Strappo del governo francese sulla riforma delle pensioni

Davide Sarsini

Strappo a sorpresa del governo francese sulla contestatissima riforma delle pensioni: il premier, Edouard Philippe, ha avocato la responsabilità all'esecutivo per l'approvazione del testo, eludendo così il voto all'Assemblea nazionale. Philippe ha fatto ricorso al comma 3 dell'articolo 49 della Costituzione che permette al governo di bypassare la votazione su un provvedimento per il quale ci sia il rischio di un'impasse in Parlamento.

Dopo 13 giorni di infruttuosi lavori parlamentare e con oltre 20 mila emendamenti presentati per lo più dall'estrema sinistra, il premier ha preso la parola per mettere fine a quello che ha definito "un non dibattito" e "per permettere la prosecuzione del processo legislativo". "In 115 ore di dibattito, di giorno e di notte, compresi i weekend", ha lamentato Philippe, "l'Assemblea nazionale è arrivata all'esame dell'articolo 8 di un progetto di legge ordinario che ne comprende 65 per il deliberato ostruzionismo di una minoranza". L'annuncio è stato accolto dagli applausi della maggioranza.

La riforma per un sistema universale delle pensioni voluta dal presidente, Emmanuel Macron, ha scatenato un duro conflitto sociale nel Paese, con più di due mesi di scioperi, a cui si sono sommati malumori nella maggioranza.

Durissime le reazioni dell'opposizione: "Si è voluta rovesciare con la forza la volontà dei francesi, il parere del Consiglio di Stato, passando sopra ai sindacati", ha denunciato Francois Ruffin di France Insoumise. Marine Le Pen ha parlato di "cinismo" e "manovra indegna" di "un esecutivo che ha usato la crisi del coronavirus per negare il referendum e ora usa il 49-3 per far passare la sua odiosa riforma". Il segretario generale della Cgt, Philippe Martinez, ha condannato l'"atteggiamento scandaloso" del governo e ha annunciato una mobilitazione dei sindacati.

Sia la 'gauche' che Les Republicains di Sarkozy hanno presentato mozioni di censura che però molto difficilmente otterranno la maggioranza assoluta necessaria per rovesciare la decisione del governo e provocarne la caduta. Nella Quinta repubblica il comma 3 dell'articolo 49 è stato già invocato 90 volte dai governi francesi, ma mai da quello di Philippe. Dal 2008 il ricorso a questa 'arma' parlamentare è ammesso solamente per leggi di natura finanziaria o riguardanti il welfare.