Strage di Samarate, il figlio preso a martellate dal padre torna a casa

Strage di Samarate, il figlio preso a martellate dal padre torna a casa (Foto Facebook)
Strage di Samarate, il figlio preso a martellate dal padre torna a casa (Foto Facebook)

Ha ucciso moglie e figlia e stava per fare lo stesso con Nicolò, figlio maggiore della coppia e unico superstite della strage di Samarate. Il giovane sta meglio e può finalmente tornare a casa.

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Alessandro Maja ha ucciso la sua famiglia nel sonno, nella loro casa di Samarate, nel Varesotto. Il figlio Nicolò sta meglio e presto potrà uscire dall'ospedale. Ad accoglierlo ci sono i nonni, che lo accompagneranno nel lungo percorso di riabilitazione. "Grazie a chi mi è stato vicino, anche solo col pensiero e con le parole", ha fatto sapere il ragazzo che adesso cercherà di dare inizio a un nuovo capitolo della sua vita, devastata dal dolore per la brutale scomparsa della madre e della sorella.

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Dopo essere stato colpito a martellate nella notte tra il 3 e il 4 maggio scorso, Nicolò ha raggiunto l'ospedale in condizioni disperate, ma con il tempo è riuscito a riprendersi. Il 23enne si è risvegliato dal coma indotto, ha iniziato a muovere il corpo e gli occhi e finalmente riesce anche a parlare con i suoi familiari.

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Tuttavia, di quella terribile notte non ricorda nulla. "Non sappiamo se sia una cosa temporanea o definitiva", fa sapere l'avvocato dei nonni a Fanpage.it.

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Il padre intanto resta chiuso nel carcere di Monza, dal quale ha inviato ai suoceri alcune lettere per accertarsi dello stato di salute del figlio. Stando a quanto riportato dal Corriere della Sera, il nonno di Nicolò avrebbe descritto le sue condizioni e riportato in ogni corrispondenza una domanda ben precisa indirizzata ad Alessandro Maja. "Vorrei sapere da te se sei un uomo", avrebbe scritto il nonno del 23enne.

Non solo: il suocero di Maja vorrebbe anche sapere a chi era rivolta la parola "bastardi", pronunciata in quei terribili attimi.