Sud Sudan, il Papa e Welby: con la pace verremo in visita

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Image from askanews web site
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Città del Vaticano, 9 lug. (askanews) - Ad aprile del 2019, quando ricevette in Vaticano per un ritiro spirituale di due giorni i leader politici delle contrapposte fazioni del Sud Sudan il papa, a suggello della sua implorazione per la pace, si mise carponi per baciare loro le scarpe. Oggi Francesco, insieme al primate anglicano Justin Welby ed al moderatore della Chiesa di Scozia Jim Wallace, invia loro un decennale nel decennale dell'indipendenza di questo Stato africano - nato con il sostanzioso sostegno dei missionari cattolici - per chiedere maggiore impegno a favore di una pace ancora irrealizzata e torna a prospettare una visita congiunta nel paese, già ipotizzata prima della pandemia, se i responsabili politici del paese sapranno mantenere le "ponderose promesse" fatte tre anni fa a Roma.

"Eccellenze, In questo giorno che segna i dieci anni dall'Indipendenza del Sud Sudan, vi inviamo i nostri cordiali auguri, consapevoli che questo anniversario riporta alla mente le vostre lotte passate e punta con speranza verso il futuro", scrivono il papa, l'Arcivescovo di Canterbury e il moderatore della Chiesa di Scozia in un messaggio congiunto. "La vostra nazione è benedetta da un potenziale immenso, e vi incoraggiamo a compiere sforzi sempre più grandi per permettere al vostro popolo di godere di tutti i frutti dell'indipendenza".

"Quando via abbiamo scritto l'ultima volta a Natale, abbiamo pregato affinché poteste sperimentare una maggiore fiducia tra voi ed essere più generosi nel servizio al vostro popolo", proseguono i tre leader cristiani. "Da allora siamo stati lieti di constatare qualche piccolo progresso. Purtroppo il vostro popolo continua a vivere nella paura e nell'incertezza, e non ha fiducia che la sua nazione possa di fatto dar vita alla 'giustizia, libertà e prosperità' celebrate nel vostro inno nazionale. C'è ancora molto da fare in Sud Sudan per plasmare una nazione che rispecchi il regno di Dio, dove è rispettata la dignità di tutti e tutti sono riconciliati (cfr. 2 Corinzi 5). Ciò può esigere sacrificio personale da voi come leader - l'esempio di leadership di Cristo stesso lo mostra in modo potente - e oggi desideriamo che sappiate che siamo al vostro fianco mentre guardate al futuro e cercate di discernere di nuovo come servire al meglio tutto il popolo del Sud Sudan. Ricordiamo con gioia e rendimento di grazie lo storico incontro dei leader politici e religiosi del Sud Sudan in Vaticano nel 2019 e le ponderose promesse fatte in tale occasione. Preghiamo perché quelle promesse plasmino le vostre azioni, di modo che diventi possibile per noi venire in visita e celebrare di persona con voi e il vostro popolo, onorando i vostri contributi a una nazione che realizza le speranze del 9 luglio 2011. Nel frattempo, invochiamo su di voi e su tutti in Sud Sudan le benedizioni di Dio di fraternità e pace".

A Natale scorso, in piena pandemia, Francesco, Welby e Wallace avevano inviato ai leader sudsudanesi: "Continuiamo a essere consapevoli nella preghiera degli impegni assunti in Vaticano nell'aprile 2019: il vostro di condurre il Paese verso l'attuazione tranquilla dell'Accordo di Pace e il nostro di visitare il Sud Sudan a tempo debito, quando le cose torneranno alla normalità. Siamo stati lieti di constatare i piccoli progressi che avete compiuto, ma sappiate che non è sufficiente perché la vostra gente senta il pieno effetto della pace. Quando verremo in visita, desideriamo dare testimonianza di una nazione cambiata, governata da leader che, con le parole del Santo Padre dello scorso anno, tengono 'le mani unite. Così, da semplici cittadini' per diventare 'Padri (e Madri) della Nazione'".

Ad aprile 2019, quando in Vaticano erano convenuti i leader contrapposti - il presidente della Repubblica Salva Kiir Mayardit, i vice presidenti designati Riek Machar e Rebecca Nyandeng De Mabio - il papa, prima di inginocchiarsi a baciare le loro scarpe, aveva detto: "A voi tre, che avete firmato l'Accordo di pace, vi chiedo come fratello, rimanete nella pace. Ve lo chiedo con il cuore. Andiamo avanti. Ci saranno tanti problemi, ma non spaventatevi, andate avanti, risolvete i problemi. Voi avete avviato un processo: che finisca bene. Ci saranno lotte fra voi due: sì. Anche queste siano dentro l'ufficio; davanti al popolo, le mani unite. Così da semplici cittadini diventerete Padri della Nazione. Permettetemi di chiederlo con il cuore, con i miei sentimenti più profondi". (foto credit: Vatican Media)

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