Storia di Bormida, il comune italiano Covid-Free

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AGI - Se non fosse stato per il periodo novembre-gennaio, con meno di 10 casi tra contagi e quarantene di bambini che avevano avuto positivi nelle scuole fuori dal comune, Bormida, in Liguria, sarebbe "Covid free" da un anno. Un risultato eccezionale visto che, per almeno tre volte, il Savonese è stato terreno fertile per il coronavirus, tanto da spingere la Regione a emanare ordinanze specifiche al fine di contenere vari focolai.

Non ultima, quella decisa pochi giorni fa per arginare l'aumento di casi di queste settimane in quasi tutta la provincia. Ma non a Bormida. "Attualmente, ed è così da gennaio, non abbiamo nessun contagio - racconta fiero all'AGI il sindaco Daniele Galliano - E nella provincia in questo momento siamo gli unici, ma non voglio dirlo troppo forte perché sono scaramantico".

La fortuna, però, conta fino ad un certo punto: a mantenere Bormida l'isola felice in mezzo ad un'area contraddistinta da un nuovo picco di contagi è "la prevenzione", sottolinea Galliano. All'inizio della pandemia, quando era complesso trovare persino le mascherine, "il Comune ha speso di tasca propria per consegnare kit con tutto il necessario ai cittadini: non solo mascherine a norma, ma anche guanti, salviette disinfettanti. E poi siamo stati attenti nei nostri piccoli negozi, contingentando da subito gli ingressi, evitando situazioni di assembramento".

Ad aiutare, ammette il primo cittadino, anche il fatto che il paese non è affollato: "Non ci sono grandi centri commerciali. Qui ognuno ha la propria casetta, con un pezzetto di giardino, un orto. Ed è proprio questa terra ad aiutarci a restare sani: vino buono, aria buona, prodotti della nostra terra, il nostro salame - scherza - Tutto questo ci dà una mano".

Ma è stato lo stesso sindaco a far sì che nel paese si rispettassero in maniera ineccepibile le regole anti contagio: "La premessa è che il flusso dei turisti arriva d'estate - spiega - quindi nei periodi come la Pasqua non aspettiamo alcun assalto. C'è da dire che però io so dove sono le seconde case e, lo scorso anno, ho fatto davvero lo sceriffo: giravo in continuazione e se individuavo persone che non avrebbero dovuto trovarsi in paese, con la collaborazione dei carabinieri le mandavo via".

Non sarà da meno questa Pasqua, che l'Italia intera festeggerà in zona rossa, con l'ulteriore stretta di Regione Liguria che impedisce gli accessi proprio alle seconde case per evitare che il contagio continui a salire in zone considerate al momento rischio, come la stessa provincia di Savona.

"Ho fatto un vero servizio di guardia allora - ribadisce il sindaco - e continuerò a girare anche stavolta perché il nostro è un territorio ancora selvaggio: non abbiamo che boschi, sentieri, camminate, i nostri prodotti. Vanno valorizzati, ma vanno anche difesi".

Il paese conta 390 anime, la maggior parte anziani. Sebbene il virus non abbia picchiato duro su Bormida, qui gli ultraottantenni sono stati già vaccinati in un solo pomeriggio: "Abbiamo organizzato un'agenda e abbiamo inviato le lettere ai cittadini per sapere chi voleva vaccinarsi: in un pomeriggio, nel centro vaccinale di Millesimo dove la Asl 2 ci aveva destinati, in poche ore a partire dalle 14 abbiamo messo in sicurezza nostri over 80, quasi una cinquantina di persone. Ora è il turno dei 70enni, ma sanno già tutto e si muovono più in autonomia, forse perché da noi, considerata l'età media - conclude scherzando Galliano - un 75enne è un giovanotto. E io che ne ho 64 di anni sono un praticamente un bambino".