'Storie della buonanotte per bambine ribelli', Margherita Vicario protagonista al 'Todi Festival'

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"Uno spettacolo che parla dell'umanità, di diritti umani da difendere o da conquistare ma anche di passione, di studio, di ricerca, di schemi culturali che per tanti secoli non hanno permesso alle donne di avere una vita pienamente libera". Così l'attrice Margherita Vicario descrive all'AdnKronos le 'Storie della buonanotte, per bambine ribelli' - tratto dal best-seller di Elena Favilli e Francesca Cavallo, con la regia diretta da Francesco Frangipane e con l'Orchestra Multietnica di Arezzo diretta dal Maestro Enrico Fink - che la vedono protagonista al 'Todi Festival'.

"E' un tema che mi sta a cuore - sottolinea - In questo momento, il mondo sta andando in una modalità di sfasamento, basti solo osservare a chilometri di distanza da noi cosa sta succedendo o potrà presto succedere alle donne in Afghanistan... Tutto in piena epoca di emancipazione femminile, che punta verso l'obiettivo di una vera e piena parità di genere".

Margherita Vicario osserva che "in ogni spettacolo, c'è sempre una componente personale. Anche qui, alcune storie mi hanno colpito più di altre e una storia l'ho voluta aggiungere io e riguarda la mia bisnonna. Dopo l'armistizio, ha passato un mese a ricercare suo marito che era ufficiale dell'Esercito italiano e con lo 'sbandamento' era andato a nascondersi assieme ad altri soldati nei monti in Piemonte; lei lo ha cercato, montando in sella a una bicicletta: una storia d'amore e di coraggio".

"Altre storie che mi hanno colpito - prosegue l'attrice - sono ad esempio quelle di un'atleta siriana che ha partecipato alle Olimpiadi, dopo essere sbarcata con un gommone nell'isola greca di Lesbo ed essere emigrata in Germania; e di una studentessa etiope immigrata negli Usa, la prima a lavorare nel campo dell'intelligenza artificiale etica. Tutte storie bellissime e poco famose: ed è il bello di questo spettacolo".

Spettacolo per il quale "non c'è stato un confronto diretto con le due autrici, anche perché il libro è talmente bello e solido che parla da sé; in ogni caso, si è trattato comunque di un lavoro molto indipendente dalle scrittrici, con libertà di integrazione del materiale letterario di partenza; non a caso, io ho aggiunto appunto una storia personale".

Quanto all'idea di trasporre lo scritto a teatro, "non è nata da me, ma sono stata coinvolta dal regista Francesco Frangipane, che in me ha visto la figura artistica giusta per rappresentare una donna che voglia vivere la propria vita e poi che dialogasse con l'orchestra e non la usasse soltanto come accompagnamento musicale, interagendo interpretando alcuni brani". Per un giusto mix di letteratura e teatro, musica e arte, nel segno dell'impegno sociale.

(di Enzo Bonaiuto)

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