Stretta di Halloween a Bruxelles: niente 'dolcetto scherzetto', coprifuoco alle 22

Angela Mauro
·Special correspondent on European affairs and political editor
·3 minuto per la lettura
BRUSSELS, BELGIUM - OCTOBER 21: A ciclyst ride his bike over a Pedestrian crossing on the 'Rue de l'Ecuyer' on October 21, 2020 in Brussels, Belgium. Europe is seeing a rise in schemes to support cycling, as governments look to protect their public transport systems, boost public health and capitalize on clean-air gains as they take their first steps out of COVID-19 lockdowns. (Photo by Thierry Monasse/Getty Images) (Photo: Thierry Monasse via Getty Images)
BRUSSELS, BELGIUM - OCTOBER 21: A ciclyst ride his bike over a Pedestrian crossing on the 'Rue de l'Ecuyer' on October 21, 2020 in Brussels, Belgium. Europe is seeing a rise in schemes to support cycling, as governments look to protect their public transport systems, boost public health and capitalize on clean-air gains as they take their first steps out of COVID-19 lockdowns. (Photo by Thierry Monasse/Getty Images) (Photo: Thierry Monasse via Getty Images)

Alla fine, Bruxelles decide la stretta anti-covid. Dopo giorni di riflessioni, il governo federale della regione belga vara le nuove misure per tentare di contenere la pandemia. A partire da lunedì 26 ottobre, il coprifuoco scatta alle 22 e non più a mezzanotte come da misure prese solo una settimana fa. E poi: chiusura di tutti gli impianti sportivi, comprese piste di pattinaggio, piscine e palestre di fitness. Mascherina obbligatoria ovunque. Anche al parco non si potrà sostare in più di 4 persone. Chiusura di centri culturali, musei, teatri, cinema, sale espositive. Niente Halloween: nemmeno il porta a porta con ‘dolcetto o scherzetto’ è permesso.

C’è “incomprensione e rabbia” nella popolazione, ammette Rudi Vervoort, presidente della Regione di Bruxelles. Ma “la pandemia galoppa e si rischia il collasso del sistema ospedaliero”.

Giovedì scorso il governo belga ha lanciato un nuovo allarme sulla diffusione dei contagi, ma senza varare misure restrittive particolarmente severe. Ma in Belgio il governo centrale decide poco o nulla. Il grosso è nelle mani dei governi federali: la Vallonia, le Fiandre e la regione di Bruxelles. E da ieri la parola è passata a loro. Ieri la Vallonia, la parte sud del paese, ha deciso di anticipare il coprifuoco alle 22. E oggi segue Bruxelles, dopo una drammatica riunione stamane del governo federale con i 19 sindaci delle municipalità.

Il Belgio ha registrato un nuovo record di 15.432 contagi da coronavirus nella sola giornata di martedì, secondo i dati dell’Istituto di Sanità Pubblica Sciensano. Il record precedente era stato toccato domenica, con 12.969 casi,. La media giornaliera dei casi è di 11.201, registrati nel periodo compreso tra il 14 e il 20 ottobre, ovvero il 56% in più della settimana precedente. Dall’inizio della pandemia un totale di 287.700 persone ha contratto il virus. I ricoveri ospedalieri hanno raggiunto una media giornaliera di 399, con un incremento del 93%. Attualmente, 4.061 persone sono ricoverate per Covid-19 (+ 11%), di cui 632 in terapia intensiva (+ 10%). Il numero complessivo dei decessi è di 10.658. La media tra il 14 e il 20 ottobre è stato 37,1 al giorno, 12 in più rispetto alla settimana precedente. Il tasso di test positivi è del 17,5%

Tra le altre misure decise oggi: divieto di tutte le competizioni sportive dilettantistiche, l’allenamento sarà autorizzato solo per i minori di 12 anni. Ai matrimoni oltre agli sposi sono ammessi solo i testimoni, il prete o il funzionario per le cerimonie civili: nessun altro. Presenza massima di 15 persone ai funerali. Smart working il più obbligatorio possibile. Negozi chiusi alle 20: a fare la spesa ci si potrà andare da soli. Chiusura delle sale scommesse e dei casinò. Divieto di gite scolastiche.

Ma pur di fronte alla nuova morsa della pandemia che non sembra risparmiare alcun paese europeo, dalla Commissione Ue arriva un invito a evitare i lockdown generalizzati. “Vogliamo evitare rigidi lockdown”, dice Stella Kyriakides, commissario Ue alla Salute. “Questa pandemia ha avuto un impatto nelle vite di

tutti da un punto di vista sociale, del lavoro, delle famiglia, dell’economia - argomenta Kyriakides in un’intervista a News Mediaset - Per evitare un nuovo lockdown generalizzato è importante che si incentivino i test, il contact tracing ma anche distanza sociale, mascherine, igiene delle mani. Questo è l’unico modo per contenere il virus e impedire un lockdown generale che la società e le nostre economie non possono permettersi”. Quanto al vaccino, potrebbe arrivare “all’inizio del 2021”, ma “non sarà la bacchetta magica. Finché non avremo coperto una parte significativa della popolazione bisognerà proseguire con le misure di contenimento del coronavirus”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.