Lo striscione degli amici: "Diablo vive"

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Nella notte uno striscione con la scritta "Diablo vive" è comparso sul ponte degli Annibaldi al Colosseo, firmato con la sigla degli Irriducibili, per ricordare Fabrizio Piscitelli, ucciso ieri al Parco degli Acquedotti. All'arrivo della volante del commissariato Celio lo striscione è stato arrotolato e rimosso dai 5 uomini sul posto, sorpresi dagli agenti e tutti identificati. 

"E' veramente difficile accettare una morte, ma quasi impossibile accettarla quando questa arriva ad una persona amica". Inizia così il ricordo personale dell’amico Fabrizio Piscitelli da parte del fondatore degli Irriducibili, Antonio 'Grinta', un uomo che fin dagli anni '70 insieme e Goffredo Lucarelli 'Il Tassinaro' e a tanti altri ha concorso a scrivere pagine di storia della tifoseria biancoceleste.  

"Abbiamo passato i cinquanta anni chi da un bel po' chi da poco - scrive 'Grinta' in un messaggio che sta circolando tra i tifosi laziali - quella generazione 'strana' dello stadio , bambini o semi ragazzetti nel 1974, ragazzi nel 1979 il derby della morte..quasi uomini nel 1987 con la nascita di un nome. Ricordi infiniti e indelebili: il bar a via Tuscolana per chiamare quei ragazzi 'cor core', per le trasferte e i derby. Tanti ricordi tante cose, le mie discussioni con Fabrizio, le nostre chiacchierate infinite sulla nostra malattia di essere ultras laziale. Ragazzi di ogni quartiere di ogni ceto sociale si vedevano due volte alla settimana per la passione chiamata 'tifosi del tifo della Lazio'".  

Fabrizio, assicura ancora 'Grinta', "era un grande tifoso, ma conoscendolo bene una grande persona e soprattutto buona, pieno di generosità infinita per tutti. Parlava con tutti dal 12enne che veniva per la prima volta allo stadio, fino al quasi 60enne che gli rompeva i c...i sulla mentalità ultras. Aggregatore inimitabile, fenomenale. Gli ultimi anni vissuti più vicino a lui conoscendolo ancora meglio di quando aveva 15 anni, una persona che ha dato tanto, forse troppo alla nostra tifoseria. Eravamo negli anni settanta quasi ospiti della nostra urbe sponda laziale. Poi quella generazione che ha fatto diventare ospiti gli altri".  

"Scriveranno tutto e di più - conclude 'Grinta' - non importa, non ci serviranno sviolinate o lezioni di odio o di amore da nessuno, hanno purtroppo ucciso un grande tifoso laziale che ha fatto alzare la testa a tutti! Tutti quelli che amano i nostri colori, il nostro simbolo, il nostro nome: Irriducibili. Fabrizio riposa in pace".