In streaming su Amazon Prime Video il seguito di Borat

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Borat 2: trama e recensione della commedia con Sacha Baron Cohen
Borat 2: trama e recensione della commedia con Sacha Baron Cohen

Su Amazon Prime Video, per tutti gli abbonati al servizio di consegna Amazon Prime, è disponibile in streaming la commedia satirica Borat: Subsequent Moviefilm (2020, Jason Woliner), seguito del primo film di successo Borat (2006, Larry Charles) con protagonista l’attore inglese Sacha Baron Cohen nei panni dell’omonimo giornalista kazako.

Trama di Borat: Subsequent Moviefilm

Dopo gli eventi del primo film il giornalista kazako Borat (Sacha Baron Cohen), dopo aver fallito la sua missione in USA, viene costretto ai lavori forzati in un gulag per quattordici anni sino a quando non sarà richiamato dal presidente del Kazakistan per una nuova missione in terra statunitense.

La sua nuova missione sarà portare un dono al vicepresidente Mike Pence per poter far entrare la gloriosa nazione del Kazakistan nel circolo dei potenti.

Qualcosa però va storto e Borat si ritroverà con al posto del dono sua figlia Tutar (Maria Bakalova), che diventerà la nuova merce di scambio per Mike Pence.

Cominciano così una serie d’incontri per trasformare la rozza figlia in una donna adatta all’alta società in cui è destinata ad entrare.

La visione di un nuovo paese, con costumi più liberali, darà alla figlia la forza di ribellarsi andandosi a scontrare inevitabilmente con il padre.

Cast di Borat: Subsequent Moviefilm

Essendo il film girato come si trattasse di un documentario, ha un cast decisamente ridotto e riassumibile con i due protagonisti principali.

Sacha Baron Cohen, nei panni del giornalista Borat, è uno dei comici più apprezzati del panorama internazionale per via della sua comicità surreale e a tratti dai toni forti, ma allo stesso tempo capace di criticare la società e le personalità che la compongono.

I suoi film più famosi sono Ali G (Mark Mylod), Il dittatore (Larry Charles, 2012), Bruno (Larry Charles, 2009) e ovviamente il già citato Borat con cui ottenne la vittoria del Golden Globe come miglior attore in un film commedia e una nomination agli Oscar come miglior sceneggiatura non originale.

Il comico è anche uno dei protagonisti del nuovo film di Sorkin Processo ai Chicago 7, con un’interpretazione apprezzata da pubblico e critica.

Maria Bakalova è invece un’attrice bulgara che, dopo una breve apparizione in Gomorra, qui esordisce in un ruolo di primo piano dimostrandosi un ottimo talento.

La recensione del film

Sacha Baron Cohen attacca e critica gli Stati Uniti destrorsi di Donald Trump e Mike Pence, che appare nel film, in uno dei momenti più delicati dell’intero anno: il periodo elettorale.

Il nostro protagonista non ha paura di schierarsi e se già nel primo film del 2006 l’attacco era diretto e dichiarato ad una specifica ala e classe politica, qui si allarga all’intera popolazione statunitense.

Il giornalista kazako ci mostra, attraverso riprese di telecamere nascoste ed interviste, gli USA dei suprematisti bianchi, neonazisti e negazionisti fondatori e sostenitori del culto della personalità del presidente in carica Donald Trump.

Un vero e proprio pericolo per gli equilibri della nazione, messi in ulteriore instabilità dalla pandemia di Covid-19 che Sacha Baron Cohen ci racconta vivendo alcuni giorni con una coppia di negazionisti e complottisti così assurdi da sembrare parte dello show.

Una sequenza di gag e sketch improvvisati riusciti che strapperanno più di una risata allo spettatore, capace però di farlo riflettere su quanto sta accadendo nel paese più potente al mondo, che agli occhi di Cohen sembra ormai allo sbando.

Una visione consigliata per tutti gli amanti della satira ben fatta e, soprattutto, fan del comico inglese che ci regala nuovamente una performance, e un film, degni di nota.