Strage Tribunale: Cassazione annulla condanna a vigilante

Fcz

Milano, 12 set. (askanews) - Servirà un nuovo processo d'appello per valutare le eventuali responsabilità penali del vigilante Roberto Piazza nella cosiddetta "strage del Tribunale" compiuta dall'immobiliarista Claudio Giardiello che il 15 aprile 2015 uccise a colpi di pistola tre persone all'interno del Palazzo di Giustizia di Milano. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione annullando la condanna a 3 anni di carcere emessa dalla Corte d'Appello di Brescia nei confronti della guardia che, il giorno della sparatoria, prestava servizio all'accesso di Via San Barnaba con l'incarico di controllare, attraverso il monitor collegato al metal detector, il contenuto di borse, zaini, giacche e altri effetti personali di chi entra in Tribunale. Secondo i magistrati della Procura di Brescia (titolare delle indagini perchè, tra le vittime di Giardiello, c'era anche il giudice Fernando Ciampi del Tribunale Civile di Milano), Piazza si sarebbe reso colpevole del reato di omicidio colposo plurimo proprio perchè non si sarebbe accorto dell'arma da fuoco che l'immobiliarista nascondeva nel suo borsello.

Un impianto accusatorio basato soprattutto sulle dichiarazioni rese subito dopo la sparatoria dallo stesso Giardiello (poi condannato all'ergastolo con sentenza confermata dalla Cassazione e dunque definitiva) che assicurò di aver portato l'arma in Tribunale quella stessa mattina, riuscendo a beffare il vigilante che avrebbe dovuto controllare il contenuto del suo borsello. Fu lo stesso Giardiello, con un clamoroso dietrofront, a ritrattare quella versione davanti al giudice del primo grado di giudizio: "Finora ho sempre mentito. La pistola l'avevo introdotta e nascosta nel Palazzo di Giustizia tre mesi prima della strage". Una confessione rimasta tuttavia priva di riscontri investigativi.

Piazza, dopo aver incassato un'assoluzione piena in primo grado, venne condannato dalla Corte d'Appello a 3 anni di carcere e al pagamento di una provvisionale da 1 milione e 70 mila euro alle parti civili con una sentenza che la Corte di Cassazione, nella tarda serata di ieri, ha annullato ordinando un processo d'appello bis che sarà celebrato sempre a Brescia ma davanti a un collegio di giudici diverso da quello che si è già pronunciato. "Una bella soddisfazione - commenta l'avvocato Giacomo Modesti - la cassazione è stata molto attenta al nostro ricorso e ha riconosciuto la fondatezza delle nostre argomentazioni".