Strage di Denver: negli USA armi e munizioni per il 'diritto al fuoco'

Un arsenale da guerra. E invece lo ha usato per sparare contro una folla inerme che era in fila per assistere alla prima dell’ultimo film di Batman. James Holmes, il 24enne sospettato di essere il colpevole del massacro, fermato dalla polizia nel parcheggio del cinema ad Aurora, un sobborgo di Denver, in Colorado, ha ucciso 12 persone e ne ha ferite almeno altre 58. Aveva comprato 6mila proiettili e tutto il suo equipaggiamento online, più o meno con la stessa facilità con cui si ordina un libro su Amazon.

Guarda il video della prima udienza di Holmes: pochi minuti davanti al giudice, sguardo perso e capelli arancioni

Tutto perfettamente legale, senza violare nessuna legge federale. Perché si parla tanto di come sia facile acquistare le armi negli Stati Uniti, e spesso ci si dimentica di come sia altrettanto semplice ricevere a casa anche il corredo di munizioni. Il killer di Denver ha comprato, sempre su internet, un caricatore a tamburo per il suo fucile d’assalto che può contenere fino a 100 proiettili. Il costo? Tra i 100 e i 140 dollari. Il suo personale equipaggiamento, inoltre, vantava anche un fucile e pompa Remington e due pistole semiautomatiche Glock 19. Una ditta del Missouri ha confermato alla Cnn di aver fatto una spedizione per una serie di articoli recapitati a James Holmes. Nel dettaglio: 106.99 dollari per un corpetto tattico; 52.99 dollari per porta caricatori per l’Ar15; 77.99 dollari per un pugnale. Totale, comprese le spese di spedizione, 306.99 dollari. Holmes ha anche armato il suo appartamento, pronto ad esplodere nel caso la polizia avesse fatto irruzione. La casa del sospettato, infatti, è stata riempita di ordigni pericolosi da disinnescare, tanto che le forze dell’ordine statunitensi stanno valutando la possibilità di far brillare l’intera abitazione, dopo aver fatto evacuare gli altri abitanti della zona.

La strage di Aurora, l’ultima di una lunga serie, riapre il solito dibattito sulle armi in America. Aurora come Colombine (sparatoria in una scuola dove due studenti hanno aperto il fuoco uccidendo 13 ragazzi), come Brookfield (attacco nella hall di un hotel con 7 morti), come Virginia Tech (il massacro più cruento della storia a stelle e strisce dove hanno perso la vita 32 persone). Follia della violenza che esplode senza un perché e che lascia quasi impotenti per la facilità con cui gli autori di queste stragi sono riusciti a procurarsi le armi. Il Colorado, lo Stato del sud-ovest teatro dell’ultima sparatoria, ha una legislazione particolarmente favorevole all’acquisto e al porto d’armi. Il Secondo Emendamento prima di tutto, ossia il diritto al fuoco, sancito dalla Costituzione americana. Possedere un’arma per autodifesa, a difesa dei propri beni o per cacciare è una questione, negli States, di libertà civile. Dalle parti di Denver, per esempio, chi vuole comprarsi un revolver o un fucile d’assalto non deve chiedere alcun permesso statale. Basta andare in un’armeria, senza nessuna registrazione al momento dell’acquisto, e si può uscire con l’arma in tasca. Occorre soltanto dimostrare di non aver precedenti penali. Sempre in Colorado questa verifica, che di solito spetta all’Fbi, è molto veloce, questione di qualche ora. In California, invece, per il via libera all’acquisto di un’arma da fuoco bisogna aspettare qualche giorno. E’ consentito anche portare un’arma nascosta, previa licenza, ed è permesso girare con una pistola o un fucile in bella vista (tranne che a Denver, la capitale e la città più popolosa dello Stato, dove esistono alcune limitazioni al porto d’armi, come avviene di solito nelle grandi città d’America).

Yahoo! Notizie - Video da Denver

“Solo in pochi Stati come Illinois, Massachusetts e New Jersey e in città come Los Angeles e Sacramento, ci sono delle restrizioni nelle vendite di munizioni e servono permessi sia per gli acquirenti che per i venditori che devono anche monitorare le vendite informando le forze dell’ordine”, scrive il New York Times, parlando della sparatoria di Denver. “Ma in Colorado e in gran parte degli Usa il mercato delle munizioni – sia online che in negozio – non è regolamentato”. Pochi clic sul web e le cartucce per il fucile arrivano direttamente a casa, senza che nessuna autorità sia avvisata. Proprio lo scorso maggio il movimento pro-armi del Colorado ha incassato una vittoria importante. La Corte Suprema, infatti, ha stabilito che la University of Colorado non ha il diritto di vietare di portare un’arma nascosta a studenti, professori, impiegati, all’interno del campus. L’Università aveva deciso di bandire fucili e pistole addirittura dal 1970. I giudici della Corte, invece, hanno deliberato il contrario: “Il regolamento universitario interno non può andare contro la legge dello Stato e imporre divieti a girare armati”. Un rapporto del Congressional Research Service rivela che nel 2007 c’erano, negli Stati Uniti, 294milioni di armi, contro i 192milioni del 1994. Il dato significativo è che il numero di famiglie con un’arma in casa è calato dal 1973. Ma il numero delle vendite è, invece, cresciuto perché chi già possiede un revolver è portato a comprare altre armi da fuoco.

Insomma la lobby delle armi in America ha un gran peso. La National Rifle Association (l’associazione di avvocatura per i possessori di armi da fuoco) è considerata come una delle più potenti organizzazioni degli Stati Uniti, con i suoi 4milioni di membri. Rivendica il ruolo di gruppo a difesa dei diritti civili, ma è anche il referente politico dell’industria delle armi. Una tendenza, quella a girare armati, che in America è testimoniata anche dalla caduta della legge del 1994 che aboliva la vendita di una serie di “armi d’assalto”. E’ andata in pensione nel 2001, senza che venisse rinnovata da George W. Bush. Ormai, grazie ad altre leggi che vanno in questa direzione, in 36 Stati su 50 dell’Unione, è possibile “portare” armi da fuoco praticamente ovunque. Anche a Washington. Il District of Columbia, infatti, vietava ai residenti la possibilità di possedere un’arma con una legge del 1975. La Corte nel 2008, però, ha stabilito che quella legge, rimasta in vigore per oltre trent’anni, era incostituzionale e quindi da abolire perché in contrasto con il Secondo Emendamento.

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