Strategia no panic

ROME, ITALY - SEPTEMBER 19: Italian Prime Minister Giuseppe Conte and Roberto Speranza take part in a labor party organized by the left wing political party Articolo 1 - Mdp, on September 19, 2019 in Rome, Italy. (Photo by Antonio Masiello/Getty Images) (Photo: Antonio Masiello via Getty Images)

“Abbiamo un sistema sanitario eccezionale. Non è questo il momento di fare polemiche”, dice Giuseppe Conte, dopo averlo detto ieri anche ai governatori riuniti in videoconferenza, dopo aver detto l’altro ieri che se le Regioni avessero continuato ad andare in ordine sparso avrebbe ricorso a poteri speciali, e che all’ospedale di Codogno qualche falla a suo avviso c’era stata. Il barometro del governo è continuamente oscillato tra la tranquillizzazione e la drammatizzazione. Nelle scorse settantadue ore, con la curva dei contagi che saliva vertiginosamente, la bilancia ha virato su questo secondo polo magnetico.

Il picco lo si è toccato nella giornata di ieri. Il nervosismo alle stelle del governatore lombardo Attilio Fontana, che abbandonava il collegamento con il premier salvo poi sbollire e ritornarvi. Con quello delle Marche Luca Ceriscioli che, dopo essere stato anche lui in videoconferenza senza proferire parola, ha imboccato una direzione ostinata e contraria prendendo provvedimenti al di fuori del perimetro concordato. Un clima da psicosi. A Roma sono state annullate assemblee di condominio per, testuale, “evitare assembramenti”. Al Senato sono stati montati i termoscanner, con disappunto del ministro della Salute Roberto Speranza. Ieri si è toccato il picco. Con fake news e informazioni distorte che hanno iniziato a saettare senza controllo. Anche tra gli addetti all’informazione e nel mondo della politica. In Transatlantico erano in molti ad essere convinti: “Il governo sta per chiudere tutte le scuole d’Italia”. Nelle chat preposte circolavano fantomatiche direttive del ministero dell’Interno in tal senso, senza che per altro il Viminale abbia competenza alcuna in merito. Ministri in prima persona si sgolavano: seguite solamente i canali ufficiali.

È proprio da Palazzo Chigi che informalmente è passato lo stesso segnale diramato fin da subito la cui intensità era tuttavia scemata nel corso dei giorni e delle ore. Anche per questo il premier ha deciso di rilasciare un’intervista al Corriere della Sera. Uscendo di mattina, avrebbe indirizzato la giornata: “Non dobbiamo assolutamente avere paura – ha rassicurato tutti il presidente del Consiglio - Non dobbiamo drammatizzare, dobbiamo continuare a mantenere un atteggiamento prudente e seguire le raccomandazioni della autorità”. Arrivando a rispolverare “l’unità nazionale” come antidoto politico al virus.

 

“È così. – confermano dal ministero della Salute – Ovviamente l’impennata dei contagi ha tramortito la macchina. Ma abbiamo visto scene di reazioni sull’onda dell’emotività che peggioravano solo la situazione”. Il “keep calm” è coordinato. Già da ieri Speranza è impegnato in un’operazione di moral suasion interna e non. Prima l’incontro con gli omologhi europei. Oggi con il Commissario Ue alla Salute, Stella Kyriakides, e i vertici dell’Oms. Il nostro modello sanitario può contare su competenze e professionalità di grande spessore – ha affermato - Dobbiamo essere estremamente attenti, ma non dobbiamo lasciarci intimorire né drammatizzare oltremisura”. Anche per questo l’ordinanza di chiusura delle scuole da parte delle Marche ha fatto infuriare tutta la catena decisionale, dal premier al ministro passando per il capo della Protezione civile Angelo Borrelli. “Un segnale sbagliato, una mancanza di rispetto per chi ha condiviso le scelte e se ne è fatto carico”.

È un’operazione concentrica. Il ministro della Salute riferisce in serata in Parlamento. Domani insieme a Speranza ci saranno anche il direttore scientifico dell’istituto Spallanzani, Giuseppe Ippolito, e il ministro degli Esteri Luigi Di Maio a tenere un’informativa sulla situazione presso la sede della stampa estera. Da quest’ultimo viene anticipata così: “I dati reali e la verità sono molto più importanti di qualsiasi ricostruzione approssimativa”. E cita un dato: “Tutti i pazienti ricoverati allo Spallanzani sono guariti dal coronavirus”. Il senso, continua, sarà quello di spiegare “a quotidiani e tv di tutto il mondo qual è la reale situazione in Italia, viste le continue informazioni imprecise che negli ultimi giorni sono state diffuse”.

Gli ha fatto eco il sottosegretario all’Editoria Andrea Martella: “In attesa di quello vero, un primo vaccino di cui abbiamo bisogno, in questo momento, è la buona informazione. La fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni è un presupposto fondamentale per raggiungere l’obiettivo e questo rapporto di fiducia passa anche attraverso una informazione trasparente”. Barili d’acqua sul fuoco. In serata a Palazzo si diffondono i boatos sull’irritazione del Colle per la sovraesposizione mediatica di Conte, che avrebbe contribuito a generare il clima di tensione. La marcia indietro tutta è stata innestata.

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