Studio Ieo: sesso pazienti può cambiare efficacia immunoterapia

Mon

Milano, 17 mag. (askanews) - Il sesso del paziente può avere un impatto sull'efficacia dell'immunoterapia secondo una meta-analisi di 20 studi clinici randomizzati condotti su più di 11.000 pazienti con tumore avanzato, realizzata da un team dell'Istituto Europeo di Oncologia e pubblicata su Lancet Oncology. I risultati dimostrano che il guadagno in termini di prolungamento della sopravvivenza degli uomini che ricevono immunoterapia è quasi il doppio rispetto alle donne.

Studi precedenti hanno dimostrato che gli uomini hanno quasi il doppio del rischio di mortalità per cancro rispetto alle donne, a causa di stili di vita e fattori biologici: in questa analisi gli autori si sono concentrati sulla differenza nella sopravvivenza di pazienti curati con immunoterapia, combinando i dati di 20 studi hanno analizzato 11.351 pazienti che sono stati trattati con inibitori di checkpoint immunitari (Ipilimumab, tremelimumab, nivolumab o pembrolizumab) per forme avanzate o metastatiche di melanoma, carcinoma renale, tumore uroteliale, tumori del distretto testa-colo e tumore polmonare. In totale sono stati studiati 7.646 uomini (67%) e 3.705 donne (33%) e il risultato finale è che la riduzione del rischio di morte dei pazienti maschi è il doppio di quella delle pazienti femmine.

"Sia il sesso che il genere possono potenzialmente influenzare l'intensità della riposta immunitaria - commenta Fabio Conforti, oncologo medico IEO e primo autore dello studio - in media le donne hanno una risposta più forte degli uomini, nei confronti di numerosi agenti patogeni. Questo spiega il fatto che le donne contraggono meno infezioni e di gravità più lieve, oltre ad essere più reattive alle vaccinazioni. Dall'altro lato però l'80% dei pazienti con malattia autoimmune è donna. È possibile quindi che le differenze nel sistema immunitario fra donne e uomini abbiano una funzione importante nel corso naturale delle malattie infiammatorie croniche, come il cancro, e nella loro riposta ai farmaci". Gli autori aggiungono che è ben documentata una differenza nel sistema immunitario, legata al sesso, anche a livello cellulare, come risultato di interazioni complesse fra i geni, gli ormoni, l'ambiente e la composizione del microbioma.