Su We The Italians la storia dei “sicilians” nel sud-est degli Usa

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Image from askanews web site
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Roma, 1 set. (askanews) - We the Italians pubblica sul suo sito un'interessantissima intervista alla professoressa Jessica Barbata Jackson, autrice di un fondamentale volume per capire questi temi: Dixie's Italians: Sicilians, Race, and Citizenship in the Jim Crow Gulf SouthDixie's ( Italians: siciliani, razza e cittadinanza nel sud-est degli Stati Uniti). L'intervista completa sul sito di We The Italians.

In un periodo in cui dobbiamo ancora dolorosamente constatare quanto la questione razziale sia una ferita aperta nell'evoluzione degli Stati Uniti d'America e una urgentissima situazione da cercare di risolvere, il nostro cuore italiano innamorato dell'America è scosso anche dai pretestuosi e sbagliati tentativi di promuovere ostilità tra le comunità afroamericane e quelle italiane.

La storia degli italiani nel sud degli Stati Uniti racconta come se c'è un gruppo etnico non di colore che ha ricevuto umiliazioni, discriminazioni, stereotipi e violenze niente affatto comparabili in termini numerici rispetto agli orrori che sono stati messi in atto contro gli afroamericani, ma non per questo meno gravi, bè quel gruppo etnico è quello italiano. Sono storie interessanti e dolorose, che nessuno ha il diritto di dimenticare o negare o, ancora peggio, manipolare per attuali motivi ideologici. E' per questo che ringraziamo molto la Professoressa Jessica Barbata Jackson, autrice di un fondamentale volume per capire questi temi: Dixie's Italians: Sicilians, Race, and Citizenship in the Jim Crow Gulf South

Professoressa, prima di tutto ci parli delle sue origini italiane. Da quale regione italiana viene la sua famiglia?

I miei bisnonni erano italiani, di un piccolo paese, Ginestra degli Schiavoni in provincia di Benevento in Campania. Mio nonno è nato negli Stati Uniti. Il mio bisnonno, Terigio, immigrò intorno al 1910, prima a Ellis Island e poi nella Bay Area vicino a San Francisco. Erano in realtà Barbato, in origine, ma c'è stato un errore a Ellis Island, e sulla carta sono diventati Barbata. L'Italia è l'unico posto dove non ho mai dovuto fare lo spelling del mio cognome da nubile.

Mio padre è cresciuto negli anni '50, in un ambiente dove c'era una spinta all'americanizzazione: non è cresciuto circondato da grandi tradizioni italiane, e quindi non è stato necessariamente qualcosa che mi è stato trasmesso più direttamente. Però poi io ho studiato a Firenze quando ero all'Università e poi ho insegnato inglese per alcune estati in Italia a bambini delle scuole italiane. Così credo di aver cercato di recuperare l'accesso alle mie origini italiane attraverso i miei viaggi e le mie esperienze di lavoro e poi con la mia ricerca.

Come e perché ha deciso di scrivere Dixie's Italians: Sicilians, Race, and Citizenship in the Jim Crow Gulf South?

Prima di iniziare la scuola di specializzazione per diventare professore di storia, ero un insegnante di storia al liceo. Sono sempre stata molto affascinata dalla storia dell'immigrazione, in generale. Quando ho iniziato la scuola di specializzazione, non avevo molta familiarità con la storia di come gli italiani sono "diventati bianchi". E quando ho iniziato a fare ricerche, c'era già molta letteratura su questo argomento, ma mancava qualcosa. C'era la storia dell'immigrazione della terza ondata negli Stati Uniti tra il 1880 e il 1920, concentrata su Boston e New York e Chicago. Generalmente pensiamo a questa esperienza immigratoria solo verso questi porti urbani. Ma stavo leggendo, per un altro corso, alcuni libri sulla prima New Orleans in Louisiana, e sono rimasta affascinata da come funzionava il concetto di razza e l'esperienza multirazziale stratificata in Louisiana. Mi sono imbattuta nella storia del linciaggio del 1891 di 11 italiani a New Orleans, uno dei più grandi linciaggi di massa nella storia degli Stati Uniti. E così quella è stata una sorta di storia di apertura per il mio lavoro di tesi. Ho cominciato a rendermi conto che c'erano tre diversi tipi di storie che stavo esaminando: la storia dell'immigrazione, la storia razziale del Sud/Louisiana e la storia italiana moderna, e sovrapporle l'una all'altra è diventato davvero affascinante.

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