Sud Sudan, agguato a vescovo italiano: ferito alle gambe

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Agguato nella notte in Sud Sudan a padre Christian Carlassare, da poco nominato vescovo di Rumbek, che è rimasto ferito. Il missionario comboniano è stato trasportato all'ospedale di Juba ed è fuori pericolo. ''Padre Cristian è stato picchiato, insieme alla suora che era con lui, poi gli hanno sparato 4 proiettili alle gambe. Stando alle prime notizie l'attentato era stato pianificato per spaventarlo in modo che non venga consacrato vescovo'', ha spiegato una fonte citata dall'Agenzia Fides. E' prevista in questi giorni la consacrazione del missionario comboniano a vescovo della diocesi di Rumbek che era rimasta vacante dopo la morte di monsignor Cesare Mazzolari nel 2011.

Il missionario è stato colpito ad entrambe le gambe e picchiato da due aggressori, a quanto dicono le prime notizie. A soccorrerlo la dottoressa Ottavia Minervini, anestesista di Medici con l’Africa Cuamm e un chirurgo sud sudanese, che sono riusciti a bloccare l’emorragia e a stabilizzare la situazione.

"Il compound del Cuamm è vicino all'abitazione di padre Christian Carlassare: i nostri volontari hanno sentito gli spari e sono subito accorsi, trovando padre Christian ferito alle gambe da alcuni colpi di arma da fuoco, lo hanno subito soccorso e portato all'ospedale della cittadina del Sud Sudan: aveva perso molto sangue, ma è fuori pericolo" ha detto all'Adnkronos Elisa Bissacco di Medici con l'Africa Cuamm.

"Le ferite non hanno provocato fratture, ma il problema è che padre Christian ha un gruppo sanguigno molto raro, per fortuna uno dei nostri volontari aveva lo stesso gruppo sanguigno e così è stata possibile la trasfusione, quindi è stato stabilizzato". Padre Christian "è stato sempre cosciente e vigile". "I nostri volontari hanno preso contatto con la Croce Rossa Internazionale ed è stato proprio ora trasferito all'ospedale della capitale del Sud Sudan Juba", ha spiegato la portavoce del Cuamm che non è a conoscenza della dinamica dell'attentato ma, ha sottolineato, "certo, la situazione in quell'area è difficile".

Il provinciale dei comboniani in Italia, padre Fabio Baldan, che stamani ha parlato con Carlassare, ha raccontato all'Adnkronos che "ora è lucido e tranquillo e non è impaurito. Più che per le sue condizioni è preoccupato per la gente e desidera tranquillizzare i familiari". La dinamica dell’agguato è ancora tutta da chiarire anche se, per dirla con il provinciale dei comboniani in Italia, sembra da escludere la rapina. "E’ possibile - ha ipotizzato padre Baldan - che la nomina di Carlassare non sia andata bene a tanti, ipotesi che non scarta nemmeno lui anche se ancora non si è espresso e bisognerà cercare di capire con calma quando prenderanno questi delinquenti che lui ha perdonato. Sulla dinamica lui è ancora molto pensoso. Perché spaventarlo, perché è visto come interferente? Sarà da capire". Da quel che si sa, ha continuato padre Baldan, "gli aggressori sono entrati in casa e hanno sparato per spaventare il sacerdote che era con Carlassare. Il colpo è finito contro una sedia. Poi un colpo ha colpito Christian alle gambe. L’agguato non sembra comunque motivato da rapina. In Sud Sudan c’è una violenza endemica con forti rivalità. Erano senza vescovo dal 2011".

''Dobbiamo mettere fine una volta per tutte alle violenze contro i leader della chiesa'' in Sud Sudan e ''stiamo lavorando in questa direzione'' ha detto a Juba Echo il ministro dell'Informazione dello Stato dei Laghi William Kocji Kerjok , che ha condannato ''l'attacco mirato'' contro il vescovo italiano. "Questa non è la prima volta che i leader della chiesa vengono presi di mira'', ha aggiunto, ricordando che ''due anni fa uno dei pastori è stato ucciso nella contea di Cuei-bet e questa volta hanno lanciato un attacco contro il nuovo vescovo". Quello contro Carlassare ''è stato un attacco mirato. Sono andati direttamente alla porta, hanno bussato e hanno iniziato a sparare alla porta finché non si è aperta. Poi lo hanno raggiunto, gli hanno ordinato di sedersi e gli hanno sparato alla gamba'', ha spiegato Kocji.

In relazione all'agguato sono state arrestate 24 persone. Lo ha reso noto una fonte della chiesa locale al Juba Echo a condizione di anonimato. ''La polizia e altre forze della sicurezza hanno arrestato diverse persone all'interno del compound e verranno condotti altri arresti perché abbiamo bisogno di sapere esattamente cosa è successo nella Chiesa cattolica della diocesi di Rumbek'', ha confermato a Juba Echo il ministro Kocji Kerjok.

"Profondamente scosso" il vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla. "La notizia mi ha raggiunto stamane, sono profondamente scosso e colpito da questo grave atto nei confronti di mons. Carlassare - ha dichiarato mons. Cipolla - Esprimo a nome mio personale e di tutta la Chiesa padovana vicinanza a padre Christian, ai suoi genitori Marcellina e Pierantonio con cui ho parlato non appena appresa la notizia, ma anche alla comunità di Piovene Rocchette dove padre Christian è molto amato e conosciuto. Un pensiero particolare e intenso va ai comboniani, impegnati in queste terre e in altre situazioni difficili nel mondo e al popolo sud sudanese colpito da una gravissima crisi umanitaria e martoriato da continue violenze e aggressioni. Quanto è avvenuto è molto grave, è un dramma nel dramma che sta provando il Sud Sudan".

"Mi ha molto colpito la mamma di padre Christian il cui pensiero è rivolto al figlio e altrettanto a questo popolo. Grazie al pronto intervento dei medici di Medici per l’Africa Cuamm, che ringrazio di cuore, il cui compound è contiguo a quello della Curia, si è potuto scongiurare il peggio e stabilizzare la situazione. Mi auguro che padre Christian possa recuperare quanto prima e assicuro la preghiera della nostra Chiesa per la sua guarigione e per la pace in questa terra africana", ha sottolineato.

Padre Christian Carlassare, 43 anni, nato a nato a Schio il 1° ottobre 1977 è cresciuto a Piovene Rocchette in Diocesi di Padova, dove risiedono i suoi genitori e la sua famiglia. Comboniano, è giunto in Africa nel 2005 e si occupa principalmente di pastorale giovanile e dell’accompagnamento vocazionale dei giovani seminaristi nella capitale del Sud Sudan, Juba. Nel giugno 2020 è stato nominato vicario generale della Diocesi di Malakal e quest’anno, l’8 marzo 2021, papa Francesco lo ha nominato vescovo della Diocesi di Rumbek, divenendo così il vescovo italiano più giovane al mondo. Il 23 maggio è in programma la sua consacrazione episcopale. Era a Rumbek da una decina di giorni.