Strage di Bologna, l'ex Banda della Magliana dice: "Parlo se ho protezione"

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Maurizio Abbatino/Strage di Bologna (Photo: ANSA)
Maurizio Abbatino/Strage di Bologna (Photo: ANSA)

Malato e senza più lo status di collaboratore di giustizia, in videocollegamento da una località segreta scelta appositamente per farlo testimoniare nelle “condizioni di massima sicurezza”, l’ex boss della Banda della Magliana Maurizio Abbatino, oggi 67enne, dice di aver “timore” per la sua “incolumità”, di sentirsi “in pericolo”, a causa delle dichiarazioni rilasciate in anni di processi e interrogatori. E davanti alla Corte d’Assise di Bologna, che ha organizzato la sua audizione come testimone assistito nell’ambito del nuovo processo sulla strage del 2 agosto 1980, spiega di non voler più rispondere, fino a quando non tornerà sotto protezione.

“Non ho le prove, ma credo che la mia uscita dal programma di protezione sia stata determinata dal processo Mafia Capitale - ha sottolineato Abbatino, di cui vengono inquadrate solo le gambe - da cui è emersa una forte corruzione. Dunque io potrò aver timore, sapendo di questa corruzione, che queste persone possano farmi qualcosa, viste anche le loro conoscenze nelle istituzioni?”.
L’ex boss ed ex collaboratore di giustizia, uscito dal programma di protezione nel 2015, dopo aver risposto ad alcune domande iniziali spiegando la genesi della Banda della Magliana e parlando dei rapporti tra criminalità romana e i neofascisti dell’epoca, in particolare i Nar e Massimo Carminati, ma anche con il boss di Cosa Nostra Pippo Calò, si è bloccato quando i legali di parte civile gli hanno chiesto di riferire su un incontro avvenuto durante il sequestro Moro, tra alcuni esponenti della Banda della Magliana, tra i quali lo stesso Abbatino, e il parlamentare Dc Flaminio Piccoli.

“Ho già fatto dichiarazioni in passato su questo fatto - ha detto Abbatino - ricordo che la mia collaborazione è finita. Se devo ripetere tutta la storia rimettetemi nel programma di protezione. Il ministero dice che non sono più un collaboratore.
La storia dell’onorevole Piccoli l’ho raccontata nel 1992, ma forse me la chiedono ora perché non c’è più l’onorevole Piccoli. Non le avete volute approfondire all’epoca, perché farlo ora?”. Abbatino ha poi aggiunto: “Mi avete fatto domande su Carminati, io sto scontando ancora una condanna e lui è fuori. Che debba stare ancora qui a parlare di Carminati e del sequestro Moro non va bene”.

Dichiarazioni ribadite dal legale di Abbatino, Rosario Scognamiglio: “Un collaboratore di giustizia non diventa mai ex. A questa persona sono stati tolti i diritti fondamentali e gli si chiede di sforzarsi in processi che riguardano la sicurezza nazionale. Per Abbatino è in programma anche un’audizione in commissione Antimafia per riferire dei suoi timori”.

Il presidente della Corte d’Assise, Francesco Maria Caruso, ha fatto quindi sapere che per il momento saranno acquisiti i verbali con le dichiarazioni rese dal testimone negli anni ’90, aggiungendo che ora la stessa Corte chiederà al Servizio centrale di protezione e al decimo comitato della commissione Antimafia il provvedimento con cui gli è stata tolta la protezione, per valutare se i suoi timori siano giustificati e riservandosi, in caso contrario, di rivedere la decisione di acquisire i verbali.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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