Su Sky "1994". Accorsi: una volta c'erano leader, ora i frontmen

Roma 24 set. (askanews) - E' stato l'anno della discesa in campo di Berlusconi, l'anno in cui è nata la Seconda Repubblica, e in cui Antonio Di Pietro abbandonò la magistratura segnando la fine dell'era Mani pulite. Quegli avvenimenti sono raccontati in "1994", l'ultimo capitolo della serie Sky nata da un'idea di Stefano Accorsi, in onda ogni venerdì dal 4 ottobre. Negli otto episodi torna il cinico Leonardo Notte, uomo ombra di Berlusconi, interpretato dallo stesso Accorsi, il leghista che perde la spinta ideale e impara l'opportunismo politico interpretato da Guido Caprino, l'ex soubrette diventata parlamentare di Miriam Leone, e naturalmente il Silvio Berlusconi interpretato da Paolo Pierobon e l'Antonio Di Pietro che ha il volto di Antonio Gerardi.

"Noi ci siamo limitati a raccontare quello che successe all'epoca ma è comunque vero che l'epoca Berlusconi ha lasciato dei segni che noi vediamo oggi amplificati. Sicuramente la personalizzazione della politica è cominciata con Berlusconi, possiamo dire. E anche l'uso dei media, in quel caso personali ed esclusivi, adesso sono i social. Sicuramente quello che era un leader e oggi diventa un frontman e che si rapporta molto più agli interlocutori che sono gli elettori che quasi al suo partito".

I frontmen della politica oggi si susseguono, con ascese e cadute sempre più repentine.

"E' vero che gli italiani a quella roba lì sono sensibili, però è vero che si rilassano quando ci sono i cosiddetti governi di transizione, di passaggio. Perché secondo me oggi chi fa veramente la politica sono più le seconde linee: abbiamo i frontmen che si rapportano tanto con l'esterno ma che spesso hanno un talento, un istinto politico. Ma in realtà chi fa la vera politica, che non è glamour e non è cool, sono più le seconde linee. Sono come il governo Gentiloni, che comunque fa un sacco di roba, sono come il governo che c'è adesso, che mi auguro che faccia tante cose, speriamo. Non abbiamo bisogno di perdere tempo, io non voglio più vedere gente che perde tempo, ma voglio che facciano qualcosa per il mio Paese. Lo dico da elettore, non di destra o di sinistra, da elettore, da cittadino".