Strage di Ravanusa, 10 avvisi di garanzia, anche a vertici Italgas

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This handout picture taken and released by Italian Firefighters (Vigili del Fuoco) on December 12, 2021 shows firefighters working after a four-storey apartment building collapsed, following a gas explosion, in Ravanusa on December 12, 2021. - Two people were killed and seven were missing after an explosion caused a four-storey apartment building to collapse on the Italian island of Sicily. (Photo by Vigili del Fuoco / Vigili del Fuoco / AFP) (Photo by VIGILI DEL FUOCO/Vigili del Fuoco/AFP via Getty Images) (Photo: VIGILI DEL FUOCO via Getty Images)
This handout picture taken and released by Italian Firefighters (Vigili del Fuoco) on December 12, 2021 shows firefighters working after a four-storey apartment building collapsed, following a gas explosion, in Ravanusa on December 12, 2021. - Two people were killed and seven were missing after an explosion caused a four-storey apartment building to collapse on the Italian island of Sicily. (Photo by Vigili del Fuoco / Vigili del Fuoco / AFP) (Photo by VIGILI DEL FUOCO/Vigili del Fuoco/AFP via Getty Images) (Photo: VIGILI DEL FUOCO via Getty Images)

La Procura di Agrigento ha notificato avvisi di garanzia ai vertici di Italgas, sia regionali che nazionali nell’ambito dell’inchiesta aperta dopo la strage di Ravanusa dove, l′11 dicembre, una fuga di gas ha provocato un’esplosione che ha fatto crollare una palazzina, devastando un intero quartiere, lasciando sotto le macerie 9 persone rimaste uccise. “In relazione alle notizie uscite in queste ore sulle maggiori agenzie di stampa e sulle testate on line di diversi quotidiani, in ordine al disastro di Ravanusa, la Procura della Repubblica di Agrigento, nel confermare l’invio di 10 avvisi di garanzia nei confronti di dirigenti e tecnici della società Italgas Reti, precisa che gli avvisi sono stati notificati unicamente a garanzia dei possibili indagati dovendosi svolgere accertamenti tecnici irripetibili sui luoghi, sulle reti e sui materiali degli impianti di distribuzione del metano” ha affermato il Procuratore capo di Agrigento Luigi Patronaggio.

La Procura di Agrigento è al lavoro dallo scorso 12 dicembre per capire il motivo che ha provocato l’esplosione: “L’esplosione è stata prodotta da una ‘bolla’ o ‘camera’ di metano innescata da una casuale scintilla - aveva spiegato nei giorni scorsi Patronaggio - si sta cercando di ricostruire la dinamica dell’esplosione e del successivo propagarsi della ‘palla di fuoco’ e dell’onda d’urto. Viceversa, sul come e sul perché si sia creata la ‘bolla’, e perfino sul punto esatto dove la stessa si sia creata (al momento localizzata al di sotto o in adiacenza della abitazione del civico numero 65 di via Trilussa), permangono dubbi che saranno sciolti dalle investigazioni tecniche e di polizia giudiziaria in corso”. Il pool di magistrati, con Patronaggio anche l’aggiunto Salvatore Vella, Sara Varazi e Chiara Bisso, indaga per i reati di disastro colposo ed omicidio colposo plurimo.

Una atto “dovuto”, come apprende l’Adnkronos, in vista di un esame irripetibile che si farà il prossimo 4 gennaio in via Trilussa proprio nel luogo dell’esplosione costata la vita a 9 persone, tra cui una donna al nono mesi di gravidanza. “Il collegio peritale effettuerà operazioni di scavo, di campionamento di terre di scavo, analisi visive e strumentali” conclude Patronaggio.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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