Su il sipario nei teatri, ma molti riapriranno in autunno

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 26 apr. (askanews) - Riaprono oggi i teatri nelle zone gialle, con capienze al 50%, e non oltre i 500 posti, controllo della temperatura e mascherine per il pubblico. Dopo sei mesi di chiusura non è però facile ripartire: di solito a fine aprile le stagioni si concludono, le compagnie seguono una programmazione che è difficile riorganizzare e il coprifuoco alle 22 non aiuta.

Luca Barbareschi, proprietario e direttore del Teatro Eliseo di Roma, spara a zero sulla decisione del Governo. "Rimango dell'opinione che aprire ad aprile sia una follia, anche i ritardati mentali sanno che ad aprile non si può aprire una stagione. Le stagioni chiudono ad aprile". "Stiamo cercando di capire se si potrà fare una nuova stagione. Perché questo teatro, per 800 persone - spiega Barbareschi ad askanews - ne mettiamo 200, anche un idiota capisce che non è sostenibile economicamente. Spendo di più rispetto a quello che entra".

Dall'inizio della pandemia il Governo ha predisposto alcune misure di sostegno ad artisti e imprese dello spettacolo dal vivo, le proteste non sono mancate ma ora, anche se la ripartenza è incerta, l'entusiasmo non manca.

L'attore Marco Bonini, rappresentante di UNITA, l'associazione che riunisce interpreti di teatro e audiovisivo, dice: "Siamo molto contenti che il governo alla fine abbia accolto questa continua pressione esercitata già da ottobre. Abbiamo fatto una proposta, sale Covid-free, già sottoposta ad ottobre. Questa decisione arriva forse un po' in ritardo". "Semplicemente adesso si riapre con un contingentamento, la nostra proposta è quella di aprire al 100% al più presto, con delle condizioni di sicurezza che prevedano l'ingresso in sala soltanto per quelli che hanno il pass Covid, per quelli immunizzati, vaccinati e negativi".

Durante le chiusure al pubblico molti teatri, in tutta Italia, hanno proseguito l'attività di prove e mostrato alcuni spettacoli in streaming. E c'è già chi il 26 aprile è pronto a riaccogliere il pubblico, come il Carignano di Torino con "Il piacere dell onestà", allestito nei mesi scorsi a porte chiuse dal direttore artistico Valerio Binasco.

A Roma proprio stasera riapre le porte il teatro Vascello, con la finale, in presenza, del Fringe Festival, e i primi di maggio tornerà Gabriele Lavia con le favole di Oscar Wilde. La grande attrice e direttrice artistica del Vascello, Manuela Kustermann, spiega: "E una stagione veramente mozzata, diciamo un finalissimo di stagione, veramente una cosa incredibile, abbiamo passato un anno chiusi. Noi siamo a posto e per fortuna siamo pronti, però voglio dire, veramente è stato un settore che è stato penalizzato al massimo".

"L'unica cosa che io spero è che veramente ci diano una data poi certa per la riapertura totale, questo sì, però non sappiamo ancora, ad esempio, se ci sarà il coprifuoco".

Nella Capitale, riapre l'Argentina dal 3 maggio con "La Metamorfosi", con la regia di Giorgio Barberio Corsetti, e l'India con "La classe" di Fabiana Iacozzilli. Mentre si studia la possibilità di spettacoli all'aperto. Per i teatri privati romani la ripartenza è più difficile: rimarranno a porte chiuse il Brancaccio e la Sala Umberto, che annunceranno la nuova stagione a metà giugno: per ora il coprifuoco e il numero limitato di spettatori mettono a rischio la sostenibilità economica. Rimandate a settembre, per lo stesso motivo, l'apertura del Sistina e dell'Ambra Jovinelli.

Il timore ora, è che i teatri più piccoli non riaprano neanche in autunno e scompaiano per sempre.Marco Bonini: "Ho debuttato tanti anni fa al Teatro La Cometa di Roma, che è quello che sta al Teatro Marcello, e il teatro è stato venduto la settimana scorsa e diventerà una profumeria".