Sud Corea, 2 morti in scontri dopo impeachment presidente Park

redazione web
Impeachment al presidente Park Geun-hye

Park Geun-hye è la prima presidente democraticamente eletta della Corea del Sud a essere destituita per impeachment. I giudici della Corte costituzionale di Seul hanno confermato all'unanimità la decisione favorevole all'incriminazione che era stata presa il 9 dicembre scorso dal Parlamento. All'origine c'è l'accusa che Park, prima donna a capo dello Stato asiatico, sia coinvolta nello scandalo incentrato sulla sua amica e consigliera Choi Soon-sil, che avrebbe interferito negli affari del governo e costretto grandi aziende a versare ingenti somme di denaro in fondazioni a lei legate. Con la destituzione di Park, sarà il premier e suo sostituto ad interim Hwang Kyo-ahn a condurre il Paese alle nuove elezioni, che dovranno svolgersi entro 60 giorni. E perdendo l'immunità, Park potrà essere processata.

Subito dopo il verdetto della Corte costituzionale, gruppi di sostenitori di Park sono scesi in strada a Seul per manifestare a suo favore. La tensione è salita velocemente, sfociando in scontri in cui sono morte due persone e altre sono rimaste ferite. Le misure di sicurezza sono altissime nel centro della capitale, anche in vista di nuove proteste e cortei, sia dei sostenitori, sia degli oppositori della presidente destituita. Più di 21mila poliziotti sono stati schierati attorno ai luoghi considerati sensibili, come il tribunale, la Casa Blu che ospita il palazzo presidenziale, e altre sedi governative.

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Da mesi Seul è alle prese con cortei e manifestazioni, dopo che a dicembre il Parlamento aveva votato a favore dell'impeachment di Park, figlia del generale Park Chung-hee, che nel 1961 aveva preso il potere con un golpe militare, rimanendo a capo del regime autoritario per 18 anni. Nel 1974 il padre era sopravvissuto a un tentativo di assassinio, in cui era però morta la moglie. A quel punto si era fatto largo nella vita della famiglia Choi Tae-min, fondatore di una setta religiosa. Il 'guru' si legò in modo stretto a Park, e quando questi morì gli subentrò la figlia, Choi Soon-sil, che avrebbe ereditato l'influenza del padre su Park, sfruttandola per gestire l'ampio sistema di corruzione.

Secondo il presidente della Corte costituzionale, Park ha violato la Costituzione e la legge, nascondendo la verità e zittendo i critici. Perdendo l'immunità, Park potrà ora essere processata per le accuse penali di corruzione, abuso di potere ed estorsione, per aver agito in collusione con Choi. Il tribunale ha anche accusato la presidente destituita di aver richiesto mazzette al gruppo Samsung in cambio di favori del governo, tra cui su una fusione nel 2015. Anche il leader della compagnia, Jay Y. Lee, è stato accusato di corruzione ed è in carcere, mentre il processo nei suoi confronti è iniziato ieri. Sia lui, sia Park, hanno negato ogni responsabilità.

Ore dopo la decisione un portavoce ha fatto sapere che "per ora" Park non lascerà la Casa Blu e oggi non diffonderà alcuna dichiarazione. E l'allerta è salita anche a livello internazionale: l'esercito di Seul ha ordinato alle forze armate di porsi in stato di allerta e vigilanza, in vista di possibili "provocazioni" da Pyongyang. La situazione nella penisola è tesa. La Corea del Sud ha dispiegato a febbraio lo scudo antimissile americano Thaad, mentre lunedì scorso la Corea del Nord ha lanciato quattro missili nel mar del Giappone, oltre ai vari test missilistici e nucleari condotti negli ultimi anni. Pechino ha protestato contro lo scudo e ha applicato misure contro sudcoreani e aziende di Seul, che ha a sua volta reagito.

 

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