"Gabriel, 2 anni, è stato strangolato perché ha interrotto un rapporto sessuale dei genitori"

Il Mattino
La donna ha tentato poi di depistare le indagini, inscenando un fintoinvestimento del piccolo da parte di un'auto pirata

Gabriel Feroleto è stato strangolato perché il suo pianto disturbava il rapporto sessuale dei genitori: il dettaglio emerge dagli atti d'indagine sulla morte del bimbo di due anni di Piedimonte, in provincia di Frorsione. Gabriel è morto nel pomeriggio mercoledì 17 e per l'omicidio gli inquirenti accusano la madre Donatella di averlo soffocato e il padre Nicola (anche lui in carcere) di concorso in omicidio, perché ha assistito, senza intervenire.

La donna ha tentato poi di depistare le indagini, inscenando un finto investimento del piccolo da parte di un'auto pirata. "Mi hanno investito con mio figlio in braccio" aveva detto la donna prima ai familiari e poi agli inquirenti. Ma quel racconto era stato giudicato poco credibile. Sul posto indicato non sono stati trovati i segni dell'incidente né alcuna traccia di quella macchina di cui aveva parlato. Così sono scattate le indagini dei carabinieri che hanno cercato anche eventuali testimoni.

Gli investigatori sono ritornati con la donna sul luogo del presunto investimento e a quel punto la sua versione sarebbe cambiata. Ma pian piano anche quel nuovo racconto ha iniziato a vacillare di fronte alle domande incalzanti degli inquirenti. Così sarebbe venuto fuori l'orrore: a far scattare la violenza un banale capriccio.

Si legge sul Mattino:

Dopo averlo ucciso ha preso Gabriel in braccio già morto e si è avviata di nuovo verso casa. "Abbiamo fatto un guaio. Io e Nicola abbiamo ammazzato Gabriel, lo abbiamo soffocato. Non dire niente che stava pure Nicola. Non dire che lo ha ucciso pure lui. Perchè è capace di ucciderci o di appaiarci". Con queste parole, Donatella Di Bona aveva confidato alla madre l'orrore che aveva commesso poco prima.Ad innescare l'infanticidio, il disturbo che il pianto del bimbo arrecava alle effusioni sessuali della coppia a cui avevano dovuto rinunciare per riportare il figlio a casa.

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