Stretta su tatuaggi in forze armate, "valutare tipo e dimensione"

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“Bisogna valutare il tipo e le dimensioni di tatuaggio”. Così all’Adnkronos Salvatore Rullo, presidente del Sindacato unitario lavoratori militari (Siulm) in merito alla norma prevista nello schema di decreto legislativo sul riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze armate, che introduce una stretta sui tatuaggi come causa di esclusione dal concorso. “Io sono d’accordo se il tatuaggio ha riferimenti espliciti politici o ideologici e se è particolarmente visibile”, sottolinea Rullo aggiungendo che però se il tatuaggio non ha riferimenti lesivi del decoro, “non è plateale e non ci sono riferimenti politici né ideologici ci vorrebbe più tolleranza, visto che ormai è un fenomeno di costume”.  

"Il linea di principio ritengo che non sia corretto inserire in un provvedimento di riordino dei ruoli norme che riguardano la disciplina", afferma all’Adnkronos Massimiliano Zetti, segretario generale del Nuovo sindacato carabinieri (Nsc). "Premetto che io non ho nessun tatuaggio, ma è certo che l’amministrazione dovrebbe avere il coraggio di dire cosa vuole fare, mentre si sta dando spazio alla discrezionalità e all’arbitrio – osserva - Per l’Arma dei Carabinieri è previsto un regolamento in base al quale l’Arma ‘sconsiglia’ di farsi tatuaggi per motivi igienico-sanitari, ma non li vieta; inoltre è previsto, per chi li fa, che debbano essere apposti in parti non visibili in uniforme sia estiva che ginnica". "Il problema è che l’Arma dei carabinieri è piena di gente con i tatuaggi – sottolinea Zetti – E la stretta, secondo me, si sta facendo con procedimenti di Stato a carico di qualcuno per cacciarlo, ma per cacciare qualcuno devono esserci norme che lo prevedano". Per questo secondo Zetti simili procedimenti "saranno annullati davanti al Tar". "La domanda è: che succede se uno si arruola privo di tatuaggi, ma poi li fa dopo essersi arruolato?", conclude. 

Quanto definito dal decreto legislativo "tenta di mettere ordine a una problematica che negli anni ha appesantito la macchina, già estremamente rallentata, dei ricorsi amministrativi e delle doglianze del personale militare. Una decisione andava presa e se sarà quella più restrittiva andrà accettata", ha affermato dal canto suo all'Adnkronos il presidente del Sindacato italiano dei militari (Sim) Aeronautica Sinibaldo Buono. "Se si possiede la passione di indossare le stellette, i tatuaggi si cancellano - continua Buono - Nell'accettare questa decisione però, a mio avviso, va pretesa coerenza e uniformità. Coerenza dell'amministrazione nel mantenere finalmente una linea chiara in un settore che ormai necessita di essere inserito in uno schema ben definito e uniformità da parte di chi sarà chiamato ad interpretare la norma per non rischiare di finire, anche su questo, davanti all'ennesimo giudice".