#Stopclimatefake! Presentato appello scienziati a Montecitorio

Red

Roma, 29 ott. (askanews) - La crisi climatica è la sfida del nostro tempo e abbiamo solo una manciata di anni per affrontarla. Dobbiamo agire per metterci in traiettoria con gli obiettivi dell'Accordo di Parigi e con l'impegno ribadito di recente con l'intervento del Presidente Mattarella per un'Europa ad emissioni nette zero nel 2050.

Vincere questa sfida si può, ma richiede l'impegno di tutti, politica, imprese, cittadini, associazioni, mondo della formazione e della ricerca, e mondo dell'informazione. A media e stampa è infatti affidato un compito molto importante: fare buona e corretta informazione sui mutamenti climatici.

Lo affermano i promotori della petizione #StopClimateFake che chiede a media e giornalisti di non dare più spazio a bufale o tesi antiscientifiche sul clima. Promosso da Annalisa Corrado insieme a Rosy Battaglia, Stefano Caserini, Piero Di Carlo, Francesco Ferrante, Luca Mercalli, Rossella Muroni, Antonello Pasini e Gianni Silvestrini, l'appello è rivolto a FNSI e OdG e si può sottoscrivere su Change.org.

E dalle pagine della rete è arrivato alla Camera dei Deputati, dove è stato presentato in una conferenza stampa alla quale sono intervenuti: i promotori Annalisa Corrado, Rossella Muroni e Antonello Pasini, insieme al Presidente della Federazione Italiana Media Ambientali Roberto Giovannini, alla vicepresidente di Legambiente Vanessa Pallucchi, al direttore di Greenpeace Italia Giuseppe Onufrio, all'attivista di Friday For Future Italia Marianna Panzarino e a Elly Schlein, già europarlamentare. In rappresentanza della FNSI e dell'Ordine dei Giornalisti, che hanno raccolto il nostro invito, è inoltre intervenuto Roberto Natale.

Nel corso della conferenza stampa è stato ricordato che la comunità scientifica internazionale degli esperti di cambiamenti climatici è unanime e che la sintesi dei suoi risultati mostrata dai rapporti dell'IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change, massimo organo scientifico e istituzionale creato dalle Nazioni Unite per affrontare questo tema) parla chiaro: le attività umane hanno alterato il clima del nostro pianeta e in assenza di interventi radicali e rapidi si determinerà un contesto sempre più disastroso e ostile per le specie viventi. Umani compresi.

Proprio perché il tempo stringe, anziché perdere tempo e confondersi le idee con teorie discutibili e non riconosciute dalla comunità scientifica, è importante concentrarsi e confrontarsi sulle soluzioni migliori per affrontare i mutamenti climatici.

Gli estensori dell'appello chiedono quindi a FNSI e ODG che l'informazione italiana segua l'esempio della BBC, del Guardian e di Le Monde e che non venga più dato spazio a notizie false e a posizioni antiscientifiche, basate su opinioni di singoli e non supportate da ricerche validate dalla comunità scientifica internazionale. E chiedono che non si mettano sullo stesso piano le verità cui è giunta la comunità scientifica internazionale con anni di ricerche e rilevazioni, con le opinioni di singole personalità. All'appello hanno già aderito la Federazione Italiana Media Ambientali (FIMA), Greenreport.it, TeleAmbiente, il TG scientifico TGR Leonardo di Rai Tre, Tuttogreen de La Stampa, Askanews con il suo speciale Crisi Climatica, la redazione Prometeo di Adnkronos e oltre 5.700 persone. #StopClimateFake ha inoltre raccolto il sostegno della trasmissione Caterpillar di Radio2 e di alcuni dei giornalisti e delle redazioni più sensibili ai temi ambientali, come Alessandro Farruggia del Quotidiano Nazionale.

La raccolta di firme proseguirà per tutto novembre e prima dell'avvio della COP25, che si aprirà a Santiago del Cile il 2 dicembre, l'obiettivo è consegnarle a FNSI e ODG. Sperando che servano per aumentare la sensibilità sul tema e a spingere tutti i giornalisti a rispettare la deontologia professionale. Come non si pubblicano notizie false, così non si deve dare spazio a informazioni tendenziose, fuorvianti e non veritiere sul clima. Non esiste par condicio tra vero e falso.