Strage Bologna, procuratore capo: "Reperti mal custoditi"

webinfo@adnkronos.com

"Sull'interruttore della bomba, il perito forse è stato precipitoso. Quanto ai reperti della strage del 2 agosto 1980, noi oggi scontiamo processualmente quello che è avvenuto allora. Cerchiamo di fare una respirazione bocca a bocca ad un processo, scontando quello che è stato fatto o no, quando poteva e doveva essere fatto". Così il procuratore capo di Bologna, Giuseppe Amato, ai microfoni di Radio 24, in riferimento all’ultima perizia, quella che ha smentito l'individuazione del possibile innesco della bomba alla stazione, come inizialmente era stato prospettato da un perito nel corso del processo per concorso nella strage a carico dell'ex Nar Gilberto Cavallini. 

I reperti, ha spiegato Amato, in questi anni sono stati "mal custoditi. Per fortuna, non sono stati distrutti, come pur aveva chiesto la Corte d'assise, ma conservati in quel modo perdono la maggior parte delle potenzialità probatorie. Sarebbe stato diverso se si fosse pensato, all'epoca, a un mausoleo dei reperti. Situazione analoga oggi c'è per i pezzi del ponte Morandi di Genova, ma oggi abbiamo tecniche e approcci diversi".