Studenti vandali, l'Accademia di Belle arti li espelle

Le due statue in questione furono realizzate da Giovanni Bonazza nel 1722, in marmo rosso di Cottanello. Esse sono posizionate ai vertici del rialzo della piazzetta. (Credits – Twitter

Una bravata che costa cara, una follia che non dimenticheranno presto. Era lo scorso 29 settembre quando un gruppo di ragazzi vandalizzò con della vernice rossa uno dei due leoncini di piazzetta San Marco. Un gesto idiota, reso ancora più incredibile quando si scoprì chi erano gli autori dell’atto vandalico.

Sì, perché i vandali non erano dei teppistelli qualunque, o dei turisti incapaci di rendersi conto del valore artistico e storico del monumento sfregiato, ma degli studenti dell’Accademia delle Belle Arti di Venezia. Insomma, gente che quei leoncini li studia e dovrebbe amarli. Per questo motivo il direttore dell’Accademia delle Belle Arti, Giuseppe La Bruna, ha deciso di usare il pugno di ferro nei confronti degli studenti. Espulsi. “Vanno espulsi, se vogliono vadano in un’altra Accademia” ha detto al Gazzettino.

“Hanno creato un danno all’istituto e quindi serve un monito forte. Credo che tutta la città voglia questo provvedimento perché è necessario educare i ragazzi. Si continua a dire che le persone vadano recuperate, penso sia possibile recuperarli anche in questo modo, basta con le giustificazionicontinua La Bruna, che poi rincara la dose. Mi sono confrontato con alcuni colleghi: non ha senso che stiano all’Accademia, perché a 22 anni non si è più ragazzini. Non ci si può dimenticare che costruiamo percorsi per ammirare il bello, capirne le motivazioni e apprezzarlo, non per vandalizzarlo”.

Le due statue in questione furono realizzate da Giovanni Bonazza nel 1722, in marmo rosso di Cottanello. Esse sono posizionate ai vertici del rialzo della piazzetta dove c’è una vera da pozzo, e rappresentano leoni accovacciati. A essere imbrattata è stata la statua posta a sinistra della piazzetta. Per i vandali, ora, si prospetta la cacciata dall’Accademia, ma poi dovranno rispondere anche davanti alla giustizia del loro gesto.

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