Strage di Bologna, 42 anni dopo: l'anniversario dopo la sentenza di primo grado

Strage di Bologna, 42 anni dopo: l'anniversario dopo la sentenza di primo grado

Solo pochi mesi fa, dopo 42 anni di depistaggi e verità mancate, la sentenza di primo grado nel processo ai mandanti della strage di Bologna ha scritto una pagina di storia dolorosa che rivive nell'anniversario dell'attentato, costato la vita a 85 persone. Altre 200 rimasero ferite.

"Un attacco terroristico che pretendeva di destabilizzare le istituzioni democratiche e seminare paura" ha dichiarato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo messaggio in occasione delle commemorazioni.
La matrice neofascista della strage è stata accertata in sede giudiziaria.

Il Capo dello Stato ha ricordato i familiari delle vittime, che sono stati "costretti a patire il dolore più grande, trasformandolo in impegno civile, per testimoniare all'intera società che le strategie del terrore mai prevarranno sui valori costituzionali della convivenza civile".

"Il 2 agosto è un momento di ricordo e memoria, ma oltre alla memoria ci vuole la conoscenza. È bene che non ci si limiti alla memoria", ha commentato il presidente dell’associazione dei familiari delle vittime, Paolo Bolognesi, ribadendo l'importanza di fare giustizia: “Con il processo ai mandanti e la sentenza di primo grado è arrivata una svolta importante, che ha confermato le nostre intuizioni: la strage è stata organizzata e finanziata dalla Loggia P2, protetta dai servizi segreti deviati e attuata da mano fascista. Difficile ora confondere le acque con piste assurde”, ha concluso Bolognesi.

Il tweet del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio:

La presidente del Senato, Elisabetta Casellati, ha a sua volta sottolineato che commemorare significa "rinnovare un comune sentimento di vicinanza ai familiari delle vittime e a tutti coloro che continuano a portare le cicatrici visibili e invisibili di quel vile atto di inaccettabile crudeltà".

Il presidente della Camera, Roberto Fico, da parte sua, ha rimarcato il fatto che "la sentenza di primo grado  offre - ferma restando la necessità di attendere l'esito definitivo e il giudicato - un importante contributo verso una compiuta ricostruzione di quanto avvenne quel 2 agosto. Verso una verità giudiziaria e storica".

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