Strage in Texas, il 'lupo' di Macerata Traini: "Stufo di vedermi accostato a tutti i pazzi del mondo"

(Adnkronos) - "Sono stanco di apprendere dai giornali che tutti i pazzi (scrive tra virgolette) che nel mondo vanno a sparare si debbano ispirare a me. La mia storia, il mio reato non hanno nulla a che vedere con chi lucidamente va a compiere stragi il nome di chissà cosa. Mi dissocio - sottolinea - da ogni accostamento a suprematisti e razzisti ora e in futuro". E' lo sfogo che Luca Traini, il 'Lupo' di Macerata che sparò a sei persone di colore per 'vendicare' il delitto di Pamela Mastropietro compiuto dal nigeriano Innocent Oseghale, affida all'Adnkronos dal carcere di Montacuto, ad Ancona, dove è detenuto. La sua lettera nasce dall'ennesimo accostamento fatto dai media a quelle che lui chiama le sue "gesta" con una strage compiuta oltreoceano a quattro anni di distanza.

"Con molta apprensione - scrive - ho dovuto constatare come ancora il mio nome e le mie azioni delittuose passate vengano prese come esempio negativo da ragazzini problematici e socialmente disagiati che compiono stragi in nome di idee e ideologie odiose e criminali. È il caso di quel diciottenne che in una cittadina degli Usa (la strage nella scuola elementare in Texas, ndr) ha ucciso decine di persone. Ora, io non so né il nome di questo delinquente né il motivo che lo ha spinto a compiere uno scempio simile, invece di vivere la sua giovane età in maniera diversa e costruttiva. La vicenda non mi avrebbe nemmeno interessato - sottolinea Traini - se non fosse stato che in un famoso Tg nazionale, alla fine della narrazione di questo immenso massacro americano, si è fatto riferimento al mio gesto passato (la sparatoria a Macerata nel 2018 - sottolinea lui stesso - per cui sto scontando 12 anni di condanna) come fonte di ispirazione per questo giovane deficiente americano".

(di Silvia Mancinelli)

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