Storica promozione per il Sudtirol che si aggiudica il passaggio in serie B

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Massimo Paolone / Agf

AGI - Storica promozione nella serie B di calcio per una società dell'Alto Adige, l'Fc Sudtirol. Con una doppietta firmata da Daniele Casiraghi al 41mo e al 64mo, i biancorossi altoatesini hanno espugnato per 2 a 0 lo stadio Nereo Rocco battendo la Triestina.

Nell'ultima giornata del girone A di Serie C la rivale diretta, il Padova, ha perso in caso contro la Virtus Verona ma era comunque tagliata fuori dal primo posto con il successo dei biancorossi altoatesini dell'Fcs.

Per il calcio della provincia più settentrionale d'Italia si tratta di un risultato storico: era dal 1947 che una società altoatesina, il Bolzano Calcio, non approdava in serie B.

La lunga rincorsa del club fondato nel 1974 era iniziata il 4 maggio del 2000, con la prima promozione dell'Fcs nell'allora campionato di serie C2, proseguita poi nel 2010 con il salto in Lega Pro Prima divisione, la terza serie nazionale.

Dalla C quest'anno sono salite direttamente nella serie cadetta anche Bari e Modena. "La vittoria in un combattutissimo campionato di C, dimostra capacità di grande tenuta", si è congratulato con il Sudtirol il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, "è stata caratterizzata da un confronto sportivo, tecnicamente ed agonisticamente di alta qualità. Questo è merito indiscutibile da ascrivervi. Permettetemi di ricordare il valore e la qualità del Padova e di rendere omaggio al suo grande campionato".

Il presidente della Provincia e assessore allo sport dell'Alto Adige, Arno Kompatscher, ha parlato di "giornata fantastica per il mondo dello sport e del calcio altoatesino al termine di una stagione molto brillante".

"L'FCS merita questo traguardo, dimostrazione evidente di come programmazione, sacrifici e lavoro, in campo e dietro le quinte, portino sempre a grandi risultati", ha aggiunto.

Il Sudtirol è stato guidato alla promozione dal croato Ivan Javori, subentrato in panchina a inizio stagione all'ex tecnico Inter Primavera Stefano Vecchi, passato al Feralpisalò.

I biancorossi (con due soli stranieri, il difensore francese Kevin Vinetot e il centrocampista ghanese Shaka Mawuli) si reggono sulla solidita' difensiva davanti al portiere Giacomo Poluzzi. Il presidente è l'architetto Hans Huber, il ds è Joseph Insam.

La provincia di Bolzano ha mezzo milione di abitanti che parlano tre lingue (l'italiano, il tedesco e il ladino) ma finora avevano una sola 'religione' sportiva: lo sci e le discipline invernali, hockey in testa.

Ora c'è anche il calcio, anche se proprio la lingua divide la tifoseria: la componente italiana contesta la scelta fatta nel 2016, con il cambio del logo societario, di abbandonare la doppia denominazione che prevedeva Alto Adige accanto a Sudtirol, e questo ha anche comportato un calo delle presenze allo stadio.

La squadra gioca nello stadio Druso di Bolzano, con una capienza di oltre 5.000 posti, l'unico dell'Alto Adige omologato per partite professionistiche e che presto sarà ampliato, ha promesso il Comune. Per allenarsi usa lo stupendo centro sportivo di Appiano, in mezzo a un bosco, con due campi in erba naturale.

L'Alto, come è soprannominato, è il club di Bolzano e della sua provincia autonoma. Nacque nel 1974 a Bressanone come sezione della polisportiva Milland e poi fu rifondato nel 1995 da un gruppo di imprenditori di Bolzano per farne la prima eccellenza del calcio regionale.

Dopo la promozione al campionato Dilettanti (l'attuale serie D), nel 1999-00, sotto la guida del tecnico Giuseppe Sannino e con i gol dell'attaccante Joachim De Gasperi, l'Alto accede alla Serie C2.

Dopo aver sfiorato diverse volte la C1, nel maggio 2010 arriva la promozione nella terza divisione per la prima volta nella sua storia. Da allora il Sudtirol aveva raggiunto per sei volte i playoff per la B mancando sempre l'obiettivo alle ultime battute.

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