Strage Bologna, perito: "Confronto con altri 3 o 4 Dna per essere certi 86esima vittima"

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Per sapere se davvero ci sia una 86esima vittima della strage di Bologna sarà necessario procedere ad altri esami del Dna. Lo spiega all'AdnKronos Danilo Coppe, perito nel processo all'ex Nar Gilberto Cavallini, commentando i risultati della perizia che ha escluso che i resti riesumati nel marzo scorso appartengano alla vittima Maria Fresu, di fatto riaprendo il giallo di una possibile 86esima vittima dell'attentato, forse la stessa trasportatrice."Ovviamente non è possibile aprire 84 bare e fare il Dna a tutte le ossa che ci sono all'interno per trovare resti che in qualche modo ci riconducano a Maria Fresu - sottolinea Coppe -. Quello che possiamo fare invece è provare a dare un nome alla proprietaria della mano e un nome alla proprietaria della faccia, andando per esclusione. Delle 41 donne vittime della strage, eliminiamo quelle per le quali l'esame obiettivo non parla di amputazioni di faccia o di mano".  

"Poi delle restanti - prosegue - andiamo a leggere l'autopsia, dove si descrive l'eventuale mancanza di mano o di faccia. Alla fine per le 3 o 4 vittime che rimarranno, se il presidente della Corte d'Assise lo disporrà, si potrà procedere a fare l'esame del Dna ai parenti e vedremo. Questa è la strada: se ancora una volta non risulteranno compatibili, a quel punto saremo certi che a Bologna c'era un'86esima persona".