Studio Crea: “Castagno dei cento cavalli” nel Catanese ha 2.200 anni

Image from askanews web site
Image from askanews web site

Milano, 3 ago. (askanews) - Il "Castagno dei cento cavalli", uno degli alberi più antichi e grandi al mondo, che si trova alle pendici dell'Etna in provincia di Catania, ha un'impronta genetica uniforme ed ha più di due millenni. Lo ha dimostrato uno studio del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria (Crea) pubblicato sull'ultimo numero di "Forestry", rivista internazionale di ricerca forestale.

Il castagno, eletto albero italiano del 2021, è un vero e proprio monumento vivente: il diametro medio del tronco misura 18 metri, la chioma copre un'area di circa mille metri quadrati. La leggenda narra che il suo nome nacque quando la regina Giovanna I d'Angiò nel XIII secolo si riparò da un temporale, sotto le sue impressionanti fronde, con tutti e 100 i suoi cavalieri. Le azioni condotte Una tecnica innovativa di analisi del Dna estratto dalle foglie della pianta (attualmente divisa in tre tronchi) denominata "Kasp" (Kompetitive allelle specific pcr) e ottimizzata dal Crea (con la sede di Caserta del suo Centro di Olivicoltura, Frutticoltura ed Agrumicoltura), ha consentito di descrivere ciascun individuo analizzato con una stringa di 37 lettere, una sorta di codice a barre basato sull'impronta genetica, che permette, tra l'altro, di identificare le cultivar di castagno.

Il Consiglio per la ricerca in agricoltura ha sottolineato che "quanto emerso dallo studio va ben oltre il dato anagrafico di questo patriarca verde e riguarda le risposte scientifiche che esso può offrire a quesiti di base che riguardano l'evoluzione delle piante superiori. Un albero così antico, infatti, rappresenta un'occasione unica per determinare con precisione il tasso di mutazione spontanea che interviene durante la crescita dell'albero e per individuare le zone del genoma più variabili e quelle meno variabili, consentendo così di fornire nuove preziose informazioni su meccanismi alla base della risposta evolutiva dei viventi in generale".

Il Crea sta lavorando a una banca dati interattiva delle impronte genetiche delle cultivar di castagno identificate e certificate, che sia disponibile e accessibile sia ai coltivatori sia ai centri di analisi. Lo strumento analitico potrà essere usato anche per accelerare il miglioramento genetico volto ad ottenere varietà resistenti agli eventi climatici estremi, agli stress idrici e ai patogeni più diffusi, come il cinipide del castagno. L'innovazione messa in campo dal Consiglio per la ricerca in agricoltura nella caratterizzazione genetica e nella tracciabilità varietale in castanicoltura contribuirà a tutelare l'agrobiodiversità, che potrà essere meglio riconosciuta e valorizzata.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli