mantenere anche dopo Covid".

"Non dimentichiamoci che è anche grazie alla mascherina se quest'anno non abbiamo avuto l'influenza", sottolinea lo scienziato all'Adnkronos Salute. Quella che viene dai Cdc americani, secondo Garattini, "non è una buona indicazione per noi, almeno in questo momento, perché in Italia siamo ancora molto indietro con la vaccinazione. Quindi è bene stare molto attenti e cercare di proteggersi anche se si è vaccinati, in attesa di arrivare poi a una condizione in cui, avendo una vaccinazione generalizzata, si potranno anche allentare un po' gli strumenti di protezione".

"Però consideriamo che la mascherina in certe occasioni potrebbe essere un'abitudine da mantenere e anche le regole igieniche sarà bene non dimenticarle", esorta il farmacologo. "Nel periodo invernale, quando ci sono grandi assembramenti, la mascherina può essere utile", come appunto ha dimostrato la sostanziale scomparsa dell'influenza nella stagione 2020-21.

Negli Stati Uniti tolgono le mascherine e ci sono esperti italiani secondo i quali per poterlo fare anche nel nostro Paese ci vuole il 50% della popolazione vaccinata. E' così? Di fronte a questa domanda, esprime dubbi l'epidemiologa Stefania Salmaso, ospite ad 'Agorà' su Rai3. Sarebbe vero se fosse vaccinato "il 50% che devi incontrare; e qua il 50% non è diffuso dappertutto - osserva -. O incontriamo tutti vaccinati perché siamo in mezzo a un gruppo di 80enni, oppure siamo in mezzo ai ragazzi e allora nessuno è vaccinato. Statisticamente, quando poi incontri l'infetto", il rischio rimane anche con metà popolazione immunizzata.

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